#Interista e #Nottambulo perdigiorno, che si interroga sulla vacuità dell’#esistenza...Vivo di rendita grazie ad una formidabile e fortunata ascesa giovanile...
Non smettete mai di protestare; mai di dissentire, di porvi domande, di mettere in discussione l’autorità, i luoghi comuni, i dogmi. Non esiste la #verità assoluta. (...) Siate sempre in disaccordo perché il #dissenso è un’arma. (Bertrand Russell)
Ci mancava lui. Che a Roma chiamava Moggi&Giraudo “Gesuiti”ma scappò di notte appena seppe che lo voleva la #Juve. Lui che non si è mai accorto di aver vinto due scudetti revocati per illecito grazie ad una associazione per delinquere riconosciuta in sentenza definitiva dalla Corte di #Cassazione come “finalizzata alla commissione sistematica di frodi sportive consistite nel condizionamento delle gare del campionato 2004/2005 e, più in generale, nell’alterazione dei risultati sportivi attraverso il controllo dei vertici arbitrali e della @FIGC “ (testuale ) Lui che consiglia #Fabregas di preoccuparsi di difendere ma #Fabregas porta il Como in Champions giocando un calcio offensivo e propositivo.
Lui che nel luglio 1996 a canale5 da #Mentana dopo l’eliminazione dell’Italia da #Euro96 sparava su #Sacchi ma tre gg prima su Ita1 aveva approvato tutte le scelte del Ct. E potrei andare avanti per ore , ricordando quando dopo Bordeaux-Milan 3:0 fece prendere a Berlusconi #Dugarry ma non si accorse di #Zidane, o quando i suoi collaboratori alla nazionale Russa rimasero senza stipendio, mentre lui si fece dare tutti i soldi grazie alle sue amicizie. Insomma, lui, che i giocatori del #Milan chiamavano #Max. E che a Torino ricordano per il non giuoco e gli scudetti revocati, parola di Antonio Conte🙄
Quando Giraudo e Moggi andavano a cena da Pairetto e Bergamo, la moglie di big Luciano raccomandava di portare dei panettoni e lui ridendo diceva: “Non ti preoccupà, gli diamo altra roba”
L’uscita dal sarcofago di Antonio Giraudo a 20 anni dalla sua radiazione coi media italioti tutti stesi a zerbino e incapaci del minimo contraddittorio merita un controcanto: a fornircelo sono le carte di Calciopoli che ci raccontano chi fosse davvero l'allora Ad della Juventus e cosa combinasse in combutta col suo pitbull Luciano
“Se Agnelli fosse stato vivo i giudici non avrebbero indagato su Calciopoli”.
(Antonio Giraudo)
Sono stato a lungo in dubbio se riprendere e commentare l’intervista rilasciata due giorni fa a “La Stampa” da Antonio Giraudo, il dirigente della Juventus radiato nel 2006 assieme a Moggi per lo scandalo di Calciopoli, magari facendo le pulci alle sue parole e contestando uno ad una tutti i suoi deliri e le sue ricostruzioni. Poi ho pensato che era tempo perso; e che il modo migliore per ricordare a tutti chi fosse l’allora amministratore delegato della Juventus a chi nel 2006 c’era ma ha dimenticato e a chi non c’era o era troppo giovane per ricordare, fosse quello semplice e inattaccabile di andare a rileggere, riproponendole, le pagine dell’informativa dei carabinieri di Roma che per conto della Procura di Napoli indagarono e intercettarono il Gatto e la Volpe della Real Casa, per l’appunto Giraudo e Moggi, pubblicandone qualche pagina a caso tra le decine, anzi le centinaia loro dedicate. Chi avesse la bontà, oltre che il tempo, di mettersi a leggerle, converrà con me che ogni ulteriore commento sarebbe superfluo. Le ardite gesta dell’Ad juventino e del suo pitbull si commentano da sole.
Solo per puntualizzare, visto che non c’è un cane che ridando spazio e visibilità a Giraudo si sia premurato di dire chi fosse e cosa facesse: ecco a voi uno stralcio dell’Odissea juventina con due Ulisse al posto di uno integralmente tratto da “Il Libro nero del calcio, 2” pubblicato nell’estate 2006 da L’Espresso. Buona lettura.
