#Milan-Atalanta, 15 maggio 2022, biglietti a prezzi popolari con uno stadio infuocato di milanismo in attesa dello scudetto.
Milan-Atalanta, 10 maggio 2026, tifoseria in contestazione, qualificazione per la Champions League a rischio, pseudo-conflitti interni nell’organigramma societario.
Nel 2022 sembrava l’inizio della rinascita del #Milan, nel 2026 paura della Banter Era.
Qualcuno si passi una mano sulla coscienza e si faccia da parte, il bene del #Milan viene prima di qualsiasi cosa.
Tutto quello che ha fatto Paolo Galbiati subito dopo aver vinto la coppa del Re col Baskonia domenica:
- è salito sugli spalti ad abbracciare suo padre e sua madre
- ha rubato il pallone della partita se l'è portato a casa
- è andato sotto la curva a cantare il coro che i tifosi gli dedicano da tempo (“Por la mañana café, por la tarde ron. Paolo Galbiati, haznos campeón!”... ossia “Caffè al mattino, rum al pomeriggio. Paolo Galbiati, rendici campioni!”)
- ha chiesto a tutta la squadra di toccare insieme la coppa del Re perchè avrebbe avuto lo stesso effetto della borraccia magica di Space Jam
- ha preso una torta in faccia ed è andato in sala stampa con la camicia sporca di cioccolata
- ha fumato un sigaro e bevuto un discreto quantitativo di birra
- ha detto ad una tv spagnola che il fatto che le agenzie di scommesse quotassero la vittoria in finale del Real a 1.20 e quella del Baskonia a 4.20 lo ha caricato molto
- ha cercato di pilotare l'aereo che da Valencia ha riportato la squadra a Vitoria, ma fortunatamente sono riusciti ad impedirglielo
- ha rischiato di perdere i sensi più volte
- ha suonato la tromba assieme ad una banda locale
- ha messo una canotta del Baskonia con scritto "Campeones" sulla statua della Vergine bianca della città
- ha mischiato italiano, spagnolo, inglese e basco, in almeno una dozzina di interviste
- il suo nome è apparso su tutti i tram della città che al posto del numero di linea avevano la scritto "PAOLO TI AMO"
- si è commosso vedendo le 30.000 persone che hanno atteso l'arrivo del pullman non la squadra in piazza
SEMPLICEMENTE DOMINANTE
È arrivato il momento di dire addio. Sono orgoglioso di aver lavorato per il Milan e ho sempre dato il mio cuore e la mia anima per onorare la storia e la tradizione di questo grande club. Vorrei ringraziare il mio staff, i giocatori, i tifosi e tutti coloro che mi hanno sostenuto durante la mia permanenza a Milano. Auguro al club il meglio per il futuro.