Vicino a un ulivo sento solo il canto delle cicale, dopo una giornata di mare in un’altra estate fortunata.
Sappiamo che, tra ieri e oggi, almeno sei giornalisti palestinesi sono stati uccisi dall’esercito israeliano. Con la loro morte, oltre al dolore di questa ingiustizia, si rischia anche la morte dell’informazione a Gaza. Uccidere chi fa informazione significa nascondere la verità, e questo è solo una delle innumerevoli crimini e violazioni dei diritti umani che si stanno commettendo.
Ormai lo sanno tutti, lo ammettono tutti: a Gaza è in atto un genocidio.
Vorrei dire a chi fa musica come me, a chi scrive, a chi mette la propria faccia e la propria voce al servizio dell’intrattenimento, che dobbiamo ricordarci che stiamo vivendo tutti nello stesso lasso di tempo.
Non eravamo nessuno, e ora qualcuno di noi si è costruito una vita, migliore della media,grazie alla gente che ci ha sostenuto. Non possiamo non dire una parola su ciò che sta accadendo a Gaza.
Cosa cambia se lo facciamo?
Sembrerà non bastare, ma la storia ci insegna che la lotta al male, le manifestazioni pacifiche, gli articoli, la voce del popolo hanno comunque fatto la differenza. Insomma, se già sta andando male, figuriamoci come andrebbe se stessimo tutti zitti.
In Italia tante figure si sono esposte, ma altre, incredibilmente, no.
Mi voglio limitare a parlare agli artisti con cui sono cresciuto, ricordiamoci che i grandi passi si fanno sempre insieme, come la storia racconta.
E possiamo farlo assieme perché condividiamo la stessa missione,creare momenti memorabili, cambiare le nostre vite e quelle delle nostre famiglie, far divertire le persone ed essere una splendida distrazione di massa.
Dio ci ha benedetti: non malediciamoci a vicenda, va tutto bene.
E, nonostante le assurdità che stanno accadendo nel mondo, dalla Palestina fino ai nostri quartieri, noi siamo privilegiati a vivere in una parte del pianeta dove ogni giorno è una nuova possibilità e non una roulette russa.
Uniti possiamo non avere paura di niente.
Ricordiamoci che stiamo vivendo la vita insieme, e che, in qualche modo, siamo tutti vicini di casa
Qualsiasi artista che millanta di essere un rapper e usa un sacco di parole per riempire le strofe ma non dice un cazzo sulla Palestina non può definirsi tale.
L’Italia è attiva, l’Italia è in piazza e la Flotilla passerà nella storia.
Le persone che si sono imbarcate per far valere il diritto internazionale, per portare aiuti a Gaza, le persone che scendono in piazza e perdono giornate di lavoro, non sono da attaccare o ridicolizzare, sono da proteggere perché, è stanno compiendo l’azione più concreta finora e rappresentano la speranza.
Oggi abbiamo scritto la storia e uso questa foto per celebrare questo successo. Alla faccia dell’Italia razzista e ignorante. IMMENSE 🏐🇮🇹❤️ #ItalVolley#olimpiadi2024#OlimpiadiParigi2024
My fellow Democrats, I have decided not to accept the nomination and to focus all my energies on my duties as President for the remainder of my term. My very first decision as the party nominee in 2020 was to pick Kamala Harris as my Vice President. And it’s been the best decision I’ve made. Today I want to offer my full support and endorsement for Kamala to be the nominee of our party this year. Democrats — it’s time to come together and beat Trump. Let’s do this.
Antonio Scurati replica alla Presidente del Consiglio Giorgia Meloni che aveva giustificato la censura del suo monologo sulla Rai parlando di compenso: "Questa, gentile Presidente, è una violenza. Non fisica, certo, ma pur sempre una violenza. È questo il prezzo che si deve pagare oggi nella sua Italia per aver espresso il proprio pensiero?".
L'articolo completo su Repubblica
#antonioscurati #giorgiameloni #rai
Il 25 aprile è una festa. È la festa di tutti gli italiani, festa della libertà e della democrazia. Libertà, democrazia, italiani: tre parole che non possono che essere patrimonio di tutti. Non ci si può dividere nemmeno su una di queste parole che sono fondative della nostra Repubblica e della nostra meravigliosa Costituzione e che sono soprattutto fondative della nostra possibilità di essere quello che siamo oggi: donne e uomini liberi.
Sappiamo bene che il clima politico nel quale stiamo vivendo non promette niente di buono ma a maggior ragione sarebbe importante che noi tutti, cittadini di questo Paese, fossimo consapevoli del significato di questa data e cercassimo di onorarla senza se e senza ma. In una democrazia compiuta devono esserci valori non discutibili e condivisi: primo fra tutti, il ricordo di quel giorno che ha restituito dignità a un’Italia che aveva conosciuto la vergogna del fascismo, l’orrore della violenza e delle leggi razziali, che aveva scelto l’alleanza con i nazisti, che aveva patito la tragedia della guerra in cui il regime ci aveva trascinato.
Il 25 aprile ci ha portato la libertà ma soprattutto ci ha regalato il futuro. Un dono prezioso, pagato col sangue di migliaia di innocenti e con quello di ragazze e ragazzi, in molti casi ragazzini, che hanno sacrificato la loro esistenza per il nostro futuro. Molti di loro quel giorno non hanno visto il sole che splendeva ma hanno dato la loro vita perché potessimo vederlo noi. Noi che oggi abbiamo il diritto e la possibilità di pensarla diversamente, di esprimere le nostre opinioni liberamente.
Per questo la reticenza con cui alcune cariche pubbliche non riescono a esprimersi chiaramente sul fascismo, per non parlare di coloro che, pur avendo giurato sulla Costituzione nata dalla Resistenza, non riescono a definirsi antifascisti, è inammissibile. Sarebbe bello che potessimo ritrovarci tutti insieme nei valori che il 25 aprile rappresenta: sarebbe importante, sarebbe naturale perché la libertà è come l’aria che respiriamo. È la stessa per tutti.
- @fabfazio su @oggisettimanale
All'inizio del programma “Che sarà”, in onda su Rai 3, la conduttrice Serena Bortone ha letto il monologo censurato di Antonio Scurati sul 25 Aprile che lo stesso scrittore avrebbe dovuto recitare stasera in trasmissione. La partecipazione di Scurati è stata annullata a meno di 24 ore dalla messa in onda.
#antonioscurati #serenascurati #rai3
La censura Rai del monologo di #AntonioScurati sul 25 aprile e Matteotti è una prova di regime. Un segnale chiarissimo con cui questo governo fascistoide fa capire che dal cambio di narrazione alla riedizione del Minculpop è un attimo.
Per Vannacci commemorare e esaltare il gerarca Ettore Muti è legittimo. No, Vannacci, commemorare e esaltare Ettore Muti è reato. Legge Scelba e Cassazione, mai sentito parlare?
#Pietre@repubblica
Fare il sindaco non vuol dire fare vuote passerelle, ma significa operare per il bene comune accettando anche i suggerimenti delle opposizioni, non evocarne l’estinzione
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E sono gli stessi della strage di Bologna ad opera dei palestinesi e della candidata con tatuaggio nazista … senza vergogna @PBerizzi@LaZanzaraR24
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