IL RUOLO DI ANTONIO GIRAUDO NEL CONTESTO ASSOCIATIVO
L’importanza del ruolo rivestito da Antonio GIRAUDO nell’ambito dell’organizzazione moggiana emerge in occasione degli avvenimenti vitali per l’attività del gruppo, come gli appuntamenti “conviviali” organizzati con i vertici del settore arbitrale lo scorso dicembre, ampiamente documentati nell’informativa del 19 aprile u.s..
Tali incontri sono stati organizzati a casa di Pierluigi PAIRETTO il 2 e il 21 dicembre scorsi, luogo ritenuto sicuro, oculatamente prescelto per essere al riparo da occhi indiscreti dal momento della incompatibilità funzionale tra i partecipanti, allo stesso tempo appuntamenti delicati per gli importanti riflessi sulla realizzazione degli scopi e quindi sulla stessa vita associativa, pertanto richiedenti l’intervento dei massimi esponenti dell’organizzazione.
Il commento che il presidente dell’AIA ed il designatore PAIRETTO fanno la mattina subito dopo l’incontro della sera del 21 dicembre, dove hanno preso parte Luciano MOGGI e Antonio GIRAUDO, rende perfettamente il quadro delle relazioni associative esistenti, allorché PAIRETTO riferisce con soddisfazione a LANESE “... infatti.. si possa pensare di lavorare bene...”, il quale, a conferma dei buoni risultati e della continuità del vincolo esistente, esclama “...si...si...si! ...siamo rimasti che a metà gennaio, fine gennaio ci vediamo di nuovo! Così facciamo un cek!...”; ma ciò che fa trasparire l’effettivo spessore di quello che è stato raggiunto tra i conviviali è mirabilmente evidenziato da LANESE, a dimostrazione del motivo tutt’altro che mondano della serata “... va bene Gigi! Noi siamo al caldo!...” (vds prog. 30721 utenza 335/75... - LANESE Tullio).
Tali avvenimenti, dunque, si rivelano un’importante occasione per discutere al vertice - con assoluta tranquillità - così come poi emergerà anche nel successivo incontro al quale mancherà LANESE - degli interessi e degli obiettivi sui quali si fonda il pactum della compagine creata da Luciano MOGGI.
Infatti, il 1° dicembre u.s. alle ore 20,25 (vds prog. 6014 utenza 33564... - BERGAMO Paolo) viene intercettata una conversazione tra Maria Grazia FAZI e Paolo BERGAMO dalla quale emerge il motivo reale di tale occasione, allorché la donna chiede a BERGAMO “...GIGI non t’ha detto niente su che verte domani sera... su che verterà l’incontro eh ?...”.
La serata del 2 dicembre si scopre anche come il momento per omaggiare in via immediata i due designatori di lauti doni, come si evince da una risposta fornita dal MOGGI alla moglie che vuole portare dei panettoni. “..no...no... (ride) ...gli diamo altra roba, non ti preoccupà !... non ti preoccupà!” ... ed ancora sempre il MOGGI ...loro più che panettoni...loro...ehm...”, interrompendo la frase con un eloquente silenzio.
In seguito, si aggiungono numerosi incontri a cena che periodicamente GIRAUDO intrattiene unitamente a MOGGI, sempre a casa di PAIRETTO, ai quali partecipa anche LANESE, appuntamenti questi che vengono ricostruiti nella sezione del presente elaborato dedicata al presidente dell’A.I.A.
E’ da segnalare altresì l’incontro a Livorno tenutosi lo scorso 21 maggio tra il citato management torinese, MAZZINI e BERGAMO per fare un punto della situazione del gruppo ed elaborare, inoltre, le opportune strategie e le misure da adottare a sostegno del designatore contro eventuali minacce di rimozione dall’incarico, avvenimento anche questo ricostruito nell’apposita sezione del presente elaborato riguardo alla frode sportiva.
Le questioni importanti, gli eventi decisivi che riguardano la vita associativa, dunque, forniscono ulteriore spunto per tracciare il profilo - di massimo rilievo - ricoperto da Antonio GIRAUDO nell’ambio dell’assetto associativo.
Tale assunto trova ampia dimostrazione proprio in merito alle preziose informazioni che Luciano MOGGI assume dalla sua fitta rete di connivenze nell’apparato della sicurezza pubblica, allorché il capitano della GdF LASCO - nell’incontro fugace ma assai proficuo che hanno il 29 dicembre u.s. presso un autogrill del GRA - gli riferisce sullo stato dell’indagini della Procura capitolina in merito all’inchiesta sulle plusvalenze, vicenda anche questa già segnalata nella nota del 19 aprile u.s..
