Grande stima per i nostri Servizi segreti italiani.
Loro davvero sanno TUTTO.
#Garlasco
Grazie a chi ha pubblicato questo post (anche se mi ha bloccata e non posso condividerlo direttamente).
@1972PSP@Guernica1309@GianlucaZanell2 Tra l'altro è un dipinto di assoluta maestria che ho sempre ritenuto un capolavoro assoluto di un genio più celebrato che apprezzato.
Uno dei pochi personaggi a dire che non è la Russia l'aggressore!
Elena Basile ha il coraggio di dire che la Nato allargandosi ha difatto aggredito la Russia e che Mosca è intervenuta solo per salvare le popolazioni russe che venivano massacrate dai nazisti dopo il golpe Maidan
MIE CONSIDERAZIONI PERSONALI PRIMA DI VEDERE QUESTO DOCUMENTO ECCEZIONALE.
VI CHIEDO LA MASSIMA DIFFUSIONE SE POSSIBILE 🙏🏻
Questo è il video che difficilmente vedrete nei telegiornali. Un documento eccezionale scovato, tradotto e sottotitolato da "@DavidColantoni", che ringrazio per l'enorme lavoro di ricerca indipendente.
Quando ci raccontano la narrazione dell'Ucraina come solo vittima indifesa, omettono un capitolo fondamentale della sua storia recente.
Quale? Quello in cui l'Ucraina era forza di occupazione.
37 minuti di rarissimo video-documento ufficiale dello Stato ucraino, rimasto per anni chiuso in un cassetto, che mostra le truppe di Kiev impegnate in Iraq come parte della coalizione di occupazione, in una guerra costata un numero altissimo di vittime civili.
Un documento che cambia totalmente prospettiva.
E oggi lo stesso Paese ci chiede un sostegno economico e militare senza precedenti, mentre molte famiglie italiane faticano ad arrivare a fine mese. A guidare questa linea oltranzista, una classe dirigente europea - da Von der Leyen a Kallas, da Metsola a Crosetto, Calenda e Picierno - che non ha mai messo in discussione questa strategia.
Questo video smonta una narrazione a senso unico.
Non è la versione che sentite in TV.
È storia documentata, con immagini ufficiali.
Qui potete trovare il libro 👇🏻
QUANDO L'UCRAINA INVASE L'IRAQ.
LE MANI DEL PENTAGONO SULLA STORIA.
👉 https://t.co/gcRcxq3J5X
Le Nazioni Unite hanno ritirato le loro "previsioni" sull'innalzamento delle temperature e sui media italiani non c'è una parola al riguardo. Era tutto falso. Le "previsioni" dell"ONU erano una mera fabbricazione per sostenere la falsa narrazione imposta dal forum di Davos. Gli "scienziati" italiani che ancora ripetono tali menzogne e la stampa che le divulga andrebbero denunciate per i danni provocati all'economia nazionale.
INCREDIBILE VICENDA. DISARMA - IL CORAGGIO DELLA PACE: OSTRACIZZATI SACHS E CANFORA
https://t.co/KeTnzHmpvP
Incredibile e surreale vicenda, che sarebbe grottesco-felliniana se da ogni dove non tracimasse sempre più copiosamente il tragico della morte e della distruzione bellica che ci sta accerchiando, e che illustra molto bene la confusione che scompagina le fila del pensiero critico e politico delle nostre élite nazionali, del resto se cosi non fosse tali élite avrebbero già da molto tempo provveduto a fermare il disastro che invece celebra ogni giorno i suoi sabba sempre più sfrenati.
Buona lettura signori e buona fortuna anche.
David Colantoni
#CasoBrunelli ⚖️
Antonio Savino - Segretario Generale Nazionale del Sindacato Carabinieri 🔗armacarabinieri .org
Pubblica sul suo profilo FB:
"MALAGIUSTIZIA: LA CADUTA DI PIGNATONE
AFFARI IMMOBILIARI CON MAFIOSI E ANOMALIE GIUDIZIARIE: LE OMBRE SULL’EX PROCURATORE DI ROMA CHE EMERGONO DALL’ORDINANZA DEL GIUDICE DI CALTANISSETTA.
Il Foglio, 6.10.2026
Per quanto l’attenzione dei quotidiani e della politica si sia concentrata sulle “attività depistanti” dell’ex pm Roberto Scarpinato in commissione parlamentare Antimafia, dall’ordinanza del giudice di Caltanissetta sulla vicenda mafia e appalti la figura che esce più macchiata è senza dubbio quella di Giuseppe Pignatone, figura storica della magistratura:
toga per oltre 45 anni, in servizio alla procura di Palermo per oltre trent’anni e coordinatore dell’inchiesta che portò alla cattura di Provenzano, poi dirigente della procura di Reggio Calabria, infine capo della procura di Roma e coordinatore della celebre indagine “Mafia Capitale” (che mafia non era, come stabilito dalla Cassazione), in pensione dal 2019.
