imparo l'arte e la metto da parte. Faccio di tutto per non fare niente e riesco comunque a stressarmi! Anna Agata Mazzeo journalist writer & a Lot ofotherthings
"Aiuti dello Stato e parsimonia": Catania ripiana il disavanzo di 63 milioni
La città metropolitana si appresta a uscire dal pre-dissesto in anticipo rispetto al 2029. Trantino: "Ne beneficeranno i servizi"
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Io ti dico che l’uomo è uomo quando non è testardo. Quando capisce che è venuto il momento di fare marcia indietro, e la fa. Quando riconosce un errore commesso se ne assume le responsabilità, paga le conseguenze, e non cerca scuse. Quando riconosce la superiorità di un altro uomo e glielo dice. Quando amministra e valorizza nella stessa misura tanto il suo coraggio quanto la sua paura.
Eduardo De Filippo - Il sindaco del rione Sanità
Un'antica e sorprendente città sotterranea in cui vivevano migliaia di persone.
Anche se il complesso sotterraneo di Derinkuyu, situato nella Cappadocia turca, ha acquisito popolarità negli anni settanta, quando l'investigatore e autore svizzero Erich Von Däniken lo ha scoperto al mondo attraverso "L'oro degli dei", Derinkuyu, da tempo suscitando interrogativi soprattutto tra gli archeologi del suo paese.
È stata scoperta accidentalmente quando un uomo ha abbattuto il muro della sua cantina. All'arrivo gli archeologi hanno rivelato che la città era profonda 18 piani e tutto ciò che è necessario per la vita sotterranea, incluse scuole, cappelle e persino stalle.
Derinkuyu, la città sotterranea della Turchia, ha quasi 3.000 anni e ha ospitato 20.000 persone.
🌤 «salimmo sù, el primo e io secondo,
tanto ch’i’ vidi de le cose belle
che porta ’l ciel, per un pertugio tondo.
E quindi uscimmo a riveder le stelle» (Dante). Buongiorno, amici!
#26settembre
Guardare il mondo da un e-Bus. “Così fa il silenzio”, cortometraggio realizzato con @GiffoniHub e presentato al @giffonifilmfest, racconta la GenZ, la sostenibilità e come poter compiere gesti concreti per cambiare le nostre vite 👉 https://t.co/OsznHnfmDG #EnelX#smartcity
La poesia Inno di Ungaretti.
Questa poesia fu stampata in sole 50 copie il 23 luglio del 1943 con il titolo Inno. Poi Ungaretti utilizzo' successivamente le prime strofe in L'Angelo del povero.
Ho trovato questo tesoro nascosto nel libro “I libri si sentono soli” di @_luigicontu disponibile al seguente link 👉🏻 https://t.co/kKHrtXOSSV
E t’amo, t’amo, ed è continuo schianto!
Sul blog di @oggisettimanale trovate Giuseppe Ungaretti: Il vero amore è una quiete accesa al seguente link 👉🏻 https://t.co/F2DR5ZLAZ6
Tutte cazzate. Mi si perdoni l’utilizzo di una parola greve e maleducata. Non ho trovato, pensandoci e ripensandoci, un sinonimo. I numeri dell’ultimo rapporto Gimbe sul finanziamento della sanità pubblica certificano che i buoni propositi in tempi di pandemia, quella pioggia di promesse sulla “sanità che sarebbe diventata una priorità” sono una menzogna che abbraccia l’intero arco parlamentare.
La spesa sanitaria pubblica del nostro Paese nel 2022 si attesta al 6,8% del Pil, sotto di 0,3 punti percentuali sia rispetto alla media Ocse del 7,1% che alla media europea del 7,1%. Sono 13 i Paesi dell’Europa che in percentuale del Pil investono più dell’Italia, con un gap che va dai +4,1 punti percentuali della Germania (10,9% del Pil) ai +0,3 dell’Islanda (7,1% del Pil). Impietoso il confronto con gli altri paesi del G7 sul trend della spesa pubblica 2008-2022, da cui emergono alcuni dati di particolare rilievo. Innanzitutto, negli altri paesi del G7 (eccetto il Regno Unito) la crisi finanziaria del 2008 non ha minimamente scalfito la spesa pubblica pro-capite per la sanità: infatti dopo il 2008 il trend di crescita si è mantenuto o ha addirittura subìto un’impennata. In Italia, invece, il trend si è sostanzialmente appiattito dal 2008, lasciando il nostro Paese sempre in ultima posizione. In secondo luogo, spiega il presidente della Fondazione Gimbe Nino Cartabellotta «l’Italia tra i Paesi del G7 è stata sempre ultima per spesa pubblica pro-capite: ma se nel 2008 le differenze con gli altri Paesi erano modeste, con il costante e progressivo definanziamento pubblico degli ultimi 15 anni sono ormai divenute incolmabili».
La prossima manovra non porterà nessun cambiamento di rotta. Non ne siamo usciti migliori dalla pandemia. Siamo quelli di prima, i sopravvissuti, con meno forze per indignarci.
Buon martedì.
(il mio #buongiorno per @Left_rivista)
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Bestialità per vendicare le bestialità. Sullo stupro di gruppo di Palermo vale tutto, l’importante è indicare “quelli” come diversi da noi. L’alienazione come soluzione, ovvero la vigliaccheria travestita da vendetta.