Nella circostanza in esame, dopo l’incontro MOGGI riferisce subito l’esito della conversazione riservata avuta con LASCO al suo correo GIRAUDO, ciò a riprova dell’esatta conoscenza che questi ha delle mosse e dei contatti dall’interlocuotore, il quale lo tranquillizza che è stata solo una trasmissione di atti e che "per il momento non c’è nulla di rilevante. “... Non c’è niente! E’ solo una formalità”.
Il 24 marzo u.s., alle ore 09.44 (vds prog. 38690 - utenza 335/54... in uso a Luciano MOGGI), GIRAUDO chiama MOGGI ed appreso che questi si trovasse già fuori sede, lo informa di essere stato contattato dall’avv. CHIAPPERO “..eh, si perché mi ha chiamato CHIAPPERO...” ed in modo ermetico ma esaustivo a dimostrazione della perfetta corrispondenza esistente tra loro ma soprattutto della riservatezza che richiede l’argomento, aggiunge “...sai che ogni tanto vengono a trovarci quei nostri due amici?...i due amici che avevi visto anche una volta allo stadio? Eh?..ehm...”, entrando, poi, nel vivo della questione: “...e lui non ha buone notizie!... ed allora bisognava vedere un po’ un momento... è un discorso di un maresciallo, insomma!...”, invitando l’interlocutore a mettersi in contatto con l’avv. CHIAPPERO.
La portata delle azioni a tutela dagli attacchi esterni, come il caso delle dichiarazioni di ZEMAN riportate dalla ștampa, mette ancora una volta in evidenza il ruolo di Antonio GIRAUDO all’interno del gruppo creato da MOGGI. Nella circostanza, infatti, il predetto riferisce a MOGGI di dover ricorrere ad un’azione drastica per punire il citato allenatore per le sue esternazioni, come la sottrazione di giocatori importanti della squadra allenata dallo stesso, attraverso basse quanto occulte manovre.
Lo scorso 22 dicembre, infatti, alle ore 12.36 (vds prog. 13948 utenza 335/54... in uso a Luciano MOGGI) GIRAUDO a seguito di un articolo comparso sul “Corriere dello Sport” riportante le dichiarazioni di ZEMAN chiama MOGGI manifestando tutto il suo disappunto ... porca p... ragazzi! Sul Corriere dello Sport!...” soprattutto per il fatto che “...quelle cose che tu mi dicevi, che erano mai venute fuori se non così a... io l’avevo visto in televisione ma... qui ci castigano perché ZEMAN... la Juve qui...si...si ha cominciato, due fuori gioco, no, alla Juventus qui...”.
Il presidente juventino indica chiaramente a MOGGI la ferma condotta da tenere nei confronti di ZEMAN per punirlo “...bisogna...bisogna fargli qualcosa, non so un sistema...peccato che...bisogna dargli una legnata! Perché tanto, se gli fai una urlata, come io gli ho fatto 2-3 volte, non servono ad un c... bisogna prendere le emorragie dandogli un danno a questo qua! Inventandoci qualcosa! Portandogli via un giocatore, trovargli qualche...”
Lo stesso giorno, alle successive ore 17.48, (vds prog. 14280 - utenza 335/54... in uso a Luciano MOGGI) GIRAUDO chiama nuovamente MOGGI con il quale torna di nuovo sull’argomento ZEMAN e nuovamente indica all’interlocutore la durezza della linea che dovranno adottare nei confronti del citato allenatore, ribadendo più volte il concetto che, tra l’altro, evidenzia altresì la scorrettezza dei sistemi concorrenziali che vengono intrapresi “...più che parlare bisognerebbe pigliare l’elenco dei giocatori, pigliargliene uno e portarglielo via!...puoi pigliare BOJINOV, fargli offrire da qualcuno 3 milioni di euro, subito! Bisogna rompergli i coglioni bene!... perché se lui gli ha fatto il contratto... se ti liberi ti diamo cinque milioni di Euro all’anno, insomma delle cose che bisogna spaccargli il culo bene”.
E’ ancora la questione dell’allenatore ZEMAN che, in seguito, offre ulteriori e importanti contribuiti che mettono in luce la continuità dei metodi e degli strumenti adoperati dal gruppo per il raggiungimento degli obiettivi, come l’acquisizione e l’uso di dossier, per provocare la pubblica denigrazione, dunque, attraverso la divulgazione di carte scomode, a danno di chi si frappone al gruppo, ostacolandone o minacciandone gli interessi.
