“Israele è diventato uno Stato di coloni senza confini”. Così titola il giornale israeliano Haaretz.
Da Gaza al Libano, dalla Siria alla Cisgiordania, Israele continua a espandere il proprio controllo ben oltre i confini riconosciuti. Ed è proprio in Cisgiordania che si sta giocando una partita decisiva.
Quello che sta accadendo nel nord della Cisgiordania non è solo il ritorno dei coloni: è un ulteriore passo verso il definitivo superamento degli Accordi di Oslo e il seppellimento di uno Stato palestinese.
#westbankunderattack
Da InsideOver
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Arezzo, Italy 🇮🇹:
A drunk African immigrant from Mali, beer bottle in hand, harasses a 25-year-old Italian woman.
When she confronts him, he responds by punching her hard in the face, fracturing her nose.
This will never end until we start mass deportations.
MELONI STA TRASCINANDO L’ITALIA IN GUERRA SENZA IL CONSENSO DEGLI ITALIANI
Di Luciano Tovaglieri.
Il governo Meloni ha compiuto uno dei passi più gravi della storia recente della Repubblica.
Mentre agli italiani si raccontava che il nostro Paese era estraneo alla guerra contro l’Iran, centinaia di militari italiani, insieme a caccia, sistemi antimissile e altri assetti militari, venivano dispiegati anche in Arabia Saudita, uno degli Stati coinvolti nello schieramento che sostiene l’azione militare statunitense e israeliana nella regione.
Solo grazie alle rivelazioni della stampa e alle denunce delle opposizioni il Paese ha scoperto ciò che avrebbe dovuto essere discusso apertamente davanti al Parlamento e agli italiani.
Oggi Guido Crosetto sostiene che fosse tutto autorizzato e che fosse tutto pubblico.
Ma se davvero era tutto così trasparente, perché nessun italiano sapeva che i nostri soldati erano stati trasferiti in Arabia Saudita? Perché il governo non è venuto spontaneamente in Parlamento a spiegare una scelta tanto delicata? Perché sono servite le interrogazioni delle opposizioni perché la questione esplodesse nel dibattito pubblico?
Il ministro Crosetto e il suo governo ci stanno prendendo per i fondelli, una notizia del genere avrebbe dovuta essere annunciata da tutti i Telegiornali e discussa apertamente in parlamento prima di muovere uno solo dei nostri soldati su un teatro di guerra e invece il nulla o quasi.
La realtà politica è evidente.
Il governo ha deciso di collocare uomini e mezzi italiani nel cuore di un teatro di guerra nel quale si confrontano Stati Uniti, Israele e Iran.
Può chiamarla “missione difensiva”, “riposizionamento” o come preferisce.
Ma la sostanza non cambia: quando schieri i tuoi militari a protezione di uno dei protagonisti di un conflitto, accetti il rischio che quei militari diventino parte di quel conflitto.
E questo significa esporre anche l’Italia alle possibili conseguenze di un’escalation.
Tutto questo avviene contro il sentimento della grande maggioranza del popolo italiano, che da anni rifiuta nuove guerre e nuovi coinvolgimenti militari all’estero.
Gli italiani non vogliono essere trascinati in una guerra e soprattutto non vogliono essere spinti in una guerra contro l’Iran.
Non vogliono che il nostro Paese diventi un legittimo bersaglio per decisioni prese a Gerusalemme, a Washington, a Bruxelles o in altre capitali straniere.
Non vogliono che i nostri soldati vengano utilizzati come pedine in una guerra inutile, peggio ingiusta e che non appartiene agli interessi nazionali italiani.
Ancora più grave è il fatto che l’attacco proditorio contro l’Iran non sia stato autorizzato da una specifica risoluzione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite che autorizzi l’uso della forza. In un contesto internazionale tanto delicato, il governo avrebbe dovuto agire con la massima prudenza, trasparenza e responsabilità politica e invece è accaduto tutto il contrario.
Le opposizioni, nelle quali voglio sottolineare io non ho alcuna stima e fiducia, in questo specifico caso hanno il pieno diritto di pretendere spiegazioni.
Il Parlamento deve sapere esattamente quali ordini siano stati impartiti, quali siano le regole d’ingaggio, quali siano i rischi operativi e quale sia il reale livello di coinvolgimento dell’Italia.
Continua sotto nel primo commento ⤵️
Sblocco un ricordo.
Ve li ricordate i prezzolati che si son resi disponibili, in cambio di denaro (il nostro) a pubblicizzare un farmaco farlocco, contro un virus creato in laboratorio?
#ionondimentico
@enricoruggeri Quelli che si indignano perché anche la vita dei rapinatori è sacra, sono gli stessi che poco tempo fa ti avrebbero dato una coltellata se avevi la mascherina messa male
Il caso di #MarioRoggero è complesso e controverso, qualsiasi opinione è lecita, anch’io ascolto e rifletto.
Ma che quelli che difendevano il #greenpass si appellino allo “stato di diritto” mi sembra quantomeno ridicolo
In Veneto, si sta pensando all’introduzione di un ticket d’accesso a pagamento anche per accedere all’altopiano del Cansiglio.
La scusa è sempre la stessa: preservare il territorio dall’overtourism.
Il nostro Giacomo Del Pio Luogo la tocca pianissimo, spiegando come, invece, questo sia soltanto l’ennesimo episodio dove un patrimonio pubblico viene strappato dalle mani dei cittadini per diventare il bancomat di qualche sindaco, con il piccolo particolare che a rimetterci sono sempre le nostre tasche e la nostra libertà.