Madonna, quanto odio l'ego dei gay. Tizio x su tinder mi ripete in 8 messaggi che sono minuscolo (5 anni di differenza) e quando all'ennesima battuta che fa sulla differenza di età gli dico che lui a confronto è un vecchio, mi blocca...
Comunque la mia relatrice che mi chiede di scrivere in una settimana il secondo capitolo della tesi senza nemmeno avere il titolo o primo capitolo super crazy
la frase mentre eravamo abbracciati a letto è stata:
“era un sacco di tempo che non stavo così bene con qualcuno, grazie!”
il giorno dopo è scomparso.
dovete
davvero
andare
in
analisi.
La Presidente del Consiglio Giorgia Meloni si è presentata al primo telegiornale della prima rete nazionale e, per 3 minuti e 20 secondi, ha letteralmente occupato il Servizio pubblico con uno spottone elettorale pagato dagli italiani nel quale ha attaccato ancora una volta i giudici e la magistratura italiana.
Non una (vera) domanda.
Non un sopracciglio alzato quando ha definito la riforma della Giustizia “un’occasione storica di avere una giustizia più efficiente e più giusta”.
Non un fiato quando ha vergognosamente politicizzato un referendum.
“Chi pensa che nella giustizia va tutto bene voterà contro la riforma, quindi voterà No. Chi pensa che invece possa migliorare, voterà a favore della riforma, quindi voterà Sì”.
Una Presidente del Consiglio che usa la prima rete pubblica nazionale come proprio canale di propaganda per attaccare frontalmente un altro potere dello Stato, questo non è qualcosa che si vede in una democrazia.
Altro che Telemeloni.
Questa è roba da Ungheria di Orban.
Oggi in gioco non c’è solo una riforma inutile e ideologica, ma c’è un’idea di politica che usa il proprio potere come clava e vendetta politica nei confronti di un altro potere “colpevole” solo di aver fatto il proprio lavoro con disciplina e onore. Sull’Albania. Sui migranti. Sul Ponte. Sempre.
Io sto coi giudici. Con la loro autonomia. La loro indipendenza. Anzi, sono loro grato per quello che stanno fancendo in un clima infame.
La scelta è facile: o stai con questo governo o dalla parte della Costituzione.
Lorenzo Tosa
Ecco la risposta del governo alle violenze di genere e all'odio: censurare l'educazione sessuo-affettiva anche nelle scuole secondarie di primo grado.
Si vuole impedire a ragazze e ragazzi di informarsi seriamente su malattie sessualmente trasmissibili, gravidanze precoci e salute affettiva.
I percorsi di educazione alla sessualità sono invece fondamentali, anche per per prevenire la violenza di genere e per promuovere il rispetto delle differenze. E' per questo che sono obbligatori in quasi tutti i Paesi europei. Ma mentre l'Europa va avanti, l'Italia torna nel Medioevo.