Infatti, il 18 marzo u.s., alle ore 15.41 (vds prog. 36896 - utenza 335/54... in uso a Luciano MOGGI) l’avv. TROFINO in un colloquio telefonico con MOGGI annuncia a questi “… senti ti volevo dì, ti porto un bel regalo, eh? Ti faccio un bel https://t.co/BBfhPzqUtB ZEMAN...che ne diresti se lui ha partecipato ad un tentativo di truffa per un certo giocatore DUBROVNIC... DOBROVIC che d’accordo con il suo procuratore l’ha rifilato ad ALIBERTI per un miliardo ed otto ed invece era a parametro zero...”, tanto che l’interlocutore subito esclama “...ma questa...questa bisogna darla alla stampa, allora eh!...”. Il TROFINO, dunque, aggiunge “... eh... eh... ehm... io adesso... io stasera se c’ho tempo vado a Salerno a prendermi il verbale che mi dà questo avvocato amico mio!... eh... eh davanti a 7 persone il procuratore CANNELLA, questo ex direttore sportivo ha detto: se mi chiama anche la Procura della Repubblica lo dico quello che volevate combinare, lo dico a tutti! Il fatto è questo, questo e questo!...”.
Nel sottolineare l’impegno ad acquisire le carte “... comunque me lo vado a prendere così poi...” l’avv. TROFINO chiede un incontro di persona con l’interlocutore e GIRAUDO: “...dobbiamo vederci 10 minuti io, tu ed ANTONIO, poi calcola!”.
Anche le vitali questioni inerenti il settore arbitrale e le correlazioni con i suoi esponenti forniscono ulteriori elementi che rilevano la posizione di GIRAUDO nell’ambito delle scelte associative, come evidenziano le conversazioni appresso indicate. In particolare, emerge la sintonia strategica del predetto con MOGGI sul consolidare lo spogliatoio ma soprattutto di ravvivare la corrispondenza con il mondo arbitrale, poiché avvertono una descalation dell’apporto proveniente dagli “amici”, a sottolineare ancor più l’esistenza di una continuata connivenza di quell’ambiente che ad un tratto è ritenuta non rispondente ai normali standard, per procedere spediti alla vittoria del campionato.
L’organica e continuata appartenenza al vertice dell’organizzazione moggiana da parte di GIRAUDO è altresì evidenziata dai contatti che egli in questo senso intrattiene con MAZZINI. Infatti il dirigente juventino nella conversazione intercettata lo scorso 22 aprile e di seguito riportata, facendo riferimento all’esito negativo dell’ultima gara disputata con l’INTER due giorni prima (32a giornata di campionato) che ha visto la squadra bianconera soccombere per una rete a zero, fa subito accenno alle composizioni arbitrali. Il predetto, in particolare, manifesta la delusione che - si badi bene, per la prima volta, ciò a evidenziare dunque un’antica connivenza - BERGAMO gli aveva provocato per l’invio alla partita del MILAN dei guardalinee BABINI e PUGLISI, risaputamente tendenzialmente rivolti a favore dei rossoneri “...oltretutto devo dirti che per la prima volta in tanti anni ho avuto una delusione dal nostro amico Paolo...perchè mandare... dopo che SHEVCHENKO si lamenta, mandare BABINI e soprattutto PUGLISI al MILAN... no!... come si arrivi non mi è piaciuto ... è stata una cosa che mi ha deluso molto...”.
Nella medesima conversazione il dato che GIRAUDO legge negativamente, viene subito capovolto da MAZZINI, il quale al fine di esaltare le capacità e soprattutto la potenza del gruppo, rimembra all’interlocutore il lavoro “eccezionale” fatto da BERGAMO per la partita SIENA-MILAN (31 giornata di campionato) disputata in data 17 aprile “...però ... però devo dire a Siena il nostro amico è stato eccezionale è!”.
Infatti la composizione arbitrale per quella gara era costituita dall’arbitro COLLINA assistito dai guardalinee FARNETI e BAGLIONI il quale nel corso dell’incontro ha segnalato il fuorigioco di SHEVCHENKO (Milan) che è valso l’annullamento del goal segnato dallo stesso al 10° minuto del primo tempo.
