@miocuginoMigue2 Anch’io mi ero bloccata dopo un centinaio di pagine, mi sono accorta poi che non era il momento giusto per leggerlo. L’ho ripreso dopo qualche anno e l’ho finito in due settimane. Ad oggi posso dire che è il mio libro preferito
#MarziyehNeyri, 24 anni, è stata impiccata!
Marziyeh era stata costretta a sposarsi a 17 anni.
La Repubblica islamica in #Iran l'ha impiccata per aver reagito contro il suo aggressore.
Marziyeh aveva 18 anni quando un socio di suo marito tentò di violentarla a casa sua, davanti al marito. Lei ha afferrato un coltello da cucina per difendersi. Suo marito è morto durante la colluttazione.
Ha raccontato al tribunale di essere stata aggredita ripetutamente dai soci di suo marito prima di quel giorno.
Il regime ha respinto la sua tesi di legittima difesa. Il suo aggressore, sopravvissuto, ha testimoniato e l'ha definita un'assassina.
La sentenza è stata eseguita nella prigione di Chubindar a Qazvin.
Marziyeh Neyri era stata costretta a sposarsi da bambina in base alle leggi islamiche dell'Iran, ha trascorso i pochi anni della sua vita adulta in un'aula di tribunale, lottando per la vita dopo averla difesa.
Queste sono le leggi della Sharia che vigono nella Repubblica Islamica dell'Iran, dove una donna può essere impiccata per essere sopravvissuta ad uno stupro.
To those who say "it's her choice" I used to say the same thing about my own Hijab.
I was covered head to toe. Even on the beach. Even with my male relatives. And when people challenged me, I said: this is my choice. You know why? Because the other option was burning in hell, hung by my hair for eternity. That's what they taught me since childhood.
Yes, let me repeat it for you to just understand about our version of “freedom of choice.” I grew up in an Islamist culture that gave me two options. Cover yourself and go to heaven. Or don't cover, and be hanged by your hair and burned in hell.
Like when someone puts a gun to your head and says "you can go left or right", technically, yes, that's a choice.
I picked heaven. I called it freedom. And I believed it, because that's what happens when fear is all you've ever known.
And if you think I shouldn't be telling you my story, I don't care. I really, genuinely, from the bottom of my heart, don't care. The women still living under that "choice"? I care about them.
#LetUsTalk
@jessica_flexer Mia mamma è cuoca da più di 25 anni e non ha mai potuto indossare orecchini, anelli e catenine, ha sempre la cuffia per i capelli e deve avere unghie corte con zero smalto
QUERELE, MINACCE E RICHIESTE DANNI: IL SENSO DI IRRESPONSABILITÀ DEI MAGISTRATI
Vi racconto cosa ho subito negli ultimi due anni per aver semplicemente svolto il mio lavoro di giornalista di giudiziaria. Un modo per farvi comprendere il senso di insofferenza dei magistrati al libero esercizio del diritto di cronaca e di critica nei loro confronti, e quindi il senso di assoluta irresponsabilità per le cose dette e fatte nell’esercizio delle loro delicate funzioni.
Specifico: ognuno ha il diritto sacrosanto di tutelare la propria onorabilità in sede giudiziaria, ad esempio se si sente diffamato, ma cosa diversa è avanzare querele e richieste danni palesemente infondate e con la finalità intimidatoria nei confronti di un giornalista, in violazione dell’articolo 21 della tanto amata Costituzione. Dunque, tanto per darvi un’idea, negli ultimi due anni ho ricevuto in ordine sparso:
-4 (quattro) querele da parte di un pubblico ministero che si è sentito diffamato per alcuni miei articoli in cui si dà notizia dei suoi numerosi processi finiti con l’assoluzione degli imputati, di una censura del proprio operato ricevuta dalla Corte costituzionale e di una sanzione disciplinare ricevuta dal Csm. In una delle tante querele, il pm si spinge addirittura ad affermare di sentirsi “vittima di stalking” da parte mia (lascio a voi ogni commento)
-diffida con richiesta di 200.000 euro da parte di una giudice sentitasi diffamata da un articolo in cui veniva riportata la notizia che il Csm aveva avviato un procedimento per decidere se rimuoverla dalla magistratura
-richiesta di 100.000 euro da un giudice che si è sentito diffamato da un articolo in cui venivano riportate dichiarazioni rese al Csm da alcuni consiglieri che sottolineavano come il giudice in questione per quasi 20 anni avesse esercitato la funzione presso un tribunale pur essendo sposato con una collega che esercitava le funzioni di pm presso la procura dello stesso tribunale
-richiesta di 50.000 euro da un pm che si è sentito diffamato da un articolo in cui si dava notizia che lui, mentre portava avanti un processo, ha messo sotto indagine la legale dell’imputata, decidendo anche di farla intercettare, il tutto all’insaputa della collega co-titolare del processo, generando reazioni di critica da parte dei penalisti e persino dell’Anm locale
-richiesta di 40.000 euro da un giudice di un importante tribunale italiano, che si è sentito diffamato da un articolo in cui si segnalava la sua marcata tendenza ad accogliere le richieste di misure cautelari avanzate dai pm
-richiesta di 25.000 euro da una giudice di un importante tribunale che si è sentita diffamata da un articolo in cui si dava notizia di un’iniziativa da lei intrapresa all’interno dell’ufficio giudiziario, iniziativa poi da lei stessa ammessa in un comunicato stampa.
