While Washington watches from the sidelines, a highly dangerous authoritarian axis is officially locking arms. Xi Jinping's sudden arrival in North Korea is not standard diplomacy; it is a direct, calculated threat to Western global security. Rushing to Pyongyang for his first international trip of the year, Xi is moving aggressively to bind Kim Jong Un tighter to Beijing, effectively providing cover to a rogue regime that just deployed 10,000 troops to fuel Russia's war in Ukraine.
The rhetoric pouring out of this summit is an open declaration of hostility against Western stability. Writing for North Korea’s state media, Xi explicitly vowed that their alliance would "ride the wind and waves" to systematically counter Western influence and power politics. Backing this aggressive stance, Kim Yo Jong simultaneously took to the airwaves to mock American denuclearization demands as a pathetic, anachronistic dream, proving that Pyongyang’s nuclear blackmail now has explicit Chinese backing.
This is a massive wake-up call for the West. By securing the economic and political survival of its nuclear-armed proxy, Beijing is establishing a coordinated Eastern front designed to destabilize the international order. Treating China, Russia, and North Korea as isolated regional threats is a fatal mistake. They are operating as a unified machine, and the global security landscape has just become infinitely more dangerous.
#GlobalSecurity #NorthKorea #ChinaThreat #Geopolitics #NationalSecurity #WesternAlliance #EasternFront
@GREISON_ANATOMY@LoGnuSagace@Radio24_news Stiamo parlando del GEOLOGO Mario Tozzi @OfficialTozzi ? A che titolo parla costui che nemmeno fa ricerca, nonostante qualcuno gli abbia appiccicato sulla fronte l’etichetta del CNR?
Stamattina ero ospite a @Radio24_news per parlare di fisica dei sistemi complessi applicata all’energia: reti, clima, scorie, tempi lunghi e nucleare.
Arriva il momento delle telefonate degli ascoltatori. E chi chiama?
Ukrainian drones are now autonomously intercepting Shaheds. A @BRAVE1ua developer has created a tech that automates 95% of the interception process—from launch to target destruction.
The system successfully completed its combat trials in the Kharkiv region. The operator simply selects the target, and the drone autonomously tracks and neutralizes it. It took less than a year to get from prototype to real-world deployment. We are scaling autonomous defense tech to rewrite the rules of modern air defense.
This short video by CODE 9.2 shows how Ukraine plans and carries out middle- and long-range strikes on Russian targets.
"Flint", commander of CODE 9.2, shared that there was a steady stream of Russian logistics and personnel going through the Chonhar bridge. So, a decision was made to strike the bridge with drones (since Ukraine has them in larger numbers than missiles).
Prior to that, Russian air defense systems in the area were destroyed/damaged ("They f*cked up the Pansirs, drones are flying like they own the place," intercepted Russian conversations say), then, a precise strike was launched on the Chonhar bridge.
Today, Russia reported they repaired everything, but "Flint" says the damage might be structural.
And, he adds: "I suggest that everyone buy some popcorn, sit back, watch, and enjoy. This is only the beginning."
[Droni esplosi in Romania] – Gli episodi che hanno coinvolto droni militari in Romania devono essere inquadrati nel contesto interno ed esterno al Paese, per comprenderne l’eccezionale gravità. Un drone aereo russo ha colpito la notte dal 28 al 29 maggio un edificio >
Putin ha perso in modo netto le elezioni in Armenia e così il piccolo paese caucasico si somma all’ormai lungo elenco di pezzi che, a causa della folle impresa ucraina, l’impero che Putin sognava di aggiungere, sta invece perdendo. L’impegno di Mosca nella sua criminale aggressione le ha infatti impedito di prendere le parti di Erevan nel breve conflitto che ha riportato il Nagorno Karabakh sotto il controllo dell’Azerbaijan nel settembre 2023. Questo ha di fatto trasformato un allontanamento lento del governo armeno dall’orbita russa, in una crisi insanabile ora culminata con un voto che oggi sancisce la separazione dei destini delle due nazioni.
La stessa Baku ha a sua volta preso le distanze dal Cremlino, nonostante le tensioni con l’Armenia, anche a causa di un abbattimento aereo, avvenuto nel dicembre del 2024, del quale la Russia non si è mai pienamente assunta la responsabilità.
Il Kazakistan, intanto, pur condividendo con la Russia il confine continuo più lungo del mondo, ha attuato una strategia di "neutralità attiva" che ha irritato Mosca. Astana si è rifiutata di riconoscere le annessioni dei territori ucraini, accoglie centinaia di migliaia di russi in fuga dalla mobilitazione militare, e soprattutto rispetta formalmente le sanzioni occidentali sui beni a duplice uso (dual-use), bloccando i canali di rifornimento tecnologico per l'esercito russo e costringendo Putin a continui viaggi diplomatici per tentare di blindare l'asse finanziario.
L’Uzbekistan ha assunto per parte sua una posizione speculare a quella kazaka. Tashkent ha dichiarato esplicitamente il proprio sostegno all'integrità territoriale dell'Ucraina, ha rifiutato la proposta russa di creare una "unione del gas" a guida moscovita (preferendo accordi bilaterali commerciali) e sta diversificando rapidamente i propri partner strategici verso la Cina, l'Europa e la Turchia.
La distrazione ucraina ha anche fatto mancare l’aiuto del regime di Putin all’ormai ex dittatore Bashar al Assad, defenestrato dalla guida della Siria, paese fino a quel momento sotto il totale controllo di Mosca, che poteva anche liberamente utilizzare il porto di Tartus. Nel 2019, Assad aveva concesso al colosso russo Stroytransgaz (legato all'oligarca Gennady Timchenko) l'affitto e la gestione commerciale dello scalo per 49 anni. Il nuovo esecutivo siriano ha rescisso il contratto, accusando la società russa di non aver mai effettuato gli investimenti di ammodernamento promessi. La gestione dello scalo commerciale è stata immediatamente riassegnata alla multinazionale DP World di Dubai (Emirati Arabi Uniti), che ha firmato un accordo per investire 800 milioni di dollari nello sviluppo di un nuovo terminal multiuso, tagliando fuori Mosca dai profitti e dal controllo logistico dello scalo.