Il 6 febbraio u.s., alle ore 11.05 (vds prog. 31466 utenza 335/54... in uso a Luciano MOGGI) GIRAUDO chiama MOGGI con il quale conviene sul fatto di rinsaldare le fila per procedere spediti verso la vittoria del campionato. Ín particolare, i due sono d’accordo sul consolidare lo spogliatoio ma soprattutto - con chiara allusione al settore arbitrale - di ravvivare la corrispondenza con esso, poiché avvertono una descalation dell’apporto proveniente dagli “amici” a sottolineare ancor più l’esistenza di una continuata connivenza di quell’ambiente “... come anche dobbiamo anche prendere l’altro ambiente e... quelli che sembrano degli amici, ma poi, oramai, non ci danno più niente... è più che palese”. A tal proposito MOGGIespone il concetto di come possa incidere sull’andamento della gara una certa direzione arbitrale, altrimenti è improduttivo e privo di ogni significato il rapporto di appartenenza alla compagine di quell’ambiente “...infatti secondo me non esiste niente che, in pratica possa, possa incidere sull’andamneto della partita, ma quando sei al limite deve essere... deve essere in un’altra maniera perché sennò ognuno si fa la strada sua!...” e proseguendo sul punto il predetto riferisce di aver già affrontato l’argomento con i diretti interessati sulla reciprocità del sostegno che deve esserci con loro “...ma gliel’ho già, gliel’ho già detto … no... perché sai.. aiutarsi… va bene da tutte le parti, ma aiutarsi...”, trovando d’accordo GIRAUDO sul “rimettere a posto i due ambienti, l’ambiente interno e l’ambiente esterno”.
Il dirigente juventino aggiunge da parte sua di aver gia espresso tali concetti a chi doveva, che poi in definitiva costituivano le linee che lo stesso MOGGI aveva illustrato al predetto, a ulteriore riprova della centralità decisionale-strategica di MOGGI all’interno del gruppo “...abbiamo le idee chiare tutti quanti io... su questo… è la cosa, secondo me, basilare. Infatti, ieri sera, io quando so’ arrivato ho... ho richiamato e gli ho espresso questi concetti miei, che in pratica poi sono quelli che mi hai detto”.
Nel corso della conversazione MOGGI esterna un’importante analisi sulla concessione di favoritismi arbitrali al momento ritenuta non all’altezza del normale standard. Il predetto, infatti, reputa che i fischietti fidi, sicuri dell’appoggio proveniente dall’interno del gruppo proprio per la loro cointeressenza, abbiano una cura maggiore per la credibilità dell’ambiente esterno per poter contare in questo modo su di un duplice sostegno. Difatti, il predetto a ciò riconduce il mancato conferimento di favorevoli interventi arbitrali anche di fronte a casi dubbi e quindi facilmente giostrabili “Si, secondo me hanno paura di essere marchiati dopo, così... di essere contro. Va a capire, perché magari poi gli facciam le polemiche, però qui siamo arrivati al punto che nel dubbio ci dan... nel dubbio puoi dare a favore o contro, qui nel dubbio dai sempre contro e questo non va neanche bene perché, giustamente, tu ti vuoi prendere l’interno ma anche l’esterno perché anche quello non va mica bene”.
Il 22 aprile u.s., alle ore 09.36 (vds prog. 6661 - utenza 335/59... in uso a Innocenzo MAZZINI) MAZZINI chiama GIRAUDO e dalla conversazione emerge in modo netto l’organica e continuata appartenenza al vertice dell’organizzazione moggiana. Infatti, l’amministratore delegato juventino facendo riferimento all’esito negativo dell’ultima gara disputata con l’INTER il 20 aprile che, ha visto la squadra bianconera soccombere per una rete a zero, fa subito accenno alle composizioni arbitrali ed in particolare alla delusione che - si badi bene, per la prima volta, ciò a evidenziare dunque, un’antica connivenza - BERGAMO gli aveva provocato una delusione per l’invio alla partita del MILAN dei guardalinee BABINI e PUGLISI, risaputamene tendenzialmente rivolti a favore dei rossoneri “... oltretutto devo dirti che per la prima volta in tanti anni ho avuto una delusione dal nostro amico Paolo eh!... perchè mandare... dopo che SHEVCHENKO si lamenta mandare BABINI e soprattutto PUGLISI al MILAN... no !... come si arrivi non mi è piaciuto!... è stata una cosa che mi ha deluso molto...” GIRAUDO rimarca ancora il comportamento di BERGAMO aggiungendo che la designazione degli assistenti rientra nella diretta competenza decisionale di BERGAMO “perché quella...quella è la cosa che decide lui.. sui sorteggi va bene... questa è una cosa che decide lui”.
