Caro @sbonaccini, ma non ti pare gravemente inopportuno chiedere a @pinapic, sotto scorta per il suo impegno per la difesa dell'Ucraina e per le minacce subite dalla Russia, di dimettersi dal Parlamento Europeo? Non credi che sarebbe meglio prendersela con i nemici della libertà, con le forze politiche ambigue con Russia e Cina, con i populisti rossobruni che stanno nel Campo Largo?
https://t.co/sMEbO7BLOp
"Io sono sempre stato filo-Ucraina".
Francesco Guccini aveva chiari certi valori. In primis, quelli dell'antifascismo e della difesa della democrazia. Non gli apparteneva, invece, il finto pacifismo. Quello che chiede di disarmare la Resistenza.
Mancherà.
#guccini
Ho ascoltato l'intervista di Minzolini a Bonaccini: altolà a Picierno e lodi al M5s.
Con Guccini ieri è morto non soltanto Dio ma anche il PD.
C'è stata la certificazione.
Caro @sbonaccini ma cosa non ti è chiaro dell’articolo 67 della Costituzione più bella del mondo? Ma davvero, anche tu, ti sei grillinizzato fino a questo punto. Altro che campo Lavrov la deriva è molto peggiore. State svendendo la storia della sinistra italiana a una nullità come @GiuseppeConteIT Scuotiti, destati.
@sbonaccini ha scelto legittimamente di piegarsi alla linea di Schlein.
@pinapic ha fatto una scelta coraggiosa per costruire un’alternativa europeista, riformista e liberale, lontana tanto dalla destra quanto dal campo lavrov.
Questa è la differenza.
La richiesta di Michele Serra sarebbe più che ragionevole, se non fosse che in quel campo è prevalsa la preoccupazione di sostituire la Presidente del Consiglio, obiettivo fin troppo ovvio per chi sta all’opposizione, sull’ambizione di cambiare il paese e di rispondere ai suoi bisogni, che è anche l’unico modo che conosco per sostituire una Presidente del Consiglio.
È vero, caro Michele Serra, che dalle “nostre parti” viene prima il programma, come giustamente ricordi.
Ma quelle latitudini non sono quelle in cui il campo largo si colloca.
Non lo sono, da quando hanno ritenuto necessario bruciare il nostro passato prossimo in un’autodafè che ha curiosamente risparmiato pezzi di gruppi dirigenti abbarbicati in componenti che non promuovono pluralismo, ma fanno a gara di conformismo; da quando hanno rinunciato alla fatica quotidiana del consenso, preferendo alchimie di coalizione, spallate occasionali, mancanza di contenuti, di proposte e di visione; da quando hanno costretto il pacifismo, che è una cosa seria se inteso come il desiderio di relazioni internazionali statuite dal diritto, in un tweet per avere qualche like facile.
Da quando hanno preferito dire all’Italia noi siamo questi, piuttosto che dire noi vogliamo fare questo.
Prenderne atto, farsene una ragione, riconoscere che il campo largo non c’entra nulla col centrosinistra nel qualche abbiamo creduto e militato è necessario. È certamente anche difficile, io stessa ho faticato molto, ma necessario.
E per questo serve costruire, con determinazione e coraggio, una alternativa democratica e europeista in grado di contendere al sovranismo di Giorgia Meloni il governo del Paese.
𝗕𝗮𝗿𝗮𝗰𝗸 𝗢𝗯𝗮𝗺𝗮: 𝗱𝗮 𝗿𝗮𝗴𝗮𝘇𝘇𝗼 𝗰𝗼𝗻 𝗴𝗿𝗮𝗻𝗱𝗶 𝘀𝗼𝗴𝗻𝗶 𝗮 𝗣𝗿𝗲𝘀𝗶𝗱𝗲𝗻𝘁𝗲 𝗱𝗲𝗴𝗹𝗶 𝗦𝘁𝗮𝘁𝗶 𝗨𝗻𝗶𝘁𝗶
Nato il #4agosto a #Honolulu. #BarackObama , nel 2008, è entrato nella storia diventando il primo presidente afroamericano.
Piccola storia triste. Questa mattina @Montecitorio ha approvato la giornata in memoria di Enzo #Tortora e di tutte le vittime di #errorigiudiziari ebbene #PD#M5S#AVS si sono astenuti. Immagino l’abbiano fatto per non irritare #ANM davvero imbarazzante questa sudditanza. Non so come facciano a non provare vergogna.
