Laggiù all'orizzonte, dove Yin e Yang, Why e Because si incontravano, vedevo volteggiare, come leggiadri fiocchi di neve, mistiche recchie de gomma ( Frengo )
Caro propagandista fasciocomunista, sei talmente ignorante da non sapere che gli ucraini non hanno mai chiesto a noi di combattere al posto loro. Solo un miserabile codardo che va a Mosca a baciare i piedi di Putin pagato da Russia Today può scrivere queste idiozie. La vera domanda è: come cavolo sei finito a fare il professore in una democrazia liberale? Vergognati e tieni i miei figli fuori dalla tua miserabile propaganda prorussa.
Madame Celeste Amarilla,
Vous êtes une femme méprisable et indigne de sa fonction.
Vous ne représentez pas le Paraguay, ce pays qui a transpiré la passion et l’honneur tout au long de la compétition. Par votre inconscience et votre racisme décomplexé, le monde entier a déjà oublié le parcours et l’effort historique que vos joueurs ont réalisés durant cette coupe du monde pour laisser place à une dame incompétente donnant la pire image possible de son pays.
Je ne laisserai jamais aux gens comme elle, la liberté de laisser propager leur haine et leur racisme à travers le monde.
Noi cittadini abbiamo il diritto di sapere chi sono questi "Partigiani Italiani" e di pretendere che lo Stato intervenga contro quelli che, di fatto, operano per conto di una potenza Straniera ostile.
Per ammissione della stessa.
Nessuna sorpresa: sappiamo da sempre che Lorusso, Lucidi, D’Orsi e i loro amichetti sono ignobili servi di un assassino.
Ma che ascoltino bene tutti i collusi, tutto il circoletto imbelle che ci ha accusati di impedire la libertà di espressione.
L’unica cosa che abbiamo impedito è che sí eseguissero ordini di Putin e dei suoi accolti.
E continueremo a farlo, in difesa del nostro Paese, della libertà e della democrazia.
Grazie a @H4NDelMonaco per il lavoro.
@ale_dibattista Ometti di ricordare che oltre al gas ti donano, come chiaro segno di amicizia, una finestra al sesto piano con vista sul Cremlino. Da quell'altezza giá in tanti si sono librati con voli unici ed irripetibili.
Trovo abbastanza ridicolo come in Europa i grandi giornali, non abbiano il coraggio o la voglia di dire apertamente: Trump ha fatto una guerra inutile contro l'Iran e l' ha persa. Ha rafforzato il regime di Teheran, tradito i giovani iraniani in lotta contro gli Ayatollah... (1)
Ho una notizia terribile da darvi: Semyon Skrepetsky, che aveva partecipato alle proteste a Venezia contro la riapertura del padiglione russo, è stato assassinato.
Era un artista e un dissidente russo che aveva scelto di sfidare il potere con le sue opere. Le sue caricature colpivano Putin, Kadyrov e Lukashenko, trasformando l’arte in uno strumento di denuncia contro l’autoritarismo.
Dopo aver lasciato la Russia, aveva trovato rifugio in Polonia e continuava a battersi per la libertà, partecipando anche alle proteste di Europa Radicale e all’associazione radicale Certi Diritti, da ultimo contro la riapertura del padiglione russo.
La sua terribile uccisione impone una riflessione non piu rinviabile.
Negli ultimi anni abbiamo assistito a una lunga sequenza di avvelenamenti, omicidi e operazioni contro oppositori del Cremlino ben oltre i confini della Federazione Russa. Le responsabilità dei singoli episodi spettano alle autorità giudiziarie accertarle, ma il fenomeno delle aggressioni extraterritoriali ai danni di dissidenti e critici dei regimi autoritari rappresenta una minaccia concreta per la sicurezza europea.
Per questo l’Unione europea deve fare un passo avanti.
Serve una Rete europea per la protezione dei dissidenti e degli oppositori politici, coordinata a livello UE e in stretta collaborazione con gli Stati membri, capace di valutare le minacce, condividere intelligence, predisporre misure di sicurezza e offrire tutela concreta a giornalisti, artisti, attivisti e rifugiati politici esposti a rischi credibili.
L’Europa deve essere un luogo in cui chi fugge dalla repressione trova libertà e protezione.