A tal punto, MAZZINI al fine di esaltare le capacità e soprattutto la potenza del gruppo, rimembra all’interlocutore l’ottimo lavoro fatto da BERGAMO per la partita SIENA-MILAN appena disputata in data 17 aprile “però... però devo dire a Siena il nostro amico è stato eccezionale eh!...”, infatti la composizione arbitrale per quella gara era costituita dall’arbitro COLLINA assistito dai guardalinee FARNETI e BAGLIONI, il quale ultimo nel corso della gara ha segnalato il fuorigioco di SHEVCHENKO che è valso l’annullamento del goal segnato dallo stesso al 10° minuto del primo tempo. Tale richiamo suscita la soddisfatta conferma di GIRAUDO “Si! No, no io dico è stato eccezionale poi dopo... dopodiché come uno si lamenta voglio dire...”.
Ancora fanno riferimento agli arbitri con MAZZINI che dice “...no più che altro era rimasto invece deluso dal nostro fischietto! ... quello che tu hai detto che è sfortunato...”, alludendo con ogni probabilità a Massimo DE SANTIS in quanto risulta essere l’arbitro dello “sfortunato” incontro che la JUVENTUS ha appena disputato con l’INTER.
Dunque, gli interlocutori cambiano argomento con MAZZINI che sposta la discussione sul doping “...bene ti volevo dire della questione doping che ti riguarda”, aggiungendo poi un’affermazione che mirabilmente evidenzia il comun destino dei due “Però devo dire che ne siamo usciti bene, eh!....”, scatenando l’entusiastica replica dell’interlocutore “...alla grande... alla grande!”.
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WORLD SHOCKED: After Top Feminist Gloria Steinem Died, It Was Revealed She Was A CIA Operative Who Worked For The Rockefeller Foundation & Paul Ehrlich To Implement A Plan To Destroy The Nuclear Family As Part Of A Larger Depopulation Program To Collapse Civilization!
In This Must-Watch/Share Report, Alex Jones Exposes The Truth That The Death Cult Is Desperate To Conceal!
La mère du féminisme moderne utilisait son autorité de professeur pour séduire ses jeunes élèves et les livrer à Jean-Paul Sartre.
L'Histoire a fait de Simone de Beauvoir l'icône absolue de l'émancipation féminine. La philosophe qui a appris aux femmes à se libérer de la domination des hommes.
Mais derrière la légende se cache un abus de pouvoir moral et sexuel implacable.
Dans les années 1930, Beauvoir enseigne la philosophie. Elle cible notamment Bianca Bienenfeld, une élève âgée de seulement 16 ans. Elle entame une relation intime avec l'adolescente, l'isole psychologiquement, puis l'introduit dans le lit de son compagnon, Jean-Paul Sartre.
La mécanique est destructrice : Beauvoir séduit, Sartre consomme.
Dans leurs correspondances privées publiées à titre posthume en 1990, le cynisme du couple donne la nausée. Les jeunes filles y sont déshumanisées, affublées de pseudonymes comme Louise Védrine pour Bianca.
Beauvoir écrit noir sur blanc la gestion clinique de ses lycéennes. Elle raconte à Sartre les nuits passées avec elles, décrivant la naïveté et la soumission de ses élèves avec la froideur d'un entomologiste.
Dans ses lettres, elle s'amuse ouvertement de l'emprise totale qu'elle exerce. Elle décrit ses proies en larmes, sanglotant de jalousie ou d'angoisse, tout en coordonnant l'emploi du temps avec Sartre pour se les repasser sans que l'une ne croise l'autre.
Sartre lui répond sur le même ton glacial, réclamant des détails intimes ou se plaignant du fardeau émotionnel que ces jeunes filles leur imposent. Le couple mythique gère la vie intime de ses élèves comme un contrat logistique, réduisant ces adolescentes à l'état de jouets jetables.
L'impunité vacille avec le cas de Nathalie Sorokine. En décembre 1941, la mère de la jeune fille dépose une plainte officielle contre Beauvoir pour détournement et corruption de mineure.