Caro @targettopoli parlavo del profilo politico di @s_pubblico, simile a quello del Pd delle origini per pluralismo di culture politiche: liberali, radicali e liberalsocialiste. Il pluralismo delle culture democratiche è un tesoro di cui ho moltissima cura, soprattutto dopo aver sofferto la violenza della linea prevalente imposta con la clava.
Questo è vero dentro i partiti e a maggior ragione dentro le alleanze.
Noi non stiamo ragionando di fare un partito unico, stiamo costruendo un polo europeista, riformista e liberale, un centro democratico che è frutto di una alleanza tra partiti e movimenti diversi che conservano la loro autonomia e i loro profili ma che insieme vogliono combattere il bipopulismo italiano con una offerta politica radicalmente europeista, democratica e anti totalitaria. Un abbraccio.
Le posizioni espresse da Conte sono evidentemente filoputiniane.
Siete ad un bivio, amici europeisti e democratici del Campo Largo.
Siete ad un bivio, amici del Pd.
Cara Segretaria del Pd, non puoi nasconderti anche stavolta.
Cari Renzi, Magi, Maraio avete due strade: mollare Conte, prendere atto che nessun democratico e progressista europeo può accettare queste tesi e ricostruire il centrosinistra italiano, oppure nascondere le macerie e le vittime delle città ucraine insieme all’antieuropeismo dei 5 stelle sotto il tappeto di un’alleanza elettorale che volete a tutti i costi, fingendo che nulla sia accaduto.
Noi continueremo a ricordare al Paese che nessuna alleanza è possibile con chi propone di lasciare l’Ucraina senza difese e milioni di cittadini europei in balia dell’imperialismo di Putin e della sua violenta volontà di potenza.
@s_pubblico continuerà a stare dalla parte della democrazia, della libertà e dell’Europa. E cari amici democratici, ci auguriamo di trovarvi sulla stessa strada , che è decisamente alternativa a quella di un vergognoso filoputinismo mascherato da pacifismo.
@pdnetwork@Piu_Europa@ItaliaViva
Matteo, il problema non sono le primarie. Il problema è cosa si porta dentro una coalizione e quali confini politici e morali ci si dà.
In tutte le democrazie esistono culture progressiste diverse. Ma in nessuna democrazia seria si considera normale mettere ai voti se sostenere un aggredito o favorire un aggressore.
A dimostrare che non possono essere le primarie a stabilire o rimuovere le linee rosse della difesa della libertà, della democrazia e dello stato di diritto sono proprio gli esempi che fai. Sono diversi Obama e Sanders, sono diversi Biden e Ocasio Cortez, ma nessuno di loro pensa che occorra disarmare Kyiv per avvicinare la “pace” che Mosca pretende e nessuno di loro ha mai messo in discussione il sostegno politico, economico e militare alla lotta per la libertà e la dignità di quaranta milioni di ucraini.
Quello lo ha fatto Trump, con cui immagino in Italia tu non accetteresti di organizzare le primarie progressiste.
Il pluralismo è una ricchezza. L’ambiguità sui principi fondamentali no. Europa, Stato di diritto, atlantismo, difesa della libertà dei popoli aggrediti non sono dettagli di programma da affidare a un’elezione primaria: sono le fondamenta di qualsiasi alternativa democratica.
Le primarie possono scegliere una leadership, non cancellare incompatibilità politiche profonde. Prima ancora del candidato serve chiarezza sul progetto. Perché non basta vincere le elezioni: bisogna sapere per fare cosa e con chi.
@matteorenzi
@Arturo_Parisi Come sai bene, caro @Arturo_Parisi coalizione non c’è e non c’è mai stata.
Ed è una precisa responsabilità dei suoi leader, in particolare di Schlein perché il Pd avrebbe dovuto esserne il perno e invece ha rinunciato alla sua funzione, preferendo l’ambiguità per interesse.
Conte continua a mettere in discussione il sostegno all’Ucraina e a strizzare l'occhio al Cremlino. Non ci possiamo permettere un suo ritorno a Chigi. Riformisti dem uscite dal campo lavrov e rafforzate il campo europeista.
Il leader #m5s@GiuseppeConteIT ha dettato la linea al @pdnetwork su Ucraina e #Tav niente più armi all’ucraina e stop alla Torino-Lione. Insomma più Putin uccide civili e più Conte spinge per abbandonare gli ucraini, più i #notav compiono violenza più Conte diventa notav. Posizioni, per quanto mi riguarda, inaccettabili e incompatibili.