Caldo intenso fino a Ferragosto. L’Italia resta sotto il promontorio subtropicale continentale.
La settimana in arrivo ci accompagnerà verso il weekend di Ferragosto senza una vera svolta atmosferica. Il quadro resterà dominato da una nuova spinta del promontorio subtropicale verso il Mediterraneo e l’Europa centro-occidentale, proprio quelle aree che da maggio stanno vivendo una stagione decisamente calda, lunga e spesso ben oltre le medie del periodo. Su gran parte dell’Italia il tempo resterà stabile e soleggiato, con poche variazioni significative. Qualche disturbo potrà comparire soprattutto nelle ore pomeridiane sui rilievi alpini e appenninici, dove il caldo accumulato nei bassi strati potrà favorire locali temporali di calore. Fenomeni possibili, ma irregolari e non sufficienti a cambiare il quadro generale.
Le temperature resteranno elevate, le massime saranno spesso comprese tra 32 e 38°C, con qualche picco vicino ai 40°C non escluso nelle aree più esposte. Le minime, altro dato importante, resteranno alte, in molte zone tra 22 e 27°C, quindi con notti tropicali diffuse e raffreddamento notturno ancora difficoltoso, soprattutto lungo le coste, nelle città e nelle aree più umide.
La speranza è che qualcosa possa cambiare dal 17-18 agosto in poi ma al momento la tendenza è ancora aperta a qualsiasi scenario.
Caldo intenso sì, ma non sarà una campana anticiclonica sempre chiusa, nei prossimi giorni potranno partire anche temporali.
Nei prossimi giorni il protagonista principale resterà il caldo, legato a una nuova espansione del promontorio nord-africano ma c’è un aspetto importante da chiarire. Non saremo davanti a un anticiclone di blocco granitico, immobile e perfettamente stabile. La struttura subtropicale sarà presente, anche marcata, ma verrà continuamente modellata dalla circolazione atlantica. In altre parole, la "cupola" calda tenderà a gonfiarsi e sgonfiarsi a fasi alterne, sotto la spinta di piccoli impulsi più instabili che scorreranno ai suoi margini. Farà caldo, anche intenso, ma la stabilità atmosferica non sarà sempre pienamente efficiente.
Lo si vede bene osservando il comportamento dei geopotenziali a 500 hPa, nei prossimi giorni tenderà più volte ad avanzare verso l’Italia e poi a ritirarsi parzialmente, con un andamento quasi a fisarmonica. Fasi di maggiore espansione anticiclonica si alterneranno quindi a momenti in cui la struttura perderà un po’ di compattezza e quando una massa d’aria molto calda e carica di energia incontra anche solo una lieve attenuazione della subsidenza, basta poco per accendere l’instabilità. Non serve per forza una grande perturbazione, a volte è sufficiente un piccolo calo delle altezze di geopotenziale, una debole infiltrazione più instabile in quota o una convergenza locale per favorire lo sviluppo di temporali.
Un primo banco di prova arriverà tra il pomeriggio e la sera di oggi, soprattutto al Nord. Una modesta flessione del promontorio potrebbe permettere lo sviluppo di temporali su Alpi e Prealpi, localmente anche intensi, con possibili sconfinamenti verso le pianure, in particolare tra Piemonte e Lombardia. Come sempre in questi casi, la localizzazione precisa resta delicata, i temporali non si distribuiscono in modo uniforme e andranno seguiti con aggiornamenti ravvicinati e nowcasting. Dove arriveranno i temporali, le temperature potranno calare temporaneamente ma sarà un calo locale e legato ai fenomeni, non un vero ricambio generale della massa d’aria. Il giorno dopo, nelle zone non interessate da nuovi disturbi, il caldo tenderà facilmente a riproporsi.
Le giornate si stanno già accorciando, ma il caldo non obbedisce subito al calendario.
Molti mi stanno chiedendo quando la diminuzione delle ore di luce inizierà davvero a incidere sulle temperature, soprattutto sulle minime notturne. Dopo il solstizio d’estate le giornate iniziano già ad accorciarsi, ma tra fine luglio e inizio agosto siamo ancora nel cuore termico dell’estate mediterranea. Il sole resta alto, le giornate sono ancora lunghe, il mare ha accumulato molto calore e suolo, città, asfalto e cemento continuano a restituire energia anche dopo il tramonto.
Per questo, anche se perdiamo minuti di luce giorno dopo giorno, l’effetto sulle temperature minime resta spesso poco percepibile nella prima parte di agosto, soprattutto durante le rimonte anticicloniche, con aria calda in quota, umidità elevata e vento debole. Il cambiamento diventa più concreto in genere dalla terza decade di agosto.
