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PURE IL CAMPO LARGO “NON FA IL RAGIONIERE” (cit).
Ieri in una conferenza stampa alla Camera tre massimi dirigenti del Campo Largo (Cecilia Guerra per il Pd, Elisabetta Piccolotti per Avs e Chiara Appendino per il M5S) sono tornate a proporre l’introduzione di una nuova tassa patrimoniale.
Hanno rassicurato tutti: colpirà solo 50 mila “milionari”.
I quali dovranno rinunciare, in media, solo a 6 mila euro l’anno. “Dovranno rinunciare ad un cappotto di cashmere!” è stato detto - in perfetto stile populista - in quella conferenza stampa.
In questo modo, si otterranno ben 13 miliardi da destinare alla sanità o comunque all’immancabile aumento di spesa pubblica in grado di risolvere tutti i problemi del Paese.
C’è però - tra i tanti - un problema particolarmente grosso.
50 mila X 6 mila non fa 13 miliardi.
Fa 300 milioni (il 2% di quella cifra).
Sembra proprio quindi che anche il Campo Largo - proprio come Vannacci - “non fa il ragioniere”.
Però ce l’ha a morte con i cappotti di cashmere.
Conte. Caracciolo. Travaglio. Salvini. Bettini. Vannacci.
Poi Rizzo, Orsini, Basile, Fusaro, Di Battista, Santoro, Borghi, Lucidi.
La pattuglia dei personaggi pubblici apertamente filorussi è ampia e assortita. Giornalisti, politici, opinionisti di credibilità variabile. Sfigati e mediocri di ogni risma.
C’è chi lo fa per un odio atavico contro gli USA, chi per nostalgia dell’URSS. Chi di sicuro per denaro. Chi per puro calcolo politico.
Una cosa però li accomuna tutti. Nessuno di loro riesce a dire una frase semplice: la Russia ha aggredito, la Russia bombarda città, la Russia ammazza civili. C’è sempre un però, un contesto, una provocazione della NATO. Il però è il loro mestiere.
«Stanno costruendo apposta una minaccia russa», dice #Conte dal palco di Napoli, scivolando sempre più sul terreno della più sfacciata propaganda del Cremlino.
Lo dica alle famiglie di Kyiv che scavano tra le macerie. Ai bambini feriti dai missili. Ai polacchi che fanno decollare i caccia per difendere i propri cieli.
È questa la politica estera del campo largo? Una coalizione fondata sulla negazione della realtà non rappresenta un'alternativa di governo: è una resa.
Il voto 5S al Parlamento europeo e le dichiarazioni gravissime di Conte dal palco del campo largo sono solo l’ennesima conferma del posizionamento filorusso dei 5stelle, noto da tempo (a buona memoria, leggere i pezzi di @jacopo_iacoboni). Anche per questo io e i miei colleghi ci siamo dimessi facendo cadere il Conte II. Chi poi la memoria finge di averla persa, oggi è disponibile addirittura a riallearsi e ad abbracciare la Russia di Putin. Difensori della libertà solo se conviene.
Ieri a Strasburgo tutti i deputati #Pd, insieme al gruppo Socialista e alla maggioranza del Parlamento Europeo, hanno votato con convinzione a favore del Rapporto sull’#Ucraina, dove tra l’altro si legge che “La #Russia conduce una guerra di aggressione su vasta scala, illegale, non provocata e ingiustificata contro l’Ucraina” e che “le recenti e continue violazioni della sovranità degli Stati europei da parte della Russia confermano che i suoi obiettivi vanno ben oltre l’Ucraina e rappresentano una minaccia esistenziale per la libertà e le democrazie europee”.
Domando quindi: come si concilia questa posizione - che fotografa la pura e semplice verità dei fatti - con le parole di Giuseppe Conte, secondo il quale la minaccia russa sarebbe null’altro che una costruzione politica per giustificare il riarmo? Non l’ha detto a casa sua, l’ha detto ieri a Napoli dal palco di una manifestazione ufficiale (di una parte) della coalizione con cui ci accingiamo a sfidare il
centrodestra. Come possiamo far finta di niente?
🚨Un eroico giornalista danese prende la parola e dice a Mark Rutte:
«Lei siede accanto a Donald Trump quando parla di conquistare la Groenlandia o svilisce alleati come la Spagna: cose che non sembrano in linea con il Mark Rutte di un tempo. Questo influisce in qualche modo sul rispetto che ha per sé stesso, quando resta seduto lì senza dire nulla?»
Marco Tardelli è stato uno dei pochi ad avere le palle di dire in tv quello che tutti pensano.
È successo ieri a “Notti Mondiali”, l'ex calciatore azzurro ha preso parola sul caso riguardante la sospensione della squalifica dello statunitense Balogun in vista della partita con il Belgio.
“È una gran brutta cosa. A parte la volontarietà o meno, questo era fallo e, di conseguenza, non andava annullata la squalifica.
Ma in questo Mondiale si può fare di tutto, basta ricevere degli ordini…”
Gli ordini ovviamente sono quelli di Trump.
Dopo il gelo sceso in studio ha ribadito il concetto e se ne è assunto piena responsabilità, come se poi ci si dovesse vergognare di dire la verità.