Difendere i dissidenti significa difendere la nostra democrazia.
In foto Semyon a Venezia
Ormai senza più ritegno o pudore, fieri di partecipare alla festa di un regime di assassini mafiosi. Il problema è che questi personaggi continuano ad essere invitati da programmi televisivi come se tutto fosse normale. La normalizzazione dell’ignobile passa da qui.
Gentile Direttore @lucfontana, gli articoli che @carlorovelli manda dalla Cina, esaltanti una brutale dittatura e pieni di critiche verso i sistemi democratici, sono veramente un obbrobrio. Lei li legge? Il Corriere ha veramente bisogno di questo pattume?
Eccoci.
Fabel e Mythos di Anthropic trattati come sistemi militari e bloccati dall’amministrazione USA.
Siamo al golden power applicato al prompt. L’ennesima campana che suona per un’Europa sorda.
The US government, citing national security authorities, has issued an export control directive to suspend all access to Fable 5 and Mythos 5 by any foreign national, whether inside or outside the United States, including foreign national Anthropic employees.
The net effect of this order is that we must abruptly disable Fable 5 and Mythos 5 for all our customers to ensure compliance.
Access to all other Claude models is not affected.
We apologize for this disruption to our customers. We believe this is a misunderstanding and are working to restore access as soon as possible.
Read our full statement: https://t.co/bwn0sximKZ
Sono sempre più affascinato sull’approccio che @marcotravaglio ha con tutto ciò che riguarda la Russia e soprattutto da come il suo giornale, che da anni si erge a censore e tribunale del popolo, punto di riferimento di ogni delirio manettaro, quando le malefatte riguardano Putin e dintorni si apra al garantismo più assoluto, quasi preassolutorio.
Quello delle elezioni armene è solo l’ultimo caso. Candidati filorussi arrestati senza motivo, scrive il Fatto, con riferimento ai casi degli esponenti di “Armenia Forte”, accusati solo di corruzione elettorale e voto di scambio (secondo l'Anticorruzione, avrebbero orchestrato un sistema per pagare e manipolare la nomina dei membri delle commissioni elettorali di seggio, offrendo compensi in denaro in cambio della garanzia di un pacchetto di voti), riciclaggio di denaro (sono state contestate irregolarità finanziarie e flussi di denaro illeciti legati al finanziamento della campagna elettorale) e coercizione e interferenza (accuse di aver esercitato pressioni e interferito indebitamente nello svolgimento e nella partecipazione a riunioni e assemblee pubbliche). Con un leader, Samvel Karapetyan, il quale si trovava già agli arresti domiciliari nella sua residenza fuori Yerevan con l'accusa formale di istigazione al rovesciamento del potere statale.
Tutti innocentissimi a priori. Perché a renderli tali non sono i fatti, ma l’essere corrotti, corruttori, sobillatori o golpisti per conto di Putin e contro l’Europa, pertanto mossi dalla nobile causa della destabilizzazione dell’Occidente, in favore del luminoso fascismo multipolare russo.
Ricordiamo tutti i titoli violenti sfornati dal Fatto anche a ridosso del referendum costituzionale della Moldova del 2024 e delle elezioni presidenziali del 2025, con i quali si denunciavano arresti arbitrari appena prima delle consultazioni per condizionare il voto, ignorando come le indagini condotte dalla Procura Anticorruzione moldava, dal SIS (Servizi di Sicurezza) e supportate dai tracciamenti finanziari delle intelligence occidentali avessero svelato un gigantesco sistema di corruzione di Stato ed eversione.
I reati formali per cui sono scattati gli arresti di leader (come Evghenia Gutul, governatrice della Gagauzia) e candidati includevano voto di scambio e corruzione elettorale su scala di massa (la rete dell'oligarca Shor ha introdotto illegalmente in Moldova oltre 39 milioni di dollari provenienti direttamente dalla Russia per creare conti correnti in favore di 130.000 presso la banca statale russa Promsvyazbanksui quali venivano trasferite cifre mensilmente in cambio dell'impegno scritto a votare "No" al referendum UE e a favore dei candidati filorussi), ma anche finanziamento illecito di partiti politici da parte di un gruppo criminale organizzato, riciclaggio di denaro aggravato e tradimento e cospirazione contro lo Stato.
