Karma.
È una parola che negli ultimi anni ho sentito ripetere infinite volte nel mondo dello sport. Una parola che puntualmente viene tirata in ballo quando un atleta attraversa un momento difficile, subisce una sconfitta o, peggio ancora, si infortuna. Ed è esattamente ciò che è accaduto dopo l’incidente di Marco Bezzecchi al Sachsenring e la conseguente frattura della clavicola. Nel giro di poche ore, il termine “karma” ha iniziato a rimbalzare sui social, ripetuto da utenti che faccio fatica a definire tifosi, convinti di trovarsi di fronte a una sorta di “giustizia” del destino. Per molti, infatti, quanto accaduto al pilota romagnolo sarebbe collegato all’episodio avvenuto in Indonesia lo scorso anno. Fu proprio Marc Márquez a invitare tutti a non attaccare Bezzecchi, ricordando una verità che chi ama questo sport in maniera SANA dovrebbe conoscere bene: nessun pilota scende in pista con l’intenzione di fare del male a un collega.
I piloti commettono errori e talvolta si trovano coinvolti in episodi spiacevoli. Fa parte della natura stessa del motociclismo. C’era chi gioiva allora per l’infortunio di Márquez e oggi c’è chi gioisce per quello di Bezzecchi, parlando di karma. Personalmente faccio fatica a comprendere come si possano concepire pensieri di questo tipo. È una forma di odio che trovo difficile da spiegare e ancora più difficile da accettare. Stiamo parlando della salute di una persona. Di un pilota che è caduto, si è fatto male e che ora dovrà affrontare un intervento , la riabilitazione e un periodo di recupero. Gioire per una situazione del genere, o trasformarla in una presunta vendetta del destino, significa dimenticare completamente l’aspetto umano della vicenda. Chi vive la pista e rischia di farsi male sa bene quanto possa essere duro convivere con un infortunio e quanto sia difficile tornare al proprio livello dopo uno stop forzato. Forse è anche per questo che tra i piloti c’è molto più rispetto di quanto emerga tra chi commenta.
Quello che continuo a non comprendere, invece, è come si possa arrivare a considerare un infortunio come qualcosa di meritato o peggio ancora come una punizione da celebrare. E questo mio sfogo non è un attacco ai tifosi di Márquez, perché è evidente che tutte le tifoserie sbagliano. Il rispetto non può essere riservato soltanto al proprio beniamino. O lo si ha per tutti, oppure non puoi usare la parola “rispetto” soltanto quando fa comodo.
Leggendo certi commenti, sembra di assistere a discussioni da bambini. Con una differenza, i bambini possono avere atteggiamenti infantili perché fa parte del loro percorso di crescita. Gli adulti, invece, dovrebbero avere gli strumenti per distinguere ciò che è giusto da ciò che è sbagliato. E gioire per la sofferenza di una persona è qualcosa di orribile, che non trova alcuna giustificazione.
Si sbagliava quando si esultava per le difficoltà di Márquez e si sbaglia oggi quando si fa lo stesso con Bezzecchi. In entrambi i casi viene meno quel rispetto che dovrebbe essere alla base di qualsiasi passione sportiva.
So già che questo mio sfogo attirerà i soliti commenti del tipo: “Márquez non merita rispetto” oppure “Bezzecchi l’ha fatto apposta e io posso dire quello che voglio”. E in effetti ognuno è libero di esprimere la propria opinione. Ma la libertà di opinione non rende automaticamente giusto ciò che si dice.
Per quanto mi riguarda, continuerò a pensare che un infortunio non sia mai motivo di festa, indipendentemente dal nome del pilota.
#MotoGP #GermanGP
Io non mi metto a fare la conta di quanti superlativi o quanto entusiasmo utilizzi nei confronti di uno o dell’altro giocatore. Non è questo ciò che ritengo fondamentale durante una telecronaca. E di certo non ha minimizzato Sinner o altro, visto che sulla solidità del servizio gli ha fatto tanti complimenti. Quindi perché creare questo putiferio se non usa determinati superlativi? Cosa cambia? Ripeto..un conto è dire che non piaccia il suo modo di raccontare la partita, ma la questione dei superlativi o dell’entusiasmo la trovo, boh, assurda.
