Accendo la TV e mi imbatto nella scena della prima catapulta infernale e mi paralizzo, tornando undicenne.
Momento calcistico che ha segnato migliaia di esistenze.
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Oggi, alla plenaria di Strasburgo, ho portato in Aula ciò che ho visto con i miei occhi in Cisgiordania, nei territori palestinesi occupati.
Il sangue ancora sull’asfalto a Ebron, la paura di rivolgersi alla giustizia, un bambino nato sottopeso assistito in una scatola di scarpe con del cotone, una sposa in lacrime davanti alla propria casa distrutta.
𝗛𝗼 𝘃𝗶𝘀𝘁𝗼 𝗾𝘂𝗲𝗹 𝗽𝗼𝗽𝗼𝗹𝗼 𝘁𝗿𝗮𝘁𝘁𝗮𝘁𝗼 𝗰𝗼𝗺𝗲 𝗳𝘂𝗿𝗼𝗻𝗼 𝘁𝗿𝗮𝘁𝘁𝗮𝘁𝗶 𝗴𝗹𝗶 𝗲𝗯𝗿𝗲𝗶 𝗱𝘂𝗿𝗮𝗻𝘁𝗲 𝗹𝗮 𝗦𝗲𝗰𝗼𝗻𝗱𝗮 𝗴𝘂𝗲𝗿𝗿𝗮 𝗺𝗼𝗻𝗱𝗶𝗮𝗹𝗲. Di fronte a tutto questo, l’Europa non può voltarsi dall’altra parte.
Dobbiamo sanzionare Israele e interrompere ogni contatto con il suo governo, la condanna, da sola, non basta più!
Cinquantasei italiani su cento mettono il caro vita in testa alle loro paure: lo dice l’ultimo Osservatorio politico dell’istituto Ixè, uscito ieri. Vuol dire che la spesa costa di più, che lo stipendio basta di meno, che il benessere se ne va e le famiglie sono più povere. Altro che propaganda.
Poi viene la sanità che si sfalda, al 42%, toccata con mano da chi aspetta mesi una visita e paga di tasca la prestazione che il pubblico non gli dà più. E l’immigrazione, feticcio quotidiano dei talk show, sta quasi in fondo alla lista, al 22%. Curioso, per un Paese che a sentire i titoli non parlerebbe d’altro.
Il mondo visto da qui somiglia poco a quello dei telegiornali. Alla domanda su chi minaccia la pace gli italiani mettono primi gli Stati Uniti di Trump (50%), poi l’Israele di Netanyahu (40%), e solo terza la Russia di Putin. Della Cina si fidano di più (29%) che dell’America (17%), che stacca Mosca di appena due punti. In Trump personalmente la fiducia è l’8%.
E intanto la fiducia nell’Unione europea, quella che nei nostri editoriali è sempre la stella polare, è scivolata dal 67% del 2020 al 45% di oggi. Nel governo Meloni si ferma al 37%, nell’opposizione al 20%. Alle prossime politiche promette di votare di sicuro solo il 50,7%, contro il 63,9% del 2022.
Adesso riavvolgete il telegiornale di ieri, un talk, un editoriale di prima pagina, e contate quanto spazio prende ognuna di queste cose, e in che ordine. Non raccontano agli italiani la loro vita. Raccontano la loro. Poi ci stupiamo che votino di meno, comprino meno giornali, di loro si fidino sempre meno.
Buon mercoledì.
(il mio #buongiorno per @Left_rivista)
https://t.co/4MFyvO1Z2U
In una sola conferenza stampa, questa mattina al vertice NATO di Ankara, Donald Trump ha:
- insultato la Spagna «cattiva, terribile e senza speranza, non vogliamo più fare affari con loro»
- attaccato l’Italia, che «ha fatto molto male nelle decisioni sulle sue basi»
- attaccato la NATO «per come si sono comportati sull’Iran e sulla Groenlandia»
- rivendicato la Groenlandia («non avremmo dovuto ridarla alla Danimarca»)
- elogiato la Cina e Xi Jinping («è fantastico, sono un suo grande fan»)
- dichiarato la fine del cessate il fuoco con l’Iran («i negoziati sono una perdita di tempo»)
- dichiarato di essere «il numero uno su Tik Tok»
Chi potrebbe mettere una granata stordente dentro una macchina e farla scoppiare, costringendo i passeggeri a rimanere all’interno?
Indizio: quelli dentro erano palestinesi del campo profughi di Qalandiya, quelli fuori, soldati dell’”esercito più morale del mondo”
#israehell