Il ministro Matteo Salvini ingaggia una guerra di testosterone chiedendo la castrazione chimica: “se stupri una donna o un bambino hai evidentemente un problema: la condanna in carcere non basta, meriti di essere curato”, dice Salvini. L’uscita mostra almeno due cretinaggini evidenti: castrare è una forma di cura (come i nazisti?) e la condanna è una punizione, al contrario di quello che dice la Costituzione. Immaginiamo che sia di “buon senso” castrare anche coloro che cercano online quel video (potenziali stupratori), coloro che applicano altre forme di violenza patriarcale e coloro che vedono le donne solo come prede sessuali. Il conto finale è di qualche milione di maschi italiani veri. La ministra Roccella invece vuole vietare “i porno”. Altra forma di alienazione: va tutto bene, i maschi sono tutti buoni e bravi ed è solo una “corruzione esterna” che complica le cose, secondo lei.
Troppo difficile invece allargare il discorso non solo ai colpevoli ma anche ai responsabili. Toccherebbe mettere in discussione l’idea dell’essere maschio in una società in cui la capacità di sopraffazione è una virtù richiesta fin da bambini. Toccherebbe decostruire gli stereotipi e prendersi la responsabilità (gli uomini) di invertire i modelli senza sentirsi persi. Ci si accorgerebbe che la politica dello stesso Salvini è come quella di un sopraffattore che si cela dietro il “buon senso” e “il fin di bene”.
Buon giovedì.
(il mio #buongiorno per @Left_rivista)
https://t.co/96rl6IGszs
Nadia Nadim è nata in Afghanistan. Suo padre è stato ucciso dai talebani quando lei aveva 11 anni e la sua famiglia è fuggita in Danimarca sul retro di un camion.
Nadia avrebbe potuto incolpare la vita per il suo destino crudele, ma invece ha deciso di spingersi oltre ed è ora un'eccezionale calciatrice professionista che ha già rappresentato la nazionale danese 99 volte giocando in quattro paesi (Danimarca, Stati Uniti, Inghilterra, Francia) e sette squadre (IKSkovbakken, Fortuna Hjørring, Sky Blue, Portland Thorns, Manchester City, PSG, Racing Louisville) e ha segnato 38 gol.
A 34 anni, ha appena conseguito il dottorato in Medicina -specializzato in chirurgia plastica-, parla undici lingue (danese, inglese, tedesco, francese, svedese, norvegese, persiano, dari, urdu, hindi, arabo) e è nella lista di Forbes tra le donne più potenti negli sport internazionali.
Se volete richiamare un modello, mostrare l’esempio di Nadia Nadim
Via @capTercio
Fonte #medicinaapasionante
Le dichiarazioni d’amore più belle della letteratura:
1. «Vorrei che tu venissi da me in una sera d’inverno e, stretti insieme dietro i vetri, guardando la solitudine delle strade buie e gelate, ricordassimo gli inverni delle favole, dove si visse insieme senza saperlo.»
Dino Buzzati - La boutique del mistero
2. «Non sono sicuro di averti dentro di me, né di essere dentro di te, e neppure di possederti. E in ogni caso, non è al possesso che aspiro. Credo invece che siamo entrambi dentro un altro essere, che abbiamo creato e che si chiama Noi.»
Robert James Waller - I ponti di Madison County
3. «Tu sei veramente una fiamma che scalda ma bisogna proteggere dal vento. A volte non so se un mio gesto tende a scaldarmi o a proteggerti. Allora m’immagino di fare le due cose insieme, e questa è tutta la mia e la tua tenerezza come una cosa sola.»
Cesare Pavese a Bianca Garufi
4. «E senza di te io sono lontana non so dire da cosa ma lontana, scomoda un poco perduta, come malata, un po’ sporco il mondo lontano da te, più nemico, che punge, che graffia, sta fuori misura.»
Mariangela Gualtieri - Il mondo che graffia, se non sei accanto a me
5. «Scese, evitando di guardarla a lungo, come si fa col sole, ma vedeva lei, come si vede il sole, anche senza guardare.»
Lev Tolstoj - Anna Karenina
6. «Ho lottato invano. Non c’è rimedio. Non sono in grado di reprimere i miei sentimenti. Lasciate che vi dica con quanto ardore io vi ammiri e vi ami.»
Jane Austen - Orgoglio e pregiudizio
7. «Se tu ti ricordi di me, allora non importa se tutto il mondo mi dimentica.»
Haruki Murakami - Kafka sulla spiaggia
8. «Saremo felici o saremo tristi, che importa? Saremo l’uno accanto all’altra. E questo deve essere, questo è l’essenziale.»
Gabriele D’Annunzio
9. «Ti amo, cara Connie, di questa parola so tutto il peso – l’orrore e la meraviglia – eppure te la dico, quasi con tranquillità. L’ho usata così poco nella mia vita, e così male, che è come nuova per me.»
Cesare Pavese a Constance Dowling
10. «Per qualche motivo che ignoro mi piaci moltissimo. Molto, niente di irragionevole, direi quel poco che basta a far si che di notte, da solo, mi svegli e non riuscendo a riaddormentarmi, inizi a sognarti.»
Franz Kafka - Lettere a Milena
11. «Sei entrata per caso in una vita di cui non andavo fiero, e da quel giorno qualcosa ha cominciato a cambiare. Prima di te, fuori di te, non aderivo a nulla. Quella forza per cui ogni tanto mi prendevi in giro è sempre stata solo una forza solitaria, una forza di rifiuto. Con te ho accettato più cose. Ho imparato a vivere, in un certo senso. Per questo forse il mio amore è sempre stato pervaso da una gratitudine immensa.»
Albert Camus a Maria Casarès
12. «Ho sceso, dandoti il braccio, almeno un milione di scale e ora che non ci sei è il vuoto ad ogni gradino.»
Eugenio Montale
"Non mollare. Conserva in te una scintilla e non concederla a nessuno, perché con quella scintilla potrai attizzare un grande incendio."
Charles Bukowski