D'Urso non riesce neanche a leggere un testo senza sbagliare,
nel mondo reale non potrebbe neanche fare il commesso e invece e' il ministro delle imprese e del made in Italy ehm rappresentazione dell'analfabetismo di ritorno. Che imbarazzo, povera Italia
On September 17, 1948 - the day after Count Bernadotte submitted his report advocating Palestinian right of return - four Lehi operatives ambushed his motorcade in Jerusalem and killed him.
Bernadotte was not a random diplomat. He was the man who had rescued over 30,000 prisoners from Nazi concentration camps through negotiations with Heinrich Himmler in the final months of the war. He saved more Jews from the Holocaust than almost any other individual.
His final report to the UN Secretary-General stated: 'It would be an offense against the principles of elemental justice if these innocent victims of the conflict were denied the right to return to their homes, while Jewish immigrants flow into Palestine.'
The man who saved 30,000 Jews from Nazi death camps was assassinated by Jewish extremists for defending Palestinian rights.
The brains behind the assassination: Yitzhak Shamir - future Prime Minister of Israel (1983-1992).
Israel arrested and tried some Lehi members for the murder. They were pardoned almost immediately.
UN Resolution 194 - adopted December 1948 - affirmed the right of return for Palestinian refugees. It has never been implemented.
Delmastro?
Il padre di Giorgia Meloni è stato condannato in Spagna nel 1995 per narcotraffico. Millecinquecento chili di hashish su un veliero fermato a Minorca. Questo sta negli atti.
Che fosse un corriere al servizio di Michele Senese lo dice il collaboratore di giustizia Nunzio Perrella, a Report e a verbale. Resta una sua dichiarazione, non un fatto accertato. Lei ha risposto in aula che il padre è morto e che non lo vedeva da quando aveva undici anni. Vero, e un padre non si sceglie. La questione finirebbe lì, se il nome Senese non tornasse ogni volta.
Torna con Delmastro, che di Meloni è stato l’avvocato nei processi per diffamazione. Lo stesso Delmastro socio della srl “Le 5 Forchette” con la figlia di Mauro Caroccia, condannato in via definitiva per intestazione fittizia con l’aggravante mafiosa e ritenuto dagli inquirenti prestanome del clan Senese.
Torna col selfie del 2 febbraio 2019, hotel Marriott di Milano, prima grande iniziativa di Fratelli d’Italia al Nord in vista delle europee. Meloni da un lato, dall’altro Gioacchino Amico, indicato dagli inquirenti come referente del clan Senese in Lombardia, oggi collaboratore di giustizia nell’ambito del procedimento Hydra. Lei ha parlato di squallidi attacchi e di palate di fango. Una foto non prova niente, d’accordo.
Sul selfie va detto il resto. Un ex parlamentare ha riferito a Report che Amico entrava a Montecitorio senza controlli, come se avesse un tesserino o un accredito speciale. Amico stesso, agli investigatori, ha dichiarato di disporre di un badge per entrare e uscire dal Parlamento quando gli pareva. Sempre secondo quel racconto, nel 2018 avrebbe accompagnato l’ex deputato negli uffici di Fratelli d’Italia alla Camera.
La Camera ha smentito, e ha smentito una cosa sola: che sia mai stato rilasciato un tesserino permanente intestato a lui. Il tesserino permanente lo danno ai giornalisti e allo staff. Chi entra come ospite di un deputato non ne ha bisogno, e uno storico pubblico degli ingressi non esiste. Chi lo abbia invitato resta senza risposta. Lollobrigida, capogruppo all’epoca, fa sapere di non aver mai controllato gli ospiti dei colleghi.
Il 6 giugno 2020, secondo un’intercettazione riportata da Report, Amico esulta perché gli è arrivata la tessera di Fratelli d’Italia.
Arriviamo al 5 agosto. La Camera nega alla procura di Roma l’uso delle chat tra Delmastro e Caroccia, estratte dal telefono sequestrato a quest’ultimo. Duecentosei contro centotrentatré, scrutinio segreto. Ministri precettati in massa, dal titolare dell’Economia in giù. Mancava solo lei.
La sera prima la giunta per il regolamento aveva stabilito che i componenti della giunta per le autorizzazioni non hanno più accesso automatico agli atti trasmessi dalla magistratura. Decide di volta in volta l’intera giunta. Il presidente Devis Dori ha parlato di un paradosso: si vota senza aver visto le carte. Una prassi consolidata cambiata in una sera, con un voto di scarto.