Una carriera da paladino antimafia che rischia di essere spazzata via.
Secondo il gip di Caltanissetta, infatti, Pignatone si sarebbe reso autore di una serie di anomalie sul piano processuale e anche di comportamenti altamente discutibili sul piano dell’opportunità.
Il primo fronte riguarda l’incredibile vicenda che vede Pignatone aver acquistato diversi appartamenti da una società gestita da tre mafiosi, versando una parte delle somme in nero.
Dalle indagini è emerso infatti che tra il 1980 e il 1983 la famiglia Pignatone acquistò 24 unità immobiliari da una società (la Immobiliare Raffaello) di cui erano azionisti tre soggetti già all’epoca considerati “in odore di mafia”, come Salvatore Buscemi, Francesco Bonura e Vincenzo Piazza.
Dagli accertamenti è emerso che Pignatone acquistò gli immobili a un prezzo inferiore di un terzo a quello di mercato e ha ammesso che una parte delle somme venne pagata in nero.
Ma le contestazioni non finiscono qui.
Pignatone non si astenne dall’indagine che la procura di Palermo avviò sugli appalti della Sirap, società partecipata dall’Espi, all’epoca presieduto dal padre di Giuseppe Pignatone, Francesco.
C’è poi la vicenda dei mancati omissis.
Nel deposito al Riesame del rapporto Ros del 16 febbraio 1991, Pignatone e Guido Lo Forte lasciarono visibili i nomi e le informazioni riguardanti diversi indagati estranei alle misure cautelari.
Una dimenticanza che, secondo il gip, contribuì a mettere in allarme gli interessati e a compromettere ulteriori sviluppi investigativi, anche sul filone Sirap.
In un successivo procedimento, riguardante i rapporti Buscemi-Calcestruzzi Ferruzzi, Pignatone interrogò due persone come indagati senza che fossero iscritti nel registro, chiese una misura cautelare contro una di loro prima della sua iscrizione e, mentre quella richiesta era pendente, presentò una richiesta di archiviazione per tutti gli indagati.
Nello stesso fascicolo furono respinte le perquisizioni richieste dallo Sco nei confronti di società del gruppo Calcestruzzi, nonostante il gip avesse ritenuto necessari ulteriori approfondimenti.
Nell’ambito del procedimento mafia e appalti, il giudice contesta a Pignatone di non aver disposto alcune perquisizioni che il materiale investigativo fornito dal Ros dei Carabinieri avrebbe consentito di effettuare.
Tra i soggetti che, secondo il decreto, avrebbero potuto essere destinatari di tali perquisizioni viene indicato anche Antonino Buscemi.
Per quanto riguarda la gestione complessiva del fascicolo mafia e appalti, il giudice giunge a parlare di “climax ascendente nella mala gestio”, aggiungendo che Pignatone ne è “il comune denominatore”.
Parole che pesano come macigni sull’immagine di un magistrato che per decenni è stato considerato un simbolo della lotta alla mafia.
di Ermes Antonucci"
@ErmesAntonucci
🕸️La rete che ha incastrato BRUNELLI ha agito sotto Pignatone nel 2016.
#Mafia
La Russia non è mai stata mia nemica, i russi sono miei amici.
Lo dico senza paura e senza ipocrisia.🇮🇹🫶🏻🇷🇺
Con la Russia avevamo gas a 30, fabbriche aperte e bollette che si potevano pagare. Senza la Russia abbiamo gas a 300 comprato dagli americani, fabbriche che chiudono e famiglie al freddo. Chiamatela come volete, io la chiamo interesse nazionale.
La Russia non ci ha mai detto cosa dobbiamo pensare, cosa mangiare, che macchina guidare e che caldaia buttare via. Quello lo fa Bruxelles, con i soldi nostri. La Russia ci dava energia, l'UE ci dà regole e una guerra che non è nostra.
Io non ho la memoria corta.
La Russia ci ha liberato dal nazismo, ci ha scaldato per 40 anni e non ci ha mai imposto una base militare in casa nostra. Altri invece ci impongono sanzioni che rovinano solo noi e armi da mandare in Ucraina facendo finta che sia pace.
Per questo per me vale una cosa semplice, quella della foto: NO all'invio di armi all'Ucraina, SÌ al gas russo. Meno ideologia, più buon senso. Meno affari per gli altri, più Italia.