ma come si fa a fare amicizia a 27 anni? mi sembra davvero impossibile.
non ritornerei nei rapporti di amicizia che ho chiuso perché non mi ci trovavo più bene, però è veramente difficile conoscere gente nuova.
L’Italia inventò l’autostrada: l’idea che cambiò la mobilità mondiale, molti italiani lo ignorano…
Quando pensiamo all’autostrada, la associamo a un’infrastruttura ormai ovvia, parte integrante della vita quotidiana e della logistica globale. Ma pochi ricordano che fu un’invenzione italiana, nata dall’audacia imprenditoriale e dalla visione ingegneristica negli anni ’20 del Novecento.
Il primo tratto autostradale al mondo venne inaugurato il 21 settembre 1924: la Milano–Laghi, 84 chilometri progettati dall’ingegnere Piero Puricelli, un imprenditore brianzolo con il pallino delle infrastrutture. La sua intuizione era semplice e rivoluzionaria: realizzare strade dedicate esclusivamente alle automobili, separate dal traffico lento dei carri agricoli e dei pedoni. Un’idea che avrebbe cambiato per sempre i tempi di percorrenza, la produttività e la percezione stessa delle distanze.
Puricelli fondò la Società Anonima Autostrade e, con capitali privati e concessioni pubbliche, diede il via al progetto. Il tracciato collegava Milano con Varese, Como e Sesto Calende: arterie pensate non solo per i borghesi con la nuova automobile, ma anche come motore di sviluppo economico e industriale per l’intera Lombardia.
Il costo dell’opera fu di circa 90 milioni di lire (pari a oltre 500 milioni di euro attuali), ma i benefici furono immediati: il tempo di percorrenza Milano–Como scese a 45 minuti, meno della metà rispetto alle strade ordinarie.
Il successo fu tale che negli anni ’30 l’Italia ampliò la rete autostradale, con tratti come la Firenze–Mare e la Torino–Milano, mentre il modello veniva studiato e replicato all’estero: la Germania con le Autobahnen, gli Stati Uniti con le Parkways e, più tardi, l’Interstate Highway System.
Le autostrade non furono solo un’infrastruttura di mobilità, ma un’innovazione che incrociava industria automobilistica, edilizia, acciaio, cemento e occupazione. Ogni chilometro costruito significava centinaia di posti di lavoro e un’accelerazione nella crescita del settore automotive italiano: Fiat in primis, ma anche le carrozzerie artigiane e i produttori di componentistica.
Oggi la rete autostradale italiana misura circa 6.800 km, ma quell’embrione nato cento anni fa resta un simbolo di come la combinazione tra ingegno ingegneristico e capitale privato abbia generato un’invenzione che il mondo ci ha copiato.
Un’idea nata a Milano, in una Brianza di imprenditori capaci di guardare oltre, che ha reso l’Italia non solo un Paese di storia e cultura, ma anche una fucina di innovazioni industriali in grado di cambiare il mondo.
E comunque la mia MVP è colei che ha chiuso la finale con un murone dopo aver disputato un mondiale strepitoso, la mia MVP (e la mia vita) è MYRIAM SYLLA.
carriera conclusa con un oro mondiale, l’unica medaglia che le mancava nel palmares. sei immensa moki, grazie per tutto quello che hai fatto per questa nazionale, sei e sarai per sempre il libero più forte al mondo 💙🇮🇹
partita al di sotto delle nostre potenzialità, semi perfezione del brasile, un reparto schiacciatrici a metà, il centro che non ha funzionato tutto il tempo ma che forza immensa e che tenacia c’è un motivo se siete le numero uno al ranking dovete ricordarvelo sempre
Con 14 miliardi si poteva:
- assumere 6300 nuovi primari per i prossimi 20 anni
- comprare 46666 nuovi macchinari per la risonanza magnetica
- allestire 20.000 nuove sale operatorie completamente attrezzate.
Invece hanno deciso di costruirci un ponte che non serve a un cazzo.