Poi Nordio spiega che nel telefonino c’è tutta la vita di una persona. Le foto, i video, le chat intime, le cartelle cliniche, i conti correnti. Vero. Peccato che quel telefono non sia di Delmastro.
Le chat stanno nel dispositivo di Mauro Caroccia, sequestrato in un’indagine antimafia. La riservatezza che il ministro della Giustizia indica come questione principale è quella di un uomo condannato in via definitiva per reati aggravati dal metodo mafioso. Mi pare un modo elegante di spostare l’attenzione. Trovo difficile credere che un guardasigilli non conosca la differenza tra il telefono dell’indagato e quello del deputato.
C’è di più, e lo racconta lui stesso al Corriere. Delmastro non aveva eccepito alcuna riservatezza, le chat le aveva già consegnate ai pm. A negare l’autorizzazione al loro uso processuale è stata la Camera. Il ministro ha poi telefonato per congratularsi e lo ha tirato su con un bicchiere di buon bianco. Anche questo l’ha raccontato lui, orgoglioso.
Diranno che un partito difende i suoi. Sarebbe una spiegazione, se il conto lo avesse pagato Delmastro. Invece lo hanno pagato tutti: ministri precettati in aula, regolamento cambiato la sera prima, voto segreto. Nessun capogruppo ordina una cosa così per un deputato di provincia.
Non dico che in quelle chat ci sia il suo nome. Non lo so, non lo sa nessuno, ed è il problema.
Dico quello che si sa già. Il selfie con l’uomo dei Senese è suo. La tessera che quell’uomo festeggia intercettato è del suo partito. A Montecitorio, stando a quanto dichiarato da lui e da un ex deputato, avrebbe avuto accesso anche agli uffici di Fratelli d’Italia. L’avvocato che difendeva lei nelle querele è finito socio della figlia del prestanome del clan. Il filo non passa per Delmastro. Passa per Fratelli d’Italia, e Fratelli d’Italia è lei. Questa è una valutazione politica, non un’accusa penale.
Nessuna di queste cose è un reato. Tutte insieme sono un problema politico che si risolveva in un modo solo, aprendo. Lei ha scelto di chiudere, e di non esserci mentre si chiudeva.
Aveva promesso che non avrebbe coperto nessuno. Bastava far leggere le chat e il dubbio moriva quel pomeriggio. Hanno preferito il dubbio. Adesso il dubbio è suo.
Se llamaba Franco y era traficante d drogas en La Gomera. Estuvo preso en Mallorca 9 años. Su hija, q vive en Italia, lo visitaba cada verano hasta su muerte en 2012. Jamás tuvo q pasar un control en el aeropuerto. La hija d Franco se llama Giorgia. Y ambos se apellidan Meloni...
Però è bello, cari fasci, vedervi ogni 2 agosto in imbarazzo per l’appartenenza alla peggiore storia del paese, a quella congrega di vigliacchi massacratori di italiani, venduti ai tedeschi prima, al padronato e allo Stato borghese dopo. La verità, dite? È che siete dei servi.
L’ennesima notte di follia del Ministero di Piantedosi a Bologna : lacrimogeni lanciati contro i pompieri e dal tetto di Sala Borsa fino ai sacrari dei partigiani
Una polizia fuori controllo e violenta
Fino al 1999 il Ponte Morandi era gestito da un concessionario pubblico. Gli interventi strutturali sul viadotto ebbero una spesa media giornaliera di 3.665 euro. Arrivati i privati, fu di 71 euro. I quali facevano utili annuali tra 200 e 300 milioni. Privatizzazioni=furto
🇪🇬 ▪️ El juez miró al hombre que había disparado contra el presidente egipcio Anwar el-Sadat y le preguntó con calma:
—¿Por qué lo mataste?
— Porque era seglar, respondió el asesino.
El juez frunció el ceño.
— ¿Qué significa “seglar”?
El hombre dudó un segundo.
— No lo sé.
…….
▪️ En otro juicio, el acusado había intentado asesinar al escritor Naguib Mahfouz.
— ¿Por qué lo apuñalaste?
—preguntó el juez.
— Porque escribió una novela contra la religión.
—¿La leíste?
— No.
…….
▪️ En una tercera sala, otro hombre enfrentaba cargos por asesinar al intelectual Farag Fouda.
