Leggere in queste ore commenti ignobili e disumani contro Eugenia Roccella è qualcosa che fa rabbrividire.
C’è un limite che non dovrebbe mai essere superato, ed è quello del rispetto dovuto alla sofferenza umana. Quando si arriva a colpire una persona e una famiglia in un momento così drammatico, non si è più nel campo dello scontro politico, ma in quello della miseria morale.
È anche il frutto di un clima avvelenato che alcuni hanno alimentato per troppo tempo, legittimando odio, disumanizzazione e disprezzo. E questo schifo dovrebbe indignare tutti, senza eccezioni e senza ambiguità.
Ammiro questo artista perché fa sempre cose di qualità e che soprattutto invitano a riflettere. L'ha fatto, sul tema delle malattie mentali con "Ti regalerò una rosa", o con "Magazzino 18" sul dramma delle foibe. Questa volta racconterà di un genitore malato di alzheimer.
Oggi, dopo due lunghi anni davvero complicati, sembra finalmente reale immaginare un ritorno graduale alla normalità, ma allo stesso tempo è dovere di ognuno fare memoria di chi non ce l’ha fatta.
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