Sempre in Medio Oriente, Mosca ha dovuto assistere inerme alle sanguinose proteste contro il regime iraniane e successivamente alle azioni israeliane e statunitensi, dimostrandosi assolutamente impotente sia sul piano diplomatico che su quello militare ed anzi approfittando cinicamente della crisi di Hormuz per trarre beneficio temporaneo dal rialzo dei prezzi del petrolio.
Ma nell’elenco dei paesi usciti dall’orbita russa a causa della guerra va inserita anche l’Ungheria, trascinata su posizioni così estreme ed antieuropee da causare la caduta di Orbàn. Finlandia e Svezia, inoltre hanno archiviato rispettivamente 80 e 200 anni di neutralità e non-allineamento militare. L'ingresso formale nella NATO ha spostato l'intero baricentro della sicurezza del Mar Baltico (ora definito scherzosamente "un lago della NATO") fuori dal controllo russo, raddoppiando i confini diretti tra l'Alleanza Atlantica e la Federazione Russa.
In America Latina l’uscita di scena di Maduro ha indebolito i legami col Venezuela, la cui vice presidente è costretta a mantenere rapporti più stretti con l’America di Trump che con la Russia. Mentre l’Ecuador, sotto la presidenza di Daniel Noboa, ha avviato una decisa virata diplomatica verso Washington. All'inizio del 2024, il paese ha accettato di trasferire agli Stati Uniti i suoi vecchi sistemi militari di fabbricazione sovietica (destinati all'Ucraina) in cambio di equipaggiamenti militari moderni americani. La mossa ha scatenato una durissima ritorsione economica da parte di Mosca, che ha temporaneamente bloccato l'importazione di banane ecuadoriane (l'Ecuador copre il 95% del mercato russo) simulando "motivi sanitari".
Persino in Mali, affermatasi in questi anni come roccaforte russa, le forze dell’Africa Corps stanno subendo pesanti perdite a causa delle imboscate congiunte dei ribelli Tuareg e dei gruppi jihadisti, incrinando il mito dell'invincibilità russa nella regione.
Per quanto Putin si sforzi di organizzare forum economici e continuare a mostrare i muscoli, la verità è che Russia, dissanguata da una guerra che non può vincere, sta subendo come mai prima un isolamento internazionale concomitante con un crollo reputazionale, scontando una sopravvalutazione della propria potenza militare ormai evidente a tutti, che la fa apparire non solo incapace di difendere i propri alleati, ma accecata da un’ideologia tossica e revanscista che antepone a suoi stessi interessi.
Earlier this morning a French Rafale fighter, part of France’s commitment to NATO’s Baltic Air Policing framework, shot down a drone, presumably a Russian one, over Latvia. Per a release from the Latvian military, the shootdown took place at 10:05 local time.
Questa è solo una piccola parte della rete di persone vicine alla Russia che oggi sostengono Vannacci. In pratica è il lato veneto, e nemmeno tutto.
Non stiamo parlando di semplici filorussi, ma di persone che hanno o hanno avuto rapporti diretti con organizzazioni, media statali, funzionari e progetti del governo russo.
Sono anche inseriti nella politica, nelle associazioni, nei media e nelle imprese italiane. Hanno costruito reti, eventi e organizzazioni con l’obiettivo dichiarato di rafforzare e istituzionalizzare i rapporti tra Italia e Russia nel nostro territorio.
Altro che patriottismo.
Alcuni provengono dalla Lega, ma la Lega è anche altro. Più si va a fondo in Futuro Nazionale invece, più sembra solo questo: influenza russa in Italia.
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A breve pt.2
Video del 12.12.2025, Eliseo Bertolasi in un evento MIR a Mosca con Dugin e Malafeev. ⬇️
Nel 2024 Valdegamberi riceve la Medaglia Puškin allo Yalta International Forum in Crimea e compare tra gli osservatori internazionali delle elezioni presidenziali russe. Descrive il voto come regolare e svolto in un clima sereno.
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Nel 2022, un’inchiesta di OCCRP e IrpiMedia collega, tramite e-mail hackerate a Sargis Mirzakhanian (collaboratore dell’agenzia Rossotrudnichestvo), la risoluzione veneta a una più ampia operazione di influenza russa in Europa.
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Stefano Valdegamberi è membro del consiglio di coordinamento dei Friends of Crimea. Nel 2016 promuove in Veneto, insieme anche a Sandonà, una risoluzione contro le sanzioni alla Russia e favorevole al riconoscimento della Crimea.
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Oltre a Bertolasi e Zoccatelli, nell’Associazione Culturale Veneto Russia ci sono anche Luciano Sandonà e Stefano Valdegamberi.
Oggi entrambi in Futuro Nazionale.
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Nel 2017 Bertolasi e Zoccatelli incontrano Dmitrij Medoev, ministro degli Esteri dell’Ossezia del Sud, territorio georgiano occupato militarmente dai russi.
Durante l’incontro si discute della creazione di un Consiglio economico Veneto–Sud Alania.
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Nella lista degli osservatori internazionali c’è anche Palmarino Zoccatelli.
Zoccatelli è il presidente di Associazione culturale Veneto Russia, un’associazione di cui fa parte anche Eliseo Bertolasi.
Sulla loro pagina Fb, questo è il livello dei contenuti. ⬇️
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