L'enquête administrative confirme le comportement manipulateur de la philosophe. En juin 1943, l'Éducation nationale relève Beauvoir de ses fonctions pour conduite incompatible avec le métier d'enseignante.
Ses défenseurs utilisent systématiquement le contexte de l'Occupation pour réduire cette affaire à une simple persécution politique menée par le régime de Vichy. Beauvoir sera d'ailleurs formellement réintégrée à la Libération en juillet 1945, bien qu'elle ne remettra plus jamais les pieds dans un lycée.
Mais le paravent politique de Vichy ne tient pas.
Les preuves les plus accablantes ne viennent pas des archives pétainistes. Elles viennent de l'encre même de Simone de Beauvoir et des mémoires publiés en 1993 par Bianca Bienenfeld, qui décrira cette emprise comme un traumatisme absolu.
Le mythe s'effondre. L'icône du progressisme a consciemment utilisé son prestige intellectuel pour manipuler et détruire de très jeunes femmes au seul profit de son couple.
Se la strategia di Vannacci è quella di attendere all'opposizione per diventare prima forza, il Cdx deve fare di tutto per allearsi per non perdere l'egemonia.
Se la strategia di Vannacci è quella di andare al potere, il Cdx deve fare di tutto per allearsi per coordinare un'azione di governo.
Se la strategia di Vannacci è quella di indebolire il Cdx per far vincere la Sinistra, il Cdx deve fare di tutto per allearsi per smascherare il diabolico piano di Renzi [LOL].
Se il Cdx non si allea con Vannacci per ragioni politiche (linea Craxi-Ronzulli) allora si dichiara una forza centrista e deve allearsi con Calenda, Renzi, Ruffini e tutti i centristi togliendoli al Campo largo. L'elettorato muterà di conseguenza.
Se il Cdx non si allea con Vannacci per ragioni tattiche (Vannacci al governo cresce ancora a spese degli altri) sceglie di perdere le elezioni pur di preservare una sparuta classe dirigenziale.
Se il Cdx non si allea con Vannacci perché prevede che nascerà un centro autonomo dal Campo Largo equivalente a Vannacci o perché non si farà il Campo Largo si prende un grosso rischio ma stabilisce, in questo caso, una strategia possibile.
Se Vannacci rifiuta ogni proposta del Cdx il Cdx, a maggior ragione e in maniera ancora più netta che in tutti i casi precedenti, deve necessariamente provare ogni tipo di percorso di alleanza con Vannacci per rendere evidente le sue intenzioni e chiarire che la dinamica di alleanza viene inficiata da Vannacci.
Con il doppio turno Vannacci va in doppia cifra, la Sinistra è prima coalizione e tu punti a vincere in un testa a testa quindici giorni dopo con una parte del tuo elettorato che si è vista fare una legge contro proprio da te perché non lo ritieni abbastanza "maturo".
E tutto ciò dopo 60 anni di discussioni sulla Francia che ha una legge elettorale fatta apposta per impedire alla Destra di governare.
Sarebbe un capolavoro di suicidio che aprirebbe a riflessioni talmente profonde da annullare e ripensare tutto il quadro politico.
Non sulla vicenda Ranucci ma su @reportrai3 . A tutti piace fare i guardoni quando questo tipo di trasmissioni fa macelleria di qualcuno. Poi capita che qualche volta si parli di cose che conosci bene, molto bene . E allora ti accorgi della superficialità , dell’approssimazione, della faziosità , del giornalismo a tesi precostituite che caratterizza questo tipo di programma. Una banda di ragazzotti che si autodefiniscono giornalisti d’inchiesta . Umanamente solo dei presuntosi ignorantelli come dimostrano i fatti di queste settimane .
Faccio una domanda che non vuole essere né ironica né provocatoria: se uno dei magistrati che dovesse giudicare o anche solo interrogare Lavitola, Ranucci o altri personaggi coinvolti nel caso a vario titolo dovesse risultare essere uno di quelli che ha applaudito Ranucci ciò rappresenterebbe un impedimento o va benissimo così?
