@Miriam201180963@GiorgiaMeloni Miriam, l' espressione è virgolettata perché non è formalmente definita, non è definita come la denominazione di un partito.
“Oh my god… I have no words.”
Listen to the emotional moment this year’s laureate Maria Corina Machado finds out she has been awarded the Nobel Peace Prize.
Kristian Berg Harpviken, Director of the Norwegian Nobel Institute, shared the news with her directly before it was announced to the world.
#NobelPrize #NobelPeacePrize
Oltre la satira...
Un documento di giornalismo che ha realizzato con fonti, una ricostruzione chiara che altri fanno fatica ad esporre con onestà intellettuale.
Capolavoro Crozza!
È desolante vedere oggi che la forza del diritto internazionale e del diritto umanitario non sembra più obbligare, sostituita dal presunto diritto di obbligare gli altri con la forza. Questo è indegno dell’uomo, è vergognoso per l’umanità e per i responsabili delle nazioni.
La guerra non è mai inevitabile, le armi possono e devono tacere, perché non risolvono i problemi ma li aumentano; perché passerà alla storia chi seminerà pace, non chi mieterà vittime; perché gli altri non sono nemici da odiare, ma esseri umani con cui parlare.
Un uomo era seduto sul marciapiede, ricurvo, con il volto nascosto tra le mani e le spalle coperte da una coperta sporca. Era un senzatetto. Nessuno conosceva il suo nome: tutti lo chiamavano semplicemente “il vecchio Silas”. La gente gli passava accanto come se fosse parte dell’arredo urbano.
Ma quella mattina fredda, una donna elegante si fermò davanti a lui. Indossava un abito aderente che ne valorizzava la figura con grazia. I tacchi alti risuonavano decisi sull’asfalto, i lunghi capelli si muovevano al vento, e un profumo discreto sembrava portare con sé un pezzo di un altro mondo.
Silas alzò lo sguardo, diffidente.
Non ho spiccioli mormorò, cercando di allontanarla.
Lei gli sorrise. Un sorriso che non giudicava.
Non sono qui per darti spiccioli. Sono qui per offrirti un pranzo.
Silas rise, senza allegria:
Fantastico. Dopo il banchetto col Presidente, prenderò anche il dolce. Ora lasciami stare.
Ma lei non si mosse. Gli tese solo una mano.
Ti prego. Vieni con me.
Un agente della municipale, che osservava la scena da lontano, si avvicinò.
Va tutto bene, signora?
Sì, grazie —rispose lei con calma ferma. Voglio solo portare questo signore a pranzo con me.
Il vigile la riconobbe.
Ne è sicura? È Silas. Vive qui da anni. Non è cattivo, ma... non è semplice.
Lei annuì.
Proprio per questo.
Silas, a malincuore, si lasciò convincere. I tre entrarono in un ristorante elegante, con grandi vetrate e camerieri impeccabili. Il direttore si affrettò a raggiungerli.
Mi scusi, signora, ma... quell’uomo non può restare. Rovina l’atmosfera.
Lei lo fissò con gentilezza decisa.
Conosce l’azienda Allure & Co.?
Lui esitò.
Certo... è uno dei nostri clienti più importanti per gli eventi.
Bene. Io sono Helena Diniz. Amministratrice delegata.
Il volto del direttore impallidì.
Mi scusi, non lo sapevo...
Lei lo fermò con un gesto calmo.
Ora lo sa. E spero sappia anche questo: l’umanità non si misura da chi entra, ma da come viene trattato quando esce.
Si sedettero. Silas era impacciato, non sapeva dove mettere le mani. Helena lo guardò negli occhi.
Si ricorda di me?
Lui strinse gli occhi.
No... la voce mi è familiare, ma...
Lei sorrise.
Vent’anni fa, una ragazza affamata entrò in questo stesso ristorante. Era rannicchiata in un angolo, tremava dal freddo e non osava chiedere nulla. Lei era cameriere qui. E fu l’unico a notarmi.
Silas rimase immobile.
Lei mi portò un piatto nascosto dalla cucina. Lo pagò con le sue mance. E mi disse: “Oggi offro io. Ma non dimenticare: vai avanti.”
Silas abbassò lo sguardo. Gli occhi gli si riempirono di lacrime.
Eri tu?
Sì. E ora sono io qui... per dirti che il bene che facciamo, anche quando ce ne dimentichiamo, Dio lo ricorda.
Dal suo borsello estrasse una busta.
Qui dentro c’è un biglietto. Vai a questo indirizzo. Chiedi del signor Murilo. Ti sta già aspettando. C’è una stanza per te, una doccia calda e una possibilità.
Silas singhiozzava piano.
Perché? Perché fai tutto questo per me?
Helena gli strinse la mano con dolcezza.
Perché tu l’hai fatto per me. E perché... non ho mai dimenticato il sapore di quel piatto, né il rispetto con cui mi hai trattata.
Prima di uscire, guardò il vigile.
Grazie per aver permesso che accadesse.
Lui sorrise, commosso:
Signora... grazie a lei. Oggi ho visto un miracolo.❤️
Cristo è risorto! In questo annuncio è racchiuso tutto il senso della nostra esistenza, che non è fatta per la morte ma per la vita. #Pasqua https://t.co/tpH3HPWhj4
@meb Maria Elena, ma così alimentiamo le degenerazioni. È sbagliato questo copia e incolla, non fai altro che favorire la diffusione. Trasmetti good news, problemi risolti, riflessioni che non passano nel mainstream.
Buona domenica da Latina!
Che Trump istituisca un “ufficio della fede” guidato da una telepredicatrice per riportare la fede negli US fa rabbrividire. La strumentalizzazione della fede a fini politici, che la facciano i fondamentalisti islamici o quelli cristiani, è sempre blasfema #11febbraio