Oggi ho recuperato la partita tra Djokovic e Sinner e, leggendo le tante critiche rivolte a Elena Pero, continuo sinceramente a non comprenderle. Per quello che ho ascoltato, non mi è sembrata una telecronaca schierata. Ho sentito una professionista che commentava la partita, apprezzando i grandi colpi e le qualità di entrambi i tennisti. Del resto, il compito di chi racconta un match non è fare il tifo come allo stadio, ma descrivere e analizzare ciò che accade in campo. Quando un giocatore è in difficoltà, è normale soffermarsi su cosa potrebbe fare per migliorare il proprio rendimento o provare a ribaltare l’incontro. Questo non significa tifare per lui, ma semplicemente fare il proprio lavoro. Analizzare le possibili soluzioni di chi è in svantaggio fa parte della telecronaca sportiva.
Elena Pero può non piacere ma trasformare una telecronaca che a me è sembrata del tutto normale in un caso mi pare davvero eccessivo. Ho letto commenti secondo cui sarebbe stata dispiaciuta per la vittoria di Sinner o addirittura totalmente schierata dalla parte di Djokovic, ma sinceramente non ho avuto questa impressione. A volte ho la sensazione che si cerchi una polemica a tutti i costi e che il tifo finisca per condizionare il modo in cui si ascolta una telecronaca. Non tutto deve diventare motivo di scontro o di indignazione. Francamente, trovo piuttosto pesante questo bisogno continuo di creare polemiche.
#Sinner #wimbledon
Non ci voleva. Davvero non ci voleva.
Per Marco Bezzecchi questo sembra essere un periodo maledetto, uno di quelli in cui ogni cosa che può andare storta finisce per andare storta. Dopo settimane complicate, è arrivata un’altra caduta e la frattura della clavicola sinistra. Una caduta che fa ancora più male perché arriva in un momento in cui c’era bisogno di ritrovare un po’ di serenità e di fiducia. Dispiace tantissimo vedere un pilota in piena lotta per il Mondiale costretto a fermarsi proprio adesso. Non resta che augurargli una pronta guarigione e sono convinta che saprà reagire anche a questo duro colpo.
Forza Bez, siamo con te 💪❤️
#GermanGP #MotoGP
#MotoGP#GermanGP
Frattura completa e scomposta della clavicola sinistra per Marco Bezzecchi: weekend al Sachsenring concluso e rientro anticipato in Italia per sottoporsi ad un intervento chirurgico. Malissimo per Bezzecchi, Aprilia e per le loro possibilità mondiali.
Spettacolo nello Stretto di Messina: avvistato un banco di nove capodogli, un evento rarissimo.
Le immagini, riprese con un drone dal creator calabrese Massimo Bellantoni, mostrano i cetacei mentre sembrano muoversi all'unisono
Grazie a @massimobellantoni77 per il video
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Per vincere il Tour serve essere in grande forma, ma serve anche il supporto della squadra. Pogacar, da vero capitano, ha scelto di lasciare la vittoria della seconda tappa al suo compagno di squadra Isaac Del Toro. Un gesto bellissimo, che dimostra quanto tenga ai suoi compagni e quanto ne riconosca il valore. Un modo per rafforzare ancora di più lo spirito del gruppo e motivare tutta la squadra.
Ci aspetta un Tour davvero interessante 🧐, i protagonisti sembrano tutti in grandissima forma. Ne vedremo delle belle!
#TDF2026
CHE BELLEZZA: Pogacar lascia la vittoria a Del Toro 🎩
Lo sloveno 'marca' Vingegaard e il messicano vola indisturbato al successo di tappa! Primo sigillo al Tour a 22 anni 🇲🇽
#TDF2026