Il #Milan ai milanisti.
Paolo Maldini è il Milan, o, perlomeno, gran parte della sua storia. Chi non lo vuole capire è cieco e sordo #Cardinaleripensaci
È un’immagine semplice, ma rende perfettamente l’idea: nel processo penale oggi accusa e giudice appartengono alla stessa “squadra”, alla stessa organizzazione, alle stesse dinamiche di carriera.
E quando chi gioca e chi fischia le regole stanno nella stessa casa, la percezione di terzietà si indebolisce, anche quando i singoli sono corretti e indipendenti.
La separazione delle carriere serve proprio a questo:
- garantire un arbitro davvero terzo
- riequilibrare i rapporti tra accusa e difesa
- rafforzare la credibilità del processo
- restituire ai cittadini una giustizia che appare imparziale, oltre che esserlo
La vignetta fa sorridere, ma il tema è serissimo: non si tratta di dividere la magistratura, ma di restituire trasparenza, equilibrio e fiducia alla giurisdizione.
Una riforma di garanzia, non di schieramento. Una riforma per tutti.
Non so se era prevedibile già a giugno 2023, probabilmente si. Di certo si sono intravisti i presupposti già tanto, ma tanto tempo fa. Non ci si improvvisa a dirigere il MILAN, non si migliora facendo passare errori come cose giuste, il problema è che accorgersene ora è tardi
LA STORIA DI MALDINI E GLI ULTRAS ACCRESCE LA GRANDEZZA DELLA NOSTRA LEGGENDA
Mentre leggiamo che l'ex capitano e vicepresidente del Inter Javier Zanetti intratteneva rapporti con ultras in odore di mafia, ripercorriamo come il nostro Paolo si approcciava a questi elementi.🧵
La quantità di persone che qui sopra confonde l’ indagato con il colpevole dimostra lo stato di barbarie giuridico in cui siamo immersi. Privare un indagato della libertà prima di ogni processo e persino del rinvio a giudizio viene considerato giusto e normale. Poveri noi