Charles LECLERC! Torna a vincere un GP dopo quasi 2 anni. Al termine di una gara pazzesca in cui Antonelli ha avuto problemi ed è rimasto in gara per racimolare un paio di punti. Verstappen è uscito. Charles vince nel momento più duro, una settimana dopo aver affermato che la sua Ferrari è terribile
Ho conosciuto Mauro Moretti anni fa. Quando era alla guida di Ferrovie.
Un Comunista organico ed ex sindacalista, mi dissero, per cercare di far nascere un pregiudizio.
Come sempre non diedi peso alle parole di altri e cercai di conoscerlo attraverso i fatti, le sue azioni, i risultati.
Ma non è questo il tema.
Mauro Moretti fu incriminato, con altre persone, per il drammatico disastro ferroviario di Viareggio del 29 giugno 2009 nel quale persero la vita 32 persone.
Ma Moretti, vale la pena di ricordare, fu assolto dai 5 profili di colpa iniziali, tra i quali c’erano il picchetto e la velocita.
Nel corso del processo si decise quindi di trovarne un sesto: nel suo ruolo di Amministratore Delegato di un’azienda con circa 100.000 dipendenti, avrebbe dovuto trovare un qualcosa in più, che non era previsto da alcuna norma, italiana o europea, per tracciare la vita manutentiva del carro che causò l’incidente.
Stiamo parlando di un carro che non era di Ferrovie ma di un operatore austrotedesco, manutenuto in Germania da un’officina certificata dalle locali autorità di sicurezza.
Un carro con tutti i documenti formalmente in regola secondo le norme europee recepite in Italia.
A Moretti è stato riconosciuto di aver rispettato tutte le leggi e norme scritte, ma secondo il tribunale avrebbe dovuto fare qualcosa di più, che non c’ era e che nessuna normativa prevedeva, per evitare qualunque possibile problema. All’occorrenza anche in deroga alle leggi di riferimento.
Il fatto che lui non abbia fatto di più di quanto la legge prevedeva, secondo l’accusa, gli ha procurato una “responsabilità generica”.
Mi dicono esperti giuristi che in Italia la resposabilità oggettiva non esiste come reato, anche se questa imputazione che fa capo al principio del “neminen laedere”, gli somiglia davvero tanto.
Ma non era sufficiente aver inventato una reato ed un modo per condannare una persona per rispondere alle richieste popolari e quindi, pur essendo incensurato e pur trattandosi di un reato colposo (cioè di cui non ha alcuna responsabilità diretta), non gli hanno riconosciuto le attenuanti generiche nella misura ordinaria di 1/3. Cosa che invece avviene quasi sempre in situazioni anche penalmente più gravi in caso di reati dolosi.
Andava punito.
Perché serviva un colpevole simbolico.
Io so che questo mio post non piacerà, so che molti si chiederanno “ma perché deve esporsi anche su persone e fatti su cui potrebbe tacere”, so che la maggioranza delle persone è contenta perché un ex potente é stato condannato, perché guadagnava tanto e quindi lo merita, perché le persone morte dovevano essere vendicate e ricevere giustizia ad ogni costo ma mi chiedo: questa è giustizia?
Sulla base di una tesi così, chi può avere responsabilità?
Si è fatta male una persona nel mio bar, a casa mia, nel cortile della mia azienda,
ho rispettato ogni legge, ogni obbligo e prescrizione ma dovevo fare di più. Quindi sono colpevole.
Non mi pare un principio di giustizia.
Anche perché se questa è la giurisprudenza italiana nessuno che abbia una minima responsabilità può sentirsi al sicuro. Perché non serve rispettare tutte le leggi e le regole se hanno deciso che devi pagare.
🇺🇦 Ukrainian tennis player Oleksandra Oliynykova scored her first-ever win over a russian opponent at Roland Garros and then openly spoke about double standards in WTA.
“Many russian athletes actively participate in propaganda, play in Gazprom-linked tournaments, and openly support Putin,” she said after the match.
Oliynykova also revealed that she had been pressured by the WTA for months over her public statements about russian players and the war. According to her, officials demanded she stop mentioning certain athletes by name and threatened her with fines and even disqualification.
Quindi: Trump cita in giudizio l'IRS (il fisco USA) perché un suo contractor ha diffuso la sua dichiarazione dei redditi. Lo fa a termini prescritti, peraltro.
Chiede 10 miliardi di dollari di danni. Il Dipartimento della Giustizia (che fa parte dell'esecutivo guidato da Trump), transa per 1,8 miliardi. Anzi, 1.776 milioni, numero ovviamente simbolico.
Con questi soldi Trump crea il fondo per i "danneggiati dalla legge", come gli insorti del 6 gennaio. Gli indennizzi saranno accertati da una commissione nominata dall'Attorney General e che Trump può rimuovere a piacimento.
Mai visto un simile livello di corruzione nella storia americana. Un satrapo centrafricano è un'educanda, a confronto.
https://t.co/AMJ1hV5lNu
Andrey Rublev post-match 🎙️
“Since the last time I played against him (Sinner) on this surface was Paris. That was no match. He just walk over me. Today at least here was a bit of rallies.”
Q: “You were the first one to break him.”
A: “Thank you. What an achievement” 😆
Sul #Corriere ormai gli attacchi a #Sinner sono quasi quotidiani. La Piccardi non perde occasione. Poi questi titoletti. A chiedere un aumento dei premi sono i tennisti più forti per quelli più deboli. Ma fa comodo far sembrare che a chiederlo sia solo Jannik.