Lidia è giovane, bella e ha persino un lavoro che le piace. Ma all'improvviso, muore. Una fatalità? Solo fin quando il cadavere nudo d'un pregiudicato non viene rinvenuto con una foto di Lidia ficcata fra le natiche...
@CasaLettori
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@negativanuda È una pratica che, da ragazzo, ho purtroppo esperimentato anch'io. Oggi, invece, sono per il "Chi si somiglia, si piglia" e per le anime sensibili, che conoscono le gioie del "dare" e del donarsi.
@Sirtao11 Non lo guarderei con nessun'altra! ❤️
Ho preparato le patatine e il prosecchino. (T)u porta le uova... Così, nel caso, sappiamo cosa lanciare... 😉
Non mi diverto a scrivere. Mi diverto a leggere e studiare, e soprattutto a andare in giro per Latina – dal barbiere oppure al bar Mimì – a litigare con quelli che incontro.
Antonio Pennacchi
[Oggi, alle 18 e 30, a casa Manzoni, si presenta il Meridiano di Antonio Pennacchi]
Oggi ricorre l’anniversario della nascita di Gilles Villeneuve, uno dei piloti più fuori dagli schemi che la Formula 1 abbia mai conosciuto.
Il 21 settembre 1977 firmò il contratto con la Scuderia Ferrari, dando inizio a un’avventura intensa e mai scontata, destinata a entrare nella storia di questo sport.
Ripensando al cammino di Gilles in Ferrari, torna sempre alla mente una sua frase, capace di racchiudere l’essenza della sua vita e del suo modo di correre:
"Se è vero che la vita di un essere umano è come un film, io ho avuto il privilegio di essere la comparsa, lo sceneggiatore, l’attore protagonista e il regista del mio modo di vivere"
Il paragone con un film calza perfettamente.
Nella sua storia c’è davvero di tutto:
la gioia delle prime vittorie, il dolore dei ritiri, le critiche per uno stile di guida considerato eccessivo, le continue montagne russe emotive che hanno accompagnato ogni sua stagione nel Circus. Villeneuve ha scelto sempre di essere se stesso, fino in fondo, anche a costo di pagare il prezzo più alto, accettando critiche e il rischio di non essere mai davvero compreso.
Purtroppo, come spesso accade nelle storie più intense, ciò che fa più male è l’epilogo.
L’8 maggio 1982, durante le qualifiche del Gran Premio del Belgio a Zolder, un incidente violento interrompe bruscamente la sua corsa. Gilles Villeneuve perde la vita a soli 32 anni, lasciando un vuoto profondo nel mondo delle corse e nel cuore dei tifosi.
Gilles non ha mai vinto un titolo mondiale e il destino è stato tanto crudele da togliergli la possibilità di poterlo fare. Eppure è comunque riuscito a lasciare un segno indelebile.
Era un vero cavaliere del rischio: coraggioso, temerario, grintoso e, soprattutto, incapace di risparmiarsi. Portava le sue automobili sempre al limite, anche a costo di rompere semiassi, cambi, frizioni e freni. Dava sempre il 100%.
Perché ogni volta che si pensa a lui, lo si fa per come guidava, per l’intensità con cui viveva ogni gara, per il modo in cui ha saputo rendere la velocità qualcosa di profondamente umano.
E certi piloti, anche senza un titolo mondiale, restano eterni proprio per questo.
#GillesVilleneuve #F1 #scuderiaferrari #F1Legend
@Atlantideale Attraverso gli "occhi del cuore" passano le emozioni, che ci fanno provare ciò che gli occhi, a volte, non sanno vedere.
Sereno fine settimana.