“Kore de Alcatraz”, rinascita per le donne vittime di violenza. Un laboratorio di inclusione tra le colline umbre, dove l’accoglienza si coniuga con attività formative. Di Stefano Bertea. @fondazioneilfattoquotidiano
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KORE DE ALCATRAZ è nato dall'incontro di Fondazione Fo Rame e KORE impresa sociale alla Libera Repubblica di Alcatraz. KORE DE ALCATRAZ sarà la risposta alla necessità delle donne uscite da una storia di violenza di trovate un luogo protetto dove lavorare e vivere, per ricostruirsi una vita. KORE DE ALCATRAZ vuole essere un luogo dove le donne uscite da una storia di violenza e maltrattamenti possano avere la possibilità di trovare la loro strada. Dove donne che stanno uscendo da una di queste terribili situazioni possano da subito avere la soddisfazione di scegliere un percorso lavorativo studiato sulle loro necessità e che gli dia fiducia.
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A Milano una carta per fermare la strage dei 'desaparecidos'. Mattea Fo: "ospiteremo i giornalisti stranieri in pericolo" #ANSA https://t.co/oP1mnY78i0
“Ho fatto questo esordio alla regia alle porte della menopausa, auspico che i giovani esordienti abbiano la possibilità di avere sempre un sostegno disponibile per continuare a raccontare nuove storie.
Ringrazio i miei produttori che, di fronte a un film in bianco e nero, in romanesco, coi balletti e con le botte, mi hanno permesso di muovermi in libertà, grazie al cast artistico e tecnico.
Voglio ringraziare gli spettatori. Quando si costruisce una storia per il grande schermo si sognano sale piene ed emozioni condivise.
Non mi piace chi considera il pubblico una massa di estranei in cerca di semplificazione. Gli spettatori siamo noi, siamo tutti. Mi piace pensare che tra gli spettatori ci sia chi ha combattuto, chi ha fatto degli errori, chi non la pensa come me.
Grazie ai cinque milioni di persone che hanno fatto il gesto eroico di uscire di casa, pagare un biglietto, cercare parcheggio per vedere il nostro film. Come quel signore di Torino che ha detto ‘sono uno di quei bambini che mandavano di là’ e la signora di Genova che ha detto ‘sono stata Delia ma ora non lo sono più’.
Grazie”.
- Le parole di @PaolaCortellesi dopo il trionfo per la vittoria di 6 David di Donatello, tra cui miglior attrice protagonista e miglior esordio alla regia 👏🏼
Il ministro dell'Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, sta valutando di introdurre dal prossimo anno scolastico il giudizio "gravemente insufficiente" nelle scuole elementari. Ecco, signor Ministro, non lo faccia. Lasci stare. Introduca piuttosto insegnanti di sostegno, e in numero adeguato, nelle scuole di ogni ordine e grado. Che cosa potrebbe mai significare "gravemente insufficiente" per un bambino di sei anni, se non un trauma e una umiliazione?
Trovo che l'idea di averci pensato sia drammatica. Perché mostra il dramma di chi evidentemente non si rende conto di che cosa sono oggi i giovani, da quale fragilità siano afflitti e di quanto sarebbe necessario invece costruire una scuola inclusiva che abbia il compito innanzitutto di rispettare i tempi di crescita di ciascun alunno e di aiutarlo a scoprire le proprie passioni. Questo è il punto: dalle elementari alle superiori, la scuola dovrebbe appassionare. Alla conoscenza, allo studio, alla scoperta del mondo e soprattutto di se stessi. I ragazzi hanno più che mai bisogno di essere ascoltati, accompagnati nel loro percorso di crescita in un tempo per loro difficile come quello che stiamo vivendo, in cui la fiducia nel domani è svanita e dove i social stanno creando un mondo fittizio in cui si rifugiano e di cui sono sempre più dipendenti.
L'idea che la scuola efficiente sia fatta di lezioni frontali, di valanghe di compiti per le vacanze, di verifiche e di stress, mi sembra anacronistica, una grande occasione sprecata.
Gravemente insufficiente è lo stipendio degli insegnanti, gravemente insufficienti sono le risorse destinate all'Istruzione, gravemente insufficiente è l'investimento sul futuro. L'insegnante con la bacchetta in mano è un rimpianto assurdo. È inammissibile, così come lo sono le manganellate ad adolescenti che manifestano pacificamente e finalmente per qualcosa in cui credono.
La sua idea, Signor Ministro, è gravemente deludente. Cambi rotta e faccia in modo che la scuola sia un luogo protetto e protettivo in cui, dai sei anni sino alla maturità, ci si possa sentire non giudicati e in cui semmai si forniscano gli strumenti per imparare a giudicare. Anzi, per comprendere più che per giudicare. Quanto al merito, quello proviamo a costituircelo nella vita proprio con gli strumenti che la scuola ci avrà saputo dare. E non si tratta certamente di un voto sulla pagella ma della possibilità di ciascuno di farcela per quello che può e a seconda della situazione in cui si trova. Il merito è un concetto relativo, come del resto quasi tutto.
- @fabfazio su @oggisettimanale
A Bologna a 30 km all'ora: scoppia il caso nazionale. Meno velocità più casino e traffico? I ciclisti muoiono vanno in giro come kamikaze? Se si rallenta il traffico torniamo al medioevo e la gente muore di fame e di pellagra? Meno velocità meno inquinamento?
Questa estate vi aspettiamo ad @AlcatrazGubbio . In programma 3 SETTIMANE VACANZA DIVERSE
- Avventura nel Bosco: vacanza per famiglie
- Immaginazione Festival: vacanza per tutti
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Per info https://t.co/LyqruZz4QQ
“Il teatro di Franca Rame e Dario Fo a portata di cuffia” con Lucia Vasini, Mario Pirovano, @matteafo, Gian Luca Favetto.
A cura di @AudibleIt.
@FondoFoRame
Un omaggio all'ultimo italiano #PremioNobel per la letteratura: una vita sul palcoscenico fino all'addio alle scene.
"#DarioFo - L'ultimo mistero buffo", il doc prodotto in collaborazione con @raidocumentari stasera alle 21.20 su @RaiTre ➡️ https://t.co/vPpp0ts1wU
#10marzo
Insieme @gadlernertweet e @silviatruzzi1 ripercorriamo i primi quarant’anni di Alcatraz, la libera università sulle colline umbre fondata dalla famiglia Fo. Un luogo dove passato e presente s’incontrano, nel segno dell’accoglienza https://t.co/QL1Q7KF2f4