Gentilissima @Gazzetta_it
Mentre divampa la polemica con Alciato e con Fifa per 3 biglietti dello stadio (invece di 5) per la finale, qualcuno riesce a spiegare:
1) Perche' le domande scomode non sono state fatte anche a #Butti, #Viglione e #Scenone, o magari allo stesso Marotta su temi ben piu' gravi?
2) Perche' visto l'interesse dei biglietti non e' mai stata fatta una inchiesta approfondita sui biglietti che #Ferdico (ora imputato per droga ed omicidio) negoziava on l'#Inter ed Inzaghi?
Adani per anni ci ha fracassato i coglioni col bel gioco massacrando Allegri e esaltando i giochisti e poi stasera esalta la prestazione demmerda de sta squadra imbarazzante in una finale.
Te devono magna le cavallette a te e chi te dà seguito
Volete forse dirmi che la squadra di Lautaro,
in una finale di una competizione internazionale,
dopo un cammino contro squadre ridicole,
tra sculate assurde e aiuti arbitrali indecenti,
ha perso in finale contro un allenatore spagnolo,
nel silenzio dei telecronisti faziosi?
La Corte di giustizia europea ha stabilito un principio semplice e di buon senso: se una squalifica inflitta dal giudice sportivo ti impedisce di lavorare in tutta Europa, devi poterla contestare davanti a un giudice terzo e indipendente, che abbia il potere di annullarla. 1/2⤵️
"Direttore, gli altri escono con le intercettazioni in cui io e Viglione rompiamo a bestia Rocchi e gli altri per avere arbitri graditi. Mi raccomando!"
"Non si preoccupi Presidente: Lautaro de Dios, la nuova Tesla e ho una chicca per l'homepage!"
Per Vincere Tutto
Hai Perso Tutto
Da Solo
Contro Tutti
Per avere giustizia
Hai lottato da solo
Per Tutti
Contro tutti
Chi ama questo Sport
Deve Ringraziarti
Se nel 2006 ci fosse stato Andrea Agnelli non sarebbe finita cosi
HAI VINTO
ABBIAMO VINTO
Il Mio Presidente
#Agnelli
Iniziate a tremare finalmente una vittoria per la Juventus e per Agnelli forse è la più bella di tutte. Grazie @andagn ora fai presto a tornare e fagli anche il mazzo #finoallafine
🚨 PRONUNCIA CGUE FAVOREVOLE AD AGNELLI-ARRIVABENE
La CGUE non cancella le sanzioni ad Agnelli e Arrivabene, ma afferma che una sanzione sportiva che impedisce di lavorare deve poter essere sospesa o annullata da un giudice indipendente: il solo risarcimento economico non basta.
@SandroSca@andreaabodi@FIGC@giomalago Ora Chiné e il responsabile legale Figc credo omonimo di quel Viglione interista citato lì faranno l'inferno, con la spinta dei media assetati che abbiamo da queste parti.
Fiaba della Dea Bendata (ma non troppo) e delle Due Procure
C’era una volta, nel bizzarro regno del Pallone, una dea chiamata Giustizia. Tutti dicevano fosse cieca, ma in realtà ci vedeva benissimo, soprattutto a seconda del colore della maglia che finiva sul tavolo dei suoi magistrati.
In questo regno, le stanze del potere giudiziario applicarono due pesi e due misure opposti: scatenarono una gogna nazionale per distruggere la Regina del Nord, mentre stesero un velo di totale protezione per salvare la rivale milanese.
La prima storia si consumò in una procura affacciata sul mare, che divenne il teatro perfetto per celebrare il processo alla Regina del Nord. In quel momento, l'intera nazione, mossa da un odio profondo e viscerale per la squadra più blasonata, si unì in un unico coro feroce. Da ogni angolo del reame si alzò un grido unanime che chiedeva la testa e il cadavere sportivo della sola e unica rivale da battere.
In questo scenario, la condanna fu anzitutto mediatica, studiata appositamente per dare in pasto il colpevole al Paese.
Le intercettazioni e i segreti d'indagine vennero spiattellati quotidianamente sulle prime pagine di tutti i giornali nazionali, servendo al pubblico una sentenza già scritta prima ancora del processo. A gestire i faldoni non c'era una magistratura neutrale, ma giudici togati che non nascondevano l'astio per i colori della Regina. Un sentimento palese che sarebbe rimasto immutato nel tempo, diventato palese e manifesto persino molti anni dopo, quando altri magistrati sarebbero arrivati a dichiarare pubblicamente, ridendo a favore di telecamera, il loro viscerale odio anti-Regina.
Cavalcando e alimentando questa ondata di risentimento generale, i giudici trasformarono l'inchiesta in un patibolo, la squadra fu condannata e spogliata dei suoi titoli. Uno di questi scudetti, ribattezzato “scudetto di cartone, finì nelle bacheche di una rivale milanese, che anni dopo si sarebbe riparata dietro lo scudo della prescrizione.
Passarono gli anni e la storia si ripeté con risvolti ancora più inquietanti, ma questa volta dentro la procura della nebbia del Nord, e nei confronti della squadra che aveva beneficiato del crollo della Regina. Qui, gli uffici pieni di scrivanie adornate con bandiere e cover di telefoni rigorosamente nerazzurre.
Ma per loro la musica fu totalmente diversa. Non ci fu nessuna gogna, nessuna intercettazione data in pasto ai giornali, e l'opinione pubblica nazionale rimase accuratamente anestetizzata. Nessun megafono fu acceso. I giudici, che condividevano la stessa fede calcistica della squadra finita sotto la lente d'ingrandimento, guardarono quelle carte con occhio amorevole e protettivo.
Con un colpo di spugna e un sommesso “Tutto va bene, madama la marchesa”, la pratica venne archiviata in fretta e furia nel silenzio generale. I giudici/tifosi non avrebbero mai condannato il loro stesso amore, e i media nazionali si guardarono bene dal chiedere il loro cadavere.
Tuttavia, qualcosa nel regno è cambiato. Grazie alla piazza virtuale dei social, anche il tifoso medio ha iniziato a scorgere le crepe di questo castello di carte. Le informazioni non censurate viaggiano veloci, i video delle ammissioni dei giudici anti-Regina, i bilanci contestati e i documenti dei colpi di spugna della procura del Nord rimbalzano di profilo in profilo, impossibili da insabbiare.
Oggi, una parte di quei tifosi comincia a essere finalmente consapevole dell'inganno. Nonostante il silenzio complice della stampa di regime, il popolo della rete vede l'enorme disparità di trattamento tra passato e presente. La verità è ormai sotto gli occhi di chiunque voglia guardare oltre la cronaca ufficiale, il gioco è manipolato da chi attiva i media a geometrie variabili, e la Dea Giustizia ha ormai tolto la benda per indossare stabilmente la maglia e i colori dei protetti del reame.