—¿Por qué lo mataste?
— Porque no tenía fe.
—¿Cómo lo sabes?
— Está en sus libros.
— ¿En cuál?
Silencio.
— No lo sé. No los he leído.
— ¿Por qué no los leíste?
El hombre bajó la cabeza.
— No sé leer ni escribir.
…….
▫️ En los tres casos, el patrón era el mismo.
-Se mataba por ideas que no se entendían.
-Se condenaba por palabras que no se habían leído.
-Se odiaba por conceptos que no se sabían definir.
No era convicción. Era repetición.
No era fe. Era eco.
No era certeza. Era obediencia ciega.
La violencia no nació del pensamiento. Nació de la ausencia de él.
El odio no se propaga a través del conocimiento. Se propaga donde el conocimiento no llega. Y cada vez que una sociedad renuncia a educar no crea ignorantes, crea armas humanas que no saben por qué disparan, pero están dispuestas a hacerlo. Ese es el precio invisible de la ignorancia. Y siempre lo paga alguien que no hizo nada para merecerlo.
…….
Alaa Al Aswany
Escritor egipcio
🇵🇸 BBC confirma lo que muchos ya sabíamos.
La investigación del BBC revela que más de 160 niños palestinos en Gaza fueron disparados deliberadamente en la cabeza por francotiradores israelíes.
Los reportes son claros:
“Los israelíes están cazando niños por entretenimiento.”
Niños ejecutados de un tiro en la cabeza mientras jugaban, caminaban o simplemente estaban en sus casas.
Fue una política sistemática de cazar y matar menores.Esto ya no es solo un genocidio…
Es sadismo puro contra los más inocentes.Que el mundo deje de fingir que no lo sabe.
Comunque dovremmo metterci un po' d'accordo sulla questione della custodia cautelare in carcere prima del processo, perché Dassilva in carcere c'è stato due anni e contro di lui non c'era una prova, un'arma del delitto, una traccia del dna sul luogo del delitto, niente, ➡️
Il mondo salvato dalle nonne🧵
Norvegia.
Il Fondo Sovrano Norvegese, il più grande fondo al mondo, di proprietà al 100% dello Stato, dopo le pesanti critiche sugli investimenti in società israeliane implicate in crimini di guerra, ha disinvestito da 35 società ma ha mantenuto la partecipazione in altre 29 società israeliane.
Ha mantenuto anche gli investimenti nel settore degli armamenti come Leonardo e Thyssen Krupp che forniscono armi all'esercito israeliano.
Un gruppo di nonne attiviste norvegesi "Grandmothers Against Genocide" (GRAG) ritiene che il Fondo violi il diritto internazionale e pertanto denuncia per complicità nel Genocidio i vertici del Fondo e dello Stato: il primo ministro Jonas Gahr Store, il ministro degli esteri, il ministro delle finanze Stoltenberg, l'amministratore delegato del Fondo, la governatrice della banca centrale e altri.
La denuncia viene archiviata, ma le nonne non si arrendono.
Chiedono aiuto a eminenti giuristi norvegesi in materia di diritto penale e internazionale poi riformulano le denunce.
Il Fondo Sovrano - riporta la denuncia - appartenente allo Stato, ha violato le leggi norvegesi che recepiscono le disposizioni dello Statuto di Roma contro il genocidio. Gli investimenti in società israeliane rappresentano un alto rischio di contribuire a crimini di guerra, come anche le azioni in aziende produttrici di armi.
I pubblici ministeri hanno ritenuto le denunce degne di indagini e hanno incaricato la Kripos (Servizio Investigativo Criminale) di avviare le indagini e di notificare alle persone indagate di essere sotto inchiesta.
Uno dei giuristi consulenti delle GRAG ha detto: "I vertici del governo sono probabilmente consapevoli dei crimini di diverse società possedute in parte dal Fondo.
Potrebbero essere legalmente responsabili di aver favorito e agevolato uno o più reati.
Marianne Bergvall, fondatrice delle Grandmothers Against Genocide ha dichiarato: "Continuare a investire è un segnale chiaro che inviamo a Israele: tutto ciò che fate è accettabile"
Sui politici norvegesi ha detto: "L'enorme portata degli investimenti non è solo immorale, ma è anche criminale e i responsabili dovranno rispondere davanti alla legge"
Viva le nonne!
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