Io sarei andato con una bandiera Ucraina, una della Palestina, una dell'Anpi, una dell'UE e una dell'Italia e avrei preso calci in culo sia da destra che da sinistra.
Ieri, sul giornale che non riceve alcun finanziamento pubblico, proprio come tutti gli altri, a parte le cooperative vere o farlocche tipo gli Angelucci o i giornali di partito, Marco Travaglio ha sostenuto che, se diamo i soldi a quei cattivoni degli ucraini per resistere ai bravi ragazzi russi, dovremmo darli anche all’Iran per resistere agli imperialisti americani.
Ci ho fatto una battutina sui social, e alcuni amici sono arrivati a commentarmi che in fondo il parallelo era corretto.
Cercherò di spiegare perché, ovviamente per me, col cazzo che è corretto.
La Russia è una dittatura, esporta dittatura per permettere a Putin di ricostruire una URSS privatizzata. L’Ucraina, con tutti i difetti del mondo, ma se si dovesse bombardare ogni Paese che ha battaglioni di estrema destra o fascisti persino al governo, avremmo un sacco di parcheggio sia a Pisa che persino a Palazzo Madama… l’Ucraina è una democrazia. Ed è Europa. Aiutarla, significa aiutarci.
L’Iran è un regime teocratico che ha appena ammazzato circa 30.000 giovani uomini e donne che chiedevano più libertà.
Armarlo, se vogliamo appunto cadere nella puerile provocazione di Travaglio, significherebbe sostenere una dittatura teocratica. Come gli Usa recero con l'Afghanistan in funzione anti-URSS, guadagnandoci per esempio Al Qaeda. Non va a finire a bene.
E questo al netto che Trump non abbia alcuna legittimazione, che il suo imperialismo faccia schifo, e che se esistesse ancora l’Onu, o l’Europa indebolita dai vari cacicchi russi, andrebbe contrato e subito con sanzioni economiche almeno al pari delle sue.
Quindi sono due situazioni diversissime. E mischiarle in malafede può venire solo da chi aveva garantito che nessuna delle due guerre, quella russa contro l’Ucraina, e quella di Trump contro chicchessia, sarebbe mai avvenuta.
E ancora parla. E ancora ci spiega. E ancora provoca.
‘sto cazzaro.
Un saluto da Anna Politkovskaja
Non sanno condurre.
Non fanno ridere.
Non capiscono niente di sport, di cultura, di arte o di musica.
L'unico modo che hanno per giustificare i loro fallimenti è fare le vittime.