5 febbraio 1981, Teatro Ariston. Un ragazzo napoletano quasi sconosciuto, riccioluto, con occhiali scuri e baffi, sale sul palco per la prima volta a Sanremo. Si chiama Eduardo De Crescenzo (nato l’8 febbraio 1951 nel quartiere Ferrovia di Napoli) e porta “Ancora”, scritta da Franco Migliacci (testo) e Claudio Mattone (musica).
La canzone non cerca il consenso facile. È una ballata adulta, intensa, quasi di dipendenza emotiva: un uomo che di notte non dorme, è stato lasciato proprio quando era più innamorato, si riveste e si rispoglia, sogna di tirare sassi alla finestra e prendere a calci la porta. «È notte alta e sono sveglio / Sei sempre tu il mio chiodo fisso…» e quel ritornello che resta addosso: «Ancora, ancora, ancora… perché io da quella sera non ho fatto più l’amore senza te».
De Crescenzo canta quasi a occhi chiusi, con le braccia dietro la schiena, senza gesti teatrali. Solo voce: potente, jazzata nel finale altissimo, che mescola melodia napoletana, soul e intensità emotiva. Quella performance fa alzare in piedi Charles Aznavour (che lo abbraccia dicendo «Bravò!» e poi adatta il testo in francese per Mireille Mathieu come Encore et encore).
Nella classifica ufficiale del Festival (vinto da Alice con Per Elisa di Battiato) “Ancora” arriva 11ª, fuori dalla Top 10. Ma una “supergiuria” presieduta da Sergio Leone gli assegna il premio per la migliore interpretazione. È il riconoscimento più profetico.
Dopo Sanremo il successo è “a furor di popolo”: il singolo arriva al 5º posto in classifica a marzo 1981 ed è tra i più venduti dell’anno (milioni di copie). Diventa un evergreen senza tempo, uno dei brani che generano i maggiori proventi SIAE (dietro solo a Suona chitarra e Romagna mia). Cover di Mina, Ornella Vanoni, Anna Oxa e tanti altri. Per anni è stata la sigla dei programmi notturni di Gigi Marzullo (Sottovoce) e compare anche in Vacanze di Natale.
De Crescenzo tornò a Sanremo altre volte (1985, 1987, 1989, 1991), ma “Ancora” resta il monumento involontario: la dimostrazione che a volte la canzone più importante non è quella che vince, ma quella che non se ne va più.
selvaggia lucarelli ci tiene così tanto a dimostrare che aveva ragione barbara d’urso su di lei <3 ci sta provando su ogni social e in ogni diretta televisiva