A tutto ciò si aggiungono:
-comunicato stampa di una sezione locale dell’Associazione nazionale magistrati, in cui si afferma che io avrei portato avanti “un attacco” nei confronti di un magistrato “con toni ed espressioni che, di certo, superano il diritto di critica giudiziaria”. Praticamente una sentenza.
-l’iniziativa di un capo di un’importantissima procura italiana che ha addirittura chiesto al Csm di aprire una pratica a tutela del proprio ufficio in seguito a un mio articolo, che sarebbe consistito in “un’inaccettabile e pericolosa delegittimazione dell’operato dei magistrati dell’ufficio”.
-le recenti minacce del procuratore di Napoli Gratteri di “fare i conti” con noi giornalisti del Foglio dopo il referendum e “tirare su una rete”. Come sapete, da anni racconto le gesta di Gratteri: le tante indagini finite nel nulla, le ingiuste detenzioni, le spese sostenute dallo Stato per questi errori.
Molte delle richieste di risarcimento danni si sono fermate non appena i magistrati in questione hanno ricevuto risposta puntuale in cui si sottolinea l’infondatezza delle richieste (a conferma della loro finalità intimidatoria). Altre vicende, soprattutto quelle penali, sono ancora in corso.
Inutile dire che queste azioni intimidatorie dei magistrati sono destinate a cadere nel vuoto. Vi invito però a riflettere su questa insofferenza delle toghe a qualsiasi forma di critica (e persino cronaca) del loro operato. Si parla spesso del problema delle querele temerarie dei politici contro i giornalisti, ma nessuno fa mai notare che la magistratura tende a reagire alla libertà di stampa in modo ancora più aggressivo: come una vera casta intoccabile. Lo stesso atteggiamento che da mesi sta mostrando di fronte alla riforma costituzionale approvata dal Parlamento.
I'm Iranian and I want to tell every leftist pro-Palestine person to shut the fuck up about Iran's situation rn, It's none of your business bitch, u were silent about Iran massacre you better keep it that way now.
🚨🚨🚨🪖🇺🇸🇮🇱🇮🇷 Immagini straordinarie: iraniani ballano in strada mentre Stati Uniti e Israele bombardano il loro Paese per liberarlo dal giogo della Repubblica Islamica.
La diretta integrale è solo sul Blog: https://t.co/KULX54p32C
Quando vi chiedete perché Francesca Albanese non dice nulla sul massacro compiuto dal regime iraniano contro i propri cittadini e poi la vedete condividere un panel col Ministro degli Esteri della Repubblica Islamica Seyyed Abbas Araghchi, direi che avete la vostra risposta.
@FrancyontheMoon Appunto! Putroppo pensano sempre che se sei infermiere è perché hai fallito al test di medicina. Non sanno quanto sapere, impegno, studi e ricerche ci siano dietro l’assistenza infermieristica e questo mi dispiace molto, perché tutto ciò sarebbe un miglioramento per tutti
@FrancyontheMoon Se sapessero realmente come è strutturato il corso di laurea in infermieristica o come funziona un reparto, saprebbero che non avremmo neanche il tempo per improvvisarci medici o per fregare loro le competenze.
@FrancyontheMoon Ovviamente tutto ciò viene espresso da chi in ospedale probabilmente o non ci è mai entrato o è andato solo a farsi un prelievo una volta ogni 10 anni.
Negin Ghadimi, 28, was killed by direct live ammunition fire during the protests in Shahsavar (northern Iran) on January 10, 2026. According to reports, she died in her father's arms moments after being shot by security forces using military-grade weapons.
#DigitalBlackoutlran
#IranRevoIution2026
#IranMassacre
Tractor Sazi Tabriz won the Iranian football league last year.
Their former midfielder Mojtaba Torshiz, left his two daughters with his parents and went out to the streets last night with his wife to protest in defense of a free Iran
They were both shot and killed by the regime
E poi c’è la farsa. Ad @agorarai condividono una foto dal set di “Goodfellas” (si riconoscono chiaramente Robert De Niro e Ray Liotta) facendosi trollare da un utente che, secondo il conduttore, starebbe condividendo una foto dell’Iran prima dell’avvento della Repubblica Islamica