Vertice a Palazzo Chigi. Per le misure economiche contro i rincari su cui stanno alzando la voce autotrasportatori, agricoltori, lavoratori, studenti? Macché, zero.
Annunciano altre misure sulla sicurezza, dopo aver fatto tanti decreti inutili e aver fallito sull'ordine pubblico di fronte a violenze inaccettabili.
Vogliono ancora oscurare le proteste legittime e pacifiche di tantissimi contro il carovita nascondendosi dietro alcuni episodi che tutti condanniamo?
Hanno provato a nasconderli anche sui media, ma sono ancora in protesta: autotrasportatori, agricoltori, pescatori, lavoratori. Sono in tilt strade, autostrade e aeroporti. Al Sud ci sono supermercati vuoti, distributori a secco.
Li ho incontrati nei presidi in questi giorni, così come gli studenti travolti da caro-affitti e rincari. Persone lasciate sole.
Queste le risposte del Governo in questi mesi: legge elettorale, 14 miliardi in più in armi e difesa, annunci di nuovi possibili invii militari in Ucraina invece di un negoziatore di pace per l'Europa.
Servono risposte economiche immediate: il tempo è scaduto da un pezzo. Le nostre proposte sono sul tavolo da mesi.
Oggi più che mai è doveroso stare nelle piazze insieme a chi non si arrende a un futuro di armi e di guerre. Oggi più che mai non dobbiamo avere paura, ma coraggio.
La Presidente Meloni ci aggiorna: a margine del Consiglio europeo ha messo sul tavolo della discussione i fatti di Ceuta. Ma Ceuta dista 700 miglia nautiche dall'Italia. Non ci ha detto nulla, invece, sulle gravi emergenze che stanno esplodendo sul nostro territorio.
Cosa pensa di fare? Bisogna dare risposte alla disperazione di migliaia di autotrasportatori, agricoltori e lavoratori travolti da rincari, carocarburante e tasse. Alle difficoltà enormi dei cittadini al distributore come al supermercato. Alle proteste degli studenti. Se non se ne è accorta le mandiamo qualche immagine dai presidi nel Paese in cui stiamo ascoltando persone allo stremo. La risposta non possono essere l'indifferenza dopo 4 anni di nulla e 14 miliardi extra in armi e difesa.
Mi sono appena confrontato con gli autotrasportatori fermi nelle zona di Maddaloni.
Ho trovato persone che hanno dato tutto, troppo: hanno costruito giorno dopo giorno il loro lavoro e le loro imprese e ora vedono tutto che rischia di sgretolarsi per i rincari, per un pieno che si mangia i guadagni, le entrate, il potere d'acquisto. Mi hanno detto: "Non ce la facciamo più, ci oscurano, non ci ascoltano".
È così. Per mesi ignorati, messi ai margini anche da tanti media impegnati a rilanciare la propaganda del governo. Intanto i conti saltano, il carovita divora tutto.
Noi siamo con loro.
Come con gli agricoltori, i lavoratori, gli studenti.
Non ci si nasconda dietro alle violenze, che tutti condanniamo senza se e senza ma sempre.
Il Governo invece di dire alle opposizioni cosa devono fare e cosa devono dire guardi in faccia i suoi disastri e la realtà dopo aver pensato solo alla legge elettorale e a programmare 14 miliardi extra su armi e difesa.
Servono interventi urgenti: un tetto sul prezzo del carburante, interventi emergenziali prendendo risorse anche dagli extraprofitti dei colossi energetici anziché ringraziarli.
Servono misure straordinarie e immediate dopo aver perso tanto, troppo tempo.
Oggi il Fondo Monetario Internazionale ha detto qualcosa di inequivocabile, proprio come aveva fatto l’Ufficio Parlamentare di Bilancio: il riarmo è direttamente proporzionato ai tagli che i governi devono fare su sanità, scuola, impresa e sviluppo.
Lei domani andrà in Europa, non per cercare di dare risposte a quello che viviamo, ma per poter avere qualche margine di spesa per fare la campagna elettorale.
E lo farà al costo di qualsiasi catastrofe, anche a quello di portare questo Paese alla catastrofe della guerra.
Una volta tanto sono d'accordo con la premier Meloni.
Poco fa ha detto che "l'Italia non siede in Europa per dire sempre di sì".
È vero. Ne sono testimone. Quando nel 2020 abbiamo detto "no" al Mes poi abbiamo ottenuto un grande sì sul Pnrr da 209 miliardi.
Quando lei ha detto sì al Riarmo e sì ai tagli su sanità, scuola e crescita col Patto di stabilità, abbiamo collezionato record di povertà, pressione fiscale, perdita del potere d'acquisto e ora il Governo con l'acqua alla gola scrive letterine per chiedere il permesso di spendere di più e denuncia la necessità di trovare soluzioni sul caroenergia.
Arriva però il momento in cui lo sguardo deve posarsi sullo specchio. Se cerca chi ha detto dei sì che danneggiano l'Italia e chi dovrebbe trovare soluzioni sull'energia ricordiamo a Meloni che è da 4 anni al Governo e sarà ricordata per la legge elettorale, la riforma salva casta bocciata al referendum e le spese extra in armi.
Se non ha soluzioni almeno in questi ultimi mesi ascolti le nostre proposte, dal recupero di risorse dagli extraprofitti alle misure sul caroenergia e il recupero del potere d'acquisto del ceto medio.
Sveglia!
Dietro il tema della casa si nascondono questioni che riguardano le enormi speculazioni immobiliari che i fondi di investimento stanno facendo nel nostro Paese. La casa deve tornare a essere un diritto a prezzi accessibili.
Mai visti esultare così. Per cosa? Per l'aumento dei salari? Per l'aumento dei fondi per la sanità? No. Per una legge truffa che gli salva la poltrona.