@beppe_grillo Churchill disse che la democrazia è il modo meno dannoso di governare la società. Lei non ha capito cos'è la democrazia. Uno vale uno, è stato un danno completo. La democrazia detta regole di convivenza lasciando ai singoli il rispetto delle regole e pari opportunità di azione!
IL PROFESSORE SENZA LAUREA🤦🏻
Luigi Di Maio è diventato professore onorario al King’s College London, nel Dipartimento di Studi sulla Difesa. Lo annuncia con entusiasmo: “Una nuova sfida. Sempre la stessa passione”.
Mettiamo subito le cose in chiaro: non è una cattedra vinta per concorso, non è un ruolo accademico ordinario, è una nomina onoraria. Formalmente legittima. Tecnicamente possibile. Nessun complotto.
Il problema non è giuridico.
È simbolico.
In un Paese in cui migliaia di ragazzi studiano anni per una laurea, in cui ricercatori e docenti affrontano percorsi lunghissimi, concorsi estenuanti, precarietà cronica, vedere sventolare il titolo di “professore” a chi una laurea non l’ha mai conseguita manda un messaggio devastante. Non perché la laurea sia tutto, ma perché il merito dovrebbe essere qualcosa di riconoscibile, misurabile, faticosamente costruito.
Non stiamo parlando di un autodidatta geniale che rivoluziona un settore. Stiamo parlando dell’ennesimo caso in cui la carriera politica diventa un trampolino internazionale. Si passa da un ministero a un incarico europeo, e da lì a un’università prestigiosa. Tutto regolare, per carità. Ma che idea di credibilità istituzionale resta?
Ai nostri studenti diciamo: impegnatevi, formatevi, costruite competenze solide. Poi la realtà sembra suggerire che le relazioni pesano più dei titoli, che la traiettoria conta più della preparazione formale, che il prestigio si acquisisce per ruolo, non per percorso.
Non è odio personale. È una questione di fiducia pubblica. Quando il concetto di merito diventa elastico, la fiducia collettiva diventa liquida. E una società che perde fiducia nelle sue istituzioni è una società che lentamente si svuota.
Questa non è rabbia.
È stanchezza.
- Don Chisciotte
Sarebbe andato tutto bene quello che L dice se non fosse incorso nella premessa sbagliata: M non è stato eletto dal popolo ma si è imposto al popolo, con la forza dell'esercito.
Maurizio Landini considera Maduro l’espressione della democrazia e dell’auto-determinazione dei popoli.
E qui ci intrattiene con considerazioni su quanto sia importante “mettere al centro la persona e non il mercato”.
Maduro, come sa tutto il mondo, era uno spietato dittatore che - incarcerando gli oppositori e truccando le elezioni - aveva fatto a pezzi sia la democrazia che l’auto-determinazione del suo popolo, riducendo nel frattempo in estrema povertà uno dei paesi potenzialmente più ricchi del Sud America.
Ora. Io non so a che punto della storia la sinistra sia diventata questa roba qua.
So solo che sempre e per sempre da un’altra parte ci troverete.
(E no, tranquilli: l’altra parte non è solo quella che pensate voi - che su certe cose è pure peggio - e non è solo una)
Maurizio Landini considera Maduro l’espressione della democrazia e dell’auto-determinazione dei popoli.
E qui ci intrattiene con considerazioni su quanto sia importante “mettere al centro la persona e non il mercato”.
Maduro, come sa tutto il mondo, era uno spietato dittatore che - incarcerando gli oppositori e truccando le elezioni - aveva fatto a pezzi sia la democrazia che l’auto-determinazione del suo popolo, riducendo nel frattempo in estrema povertà uno dei paesi potenzialmente più ricchi del Sud America.
Ora. Io non so a che punto della storia la sinistra sia diventata questa roba qua.
So solo che sempre e per sempre da un’altra parte ci troverete.
(E no, tranquilli: l’altra parte non è solo quella che pensate voi - che su certe cose è pure peggio - e non è solo una)
@corradoformigli Lo stesso avviene nella sua trasmissione: gentile e disponibile con chi la pensa come lei, prepotente e tagliavoce cin chi non le piace.
@claudiocerasa No. Stavolta è diverso, è una semplice comunicazione dovuta a seguito di una denuncia di un privato cittadino. La Meloni tenta di trasformarlo in un assist! Bieco populismo su cui però i giornali sguazzano.
Imbarazzante.
@marattin Caro Marattin, ho quasi 80 anni e nella mia vita ho visto un solo tentativo valido di cambiare ciò che non funziona, quello del governo Renzi. Sa bene com'è finita. Gli italiani proliferano nella improvvisazione e nella confusione. I più pensano solo al tornaconto personale.
@marattin@orizzonti_lib Opto per la soluzione 3.
Ma voglio sottolineare come il male origina dalla cattiva legge elettorale che abbiamo. Finché i parlamentari verranno nominati nelle liste dal capo partito non si eleverà mai il livello di competenza e di autorevolezza del singolo. La piaggeria regna
@Enrico__Costa Dopo Mani Pulite non n è cambiato nulla se non che il potere di fare come gli pare ha cambiato disponibilità e titolarità : dagli uni agli altri!!
@lageloni@FrancescoBonif1@lucianonobili Lei, Geloni, ha un'idea così alta della politica per cui, seguendoLa, a farla potreste essere davvero quattro gatti .
E se invece fare politica significasse fare qualcosa per il bene della massa anche se la massa non lo capisce?
Aridatece Matteo Renzi!
Meglio ancora Draghi!
Dice il direttorissimo del FQ: "Conte ha governato il superbonus per 8 mesi, Draghi per 20 mesi , Meloni per 18 mesi e a Conte si danno tutte le colpe".
Spieghiamo:
il DL 34 del 2020 è del Conte II, ministro delle finanze Gualtieri; il design del superbonus è stato voluto (e difeso) da loro ed è dalla progettazione che derivano tutti i disastri.
Draghi, sostenuto da una maggioranza il cui primo partito era il M5S, è intervenuto con 17 (diciassette) correttivi. E' vero che non è stato abbastanza incisivo (avrebbe dovuto cancellarlo subito) ma se lo fosse stato Conte avrebbe fatto molto prima quello che fece poi nell'estate del 2022. Capisco che per Travaglio sia dura ammetterlo, ma anche il governo Draghi era retto da una maggioranza parlamentare.
Il governo Meloni ha provato con 9 (nove) correttivi e sarebbe probabilmente stato per il mantenimento (così diceva il suo programma elettorale) se la realtà non avesse sbattuto in faccia al MEF i numeri disastrosi generati dai bonus edilizi.
Quanto ai numeri miracolosi su crescita, occupazione e riduzione delle emissioni tocca ripetersi: balle!
P.S. per il sig. @filipporapisar1, no, Travaglio non ha smontato un cazzo