Stesso schema in Romania, dove Travaglio criticò pesantemente le autorità di Bucarest e l’Europa (non si sa bene a che titolo) per l’annullamento delle elezioni, non trovando strano che un candidato indipendente di estrema destra, ultranazionalista e dichiaratamente filorusso, Călin Georgescu, avesse vinto clamorosamente il primo turno con il 23% dei voti, senza aver fatto comizi, senza avere sedi di partito e avendo dichiarato ufficialmente al fisco "zero euro" di spese elettorali. Nessun ripensamento anche dopo che si era scoperto che il candidato semi-sconosciuto era stato aiutato da una massiccia campagna TikTok orchestrata in Russia e che sempre dalla Russia erano in realtà arrivati milioni di finanziamenti in criptovalute. Così come aveva sparato a zero sul fermo di Georgescu, cui erano seguiti ben 27 arresti, tra i quali quello del mercenario Horațiu Porta, nella cui casa erano stati trovati soldi e armi, con lo scopo, secondo la procura generale rumena, di compiere atti contro l'ordine costituzionale e per associazione eversiva. Anche in questo caso tutto regolare: tranne il complotto delle élite occidentali per limitare la libertà di voto e far vincere candidati graditi a Bruxelles.
Si potrebbe continuare ancora e ancora, citando innumerevoli articoli nei quali il Fatto picchia duro contro le autorità tedesche, ree di aver accusato di nazismo alcuni esponenti di AfD, ignorando le evidenze delle straordinarie e sofisticate campagne promosse dalla Russia per sostenere proprio il partito di estrema destra guidato da Alice Weidel. E anche sulle critiche mosse alle autorità francesi per aver escluso Marine Le Pen, accusata di aver impiegato impropriamente fondi comunitari e già destinataria di prestiti milionari documentati da parte di banche controllate da Mosca.
E si potrebbe tornare indietro sino al 2004, anno delle elezioni presidenziali in Ucraina che Travaglio racconta come quello del primo dei due golpe dei quali fu vittima il candidato filorusso Viktor Yanukovich. Un golpe che, però, stando alla definizione letterale del termine, il candidato favorito di Mosca ha semmai compiuto anziché subito. Nei suoi editoriali, libri, spettacoli teatrali ed interventi tv gli sentirete infatti ripetere sempre e solo che il voto fu annullato dietro la spinta della piazza messa dal perfido Occidente. Non esistono fonti, prove o anche solo vaghi sospetti che questo sia vero. È invece documentato che Yanukovich organizzò bus e treni per portare elettori fedeli a votare più volte in tutto il paese, fece stampare schede aggiuntive direttamente in Russia e addirittura alterò elettronicamente i risultati del voto, avendo ottenuto le credenziali di accesso al cervellone della Commissione Elettorale Centrale, cui si era collegato con un cavo in fibra ottica dalla sede del suo comitato che era in un cinema dall’altra parte della strada.
Candidato “neutralista”, lo chiama ancora oggi. Così super partes che Mosca ha organizzato per la sua elezione la più grande truffa elettorale della storia del continente. Tutta roba ampiamente provata e appurata, ma che non merita di essere evidentemente citata quanto le fantasiose basi segrete ucraine nei baltici, la “misteriosa” morte dell’avvocato nel caso Minetti o delle innumerevoli altre manipolazioni della realtà da dare in pasto ad un popolo di lettori (ed elettori) beoti, ormai educati a non distinguere più nemmeno i fatti dalle opinioni.
🇦🇲 #Armenia – Il partito Contratto Civile di Nikol #Pashinyan ha vinto le elezioni parlamentari, ottenendo il 50% dei voti e la maggioranza per governare da solo.
Risultati finali:
#KP (centro europeista): 49,9% (-4,0)
#UH (trasversali filorussi): 23,3% (+23,3)
#HD (centrosinistra filorusso): 10,0% (-10,1)
#BHK (destra filorussa): 4,0% (+0,1)
+/- 2021
Affluenza: 59,0% (+9,6)
Per i popoli che sognano di entrare nell’Unione Europea,l’Europa non è soltanto un’istituzione o un mercato comune. È un immaginario morale. È la promessa della libertà e di una vita dignitosa. Quell’idea d’Europa oggi ha vinto in #Armenia, così come aveva già vinto in Moldova./1