Bulimia dello stato centrale sempre più "fuori controllo". Entrate in crescita del 6% annuo, ma hei facciamoci anche impiccare dai fondi SAFE eh
(Vannacci vi deve SPAZZARE)
Uno spaccato del Metodo #Report vissuto sulla mia pelle: insinuazioni attraverso il possesso e utilizzo di atti di indagine coperti da segreto (che personalmente ho acquisito solo un anno dopo), ombre di mafia sapientemente dispensate, e video intervista tagliata e ricucita apposta per far risultare il soggetto “sospetto” e in difficoltà. Un sincero abbraccio ai figli di Sigfrido Ranucci in questo momento difficile. Auguro loro di non dover mai essere tra le innumerevoli vittime di questo “Metodo”
🚀 Le génie @elonmusk vient encore de nous sortir un coup magistral.👏🏻
Elon vient de retourner complètement la situation sur la censure.
Pendant des années, des gouvernements du monde entier ont multiplié les pressions sur 𝕏 : menaces juridiques, amendes salées, réglementations sur mesure, exigences de museler des contenus… Une offensive tous azimuts pour forcer la plateforme à restreindre la liberté d’expression.
𝕏 a résisté. Encore et encore.
Mais quand un État peut légalement imposer un filtre, Elon a décidé de transformer leur propre arme en boomerang :
Rendre la censure totalement transparente.
𝕏 open-source désormais son système central et affiche clairement, au grand jour, chaque restriction exigée par un gouvernement. Qui l’a demandée, pourquoi, et comment elle a été appliquée : tout est visible.
Résultat ? Si un pouvoir veut censurer, il le peut… mais le monde entier le verra.
C’est le plus élégant retournement de force de l’histoire de la tech.
Elon n’a jamais cessé de se battre pour la free speech et une transparence radicale. Aujourd’hui, même la censure d’État ne peut plus se cacher dans l’ombre.
Génie.
la "redazione unica" lo dice da giorni: Lavitola era amico di Berlusconi e quindi agisce per "ledestre" anche quando si finge amico di un nostro amico che è solo ingenuo però il miglior giornalista investigativo d'Italia, un martire come Moro, Falcone e Borsellino, uno intelligentissimo però un po' ingenuo che cade nella rete di Lavitola che agisce per conto dei fascisti
nel frattempo in Usa le Karen si stanno facendo un richiamo della vaccinazione covid in agosto in segno di solidarietà al "martire Fauci" e per dare uno schiaffo morale a Trump e ai novax e ci portano anche i figli...
[NO IRONIA NO NO NO IRONIA NO NO IRONIA NO]
Negli Usa ci sono le Karen che vanno a farsi un richiamino covid per dimostrare solidarietà a Fauci e ci portano anche i figli.
Ecco, difficilmente penso che in Italia ci siano delle persone così. A parole sì senza alcun dubbio ti dicono che Fauci "è Giordano Bruno" ma poi l'iniezione vera col vaccino vero dopo quello che è uscito dal telefono di Fauci non la fanno. Non è un caso se la mitica quarta dose non se l'è fatta nessuno manco i medici...
E non è forse questo il "primato morale e civile degli italiani"...?
questo qua ha ricevuto una mail di domande e ha DENUNCIATO chi gliel'ha mandata per MOLESTIE
la polizia gli ha intimato di smettere di indagare, i media hanno dato ragione al rasta e Cambridge ha gridato al razzismo prima di essere sepolta sotto una valanga di sterco
un progressista woke potrebbe spiegarmi esattamente in che modo questo mondo sia meglio del peggiore dei totalitarismi?
To those who say "it's her choice" I used to say the same thing about my own Hijab.
I was covered head to toe. Even on the beach. Even with my male relatives. And when people challenged me, I said: this is my choice. You know why? Because the other option was burning in hell, hung by my hair for eternity. That's what they taught me since childhood.
Yes, let me repeat it for you to just understand about our version of “freedom of choice.” I grew up in an Islamist culture that gave me two options. Cover yourself and go to heaven. Or don't cover, and be hanged by your hair and burned in hell.
Like when someone puts a gun to your head and says "you can go left or right", technically, yes, that's a choice.
I picked heaven. I called it freedom. And I believed it, because that's what happens when fear is all you've ever known.
And if you think I shouldn't be telling you my story, I don't care. I really, genuinely, from the bottom of my heart, don't care. The women still living under that "choice"? I care about them.
#LetUsTalk
Within the next 6 to 12 months, we’re going to implant the first vision devices. Even if you’re 100% blind from birth,we’ll write directly to your visual cortex and you’ll be able to see infrared, ultraviolet, and even radar like a real life superhero.
Elon Musk
#elon#Neuralink