A quel punto le notti sono più lunghe, il sole cala prima, l’irraggiamento notturno ha più tempo per agire e, in presenza di cielo sereno, aria più secca e vento debole, le minime possono iniziare a scendere meglio, soprattutto nelle aree interne e lontane dal mare. Questo non significa automaticamente "fine del caldo", significa che l’atmosfera comincia lentamente a perdere uno dei suoi alleati estivi più forti, la durata della luce. Le ondate di caldo possono ancora arrivare, ma iniziano a fare più fatica a mantenere notti molto pesanti per molti giorni consecutivi, almeno dove il ricambio d’aria riesce a entrare.
La luce diminuisce subito ma gli effetti veri sulle minime arrivano più avanti e spesso è dalla terza decade di agosto che le notti iniziano davvero a respirare meglio.
Il caldo torna a guadagnare terreno, questa volta in modo più esteso e graduale.
La breve parentesi più vivibile degli ultimi giorni, favorita dall’ingresso di aria relativamente più fresca di origine atlantica, ha riportato molte zone verso valori più vicini alla norma del periodo con qualche residuo d’instabilità che potrà attardarsi ancora oggi e domani soprattutto sulla Sicilia e sulle zone interne. Da domani, però, la circolazione inizierà di nuovo a cambiare.
Il promontorio nord-africano tenderà a espandersi in quota e i flussi torneranno progressivamente a disporsi da sud-ovest. Aria subtropicale continentale sempre più calda risalirà dalla Penisola Iberica verso Francia, Italia e Balcani, aprendo una nuova fase di caldo intenso. Entro il fine settimana l’isoterma +20°C a 850 hPa, cioè intorno ai 1500 metri, potrebbe spingersi molto a est, fino ai Balcani. Sull’Italia i valori in quota saranno spesso compresi tra +21°C e +24°C: significa una massa d’aria più calda del normale di circa 4-6°C a quella quota. Rispetto alle ondate precedenti, questa fase sembra destinata a coinvolgere in modo più graduale ma più ampio gran parte del Paese. Il caldo più esteso, per diffusione e intensità, potrebbe arrivare soprattutto nel fine settimana. Gli indici previsionali segnalano già condizioni di caldo marcatamente anomalo, inizialmente soprattutto sulle regioni settentrionali e lungo il versante tirrenico.
Tra il 3 e il 6 agosto il segnale caldo sembra mantenersi abbastanza esteso, ma qui serve ancora prudenza, la tendenza c’è, cosi come tra il 7 ed il 10 agosto non è da escludere l'arrivo di una saccatura atlantica almeno al Centro-Nord ma anche qui si tratta di un ipotesi da confermare. Limitandoci al periodo più vicino, da domani dunque inizierà un aumento graduale delle temperature, prima nelle massime e poi anche nelle minime. Tra venerdì e il fine settimana diventeranno probabili valori massimi diffusamente compresi tra 34 e 39°C su molte regioni del Centro-Nord, sulla Sardegna e sulle aree del Sud più esposte al riscaldamento, in particolare tra Campania, Puglia e Basilicata.
Come spiegato anche in uno dei post recenti, Calabria e Sicilia, almeno nella prima fase, dovrebbero restare un po’ più ai margini, anche se nelle zone interne siciliane qualche valore elevato sarà comunque possibile. Non serve trasformare questa fase in panico, ma nemmeno sottovalutarla, il caldo sarà esteso e in alcune zone anche marcato. Come sempre, la differenza la faranno i dettagli come intensità reale della massa d’aria, durata, notti tropicali, umidità e zone più esposte. Li seguiremo passo dopo passo, giorno dopo giorno.
Riccardo e Marta, che show! 💪
La vela italiana brilla nell'anteprima olimpica in California 🇮🇹
La Long Beach Olympic Classes Regatta si chiude con Pianosi 2° nel Kite e Maggetti 3ª nell'iQFOiL⛵️
Un segnale incoraggiante nella #RoadtoLA28!
#ItaliaTeam@federvela
Nel blu dipinto di blu. Si intravede la via d’uscita dall’ondata di caldo, ma servirà ancora qualche giorno.
Il promontorio nord-africano raggiungerà la sua fase più intensa tra oggi e sabato, mentre il trasporto di aria molto calda verso l’Italia dovrebbe toccare la massima estensione nella giornata di venerdì 17. Poi, da domenica, inizierà un lento cambio di passo, a partire dalle regioni settentrionali.
Non sarà un interruttore, non passeremo dal caldo intenso al fresco in poche ore. Più probabilmente serviranno 3-4 giorni, partendo da domenica, perché la massa d’aria subsahariana venga progressivamente sostituita da correnti più fresche in estensione verso la penisola entro la metà della prossima settimana. Gli scenari medi a 850 hPa mostrano ormai un segnale abbastanza chiaro, da una fase con temperature nettamente superiori alla norma si potrebbe passare a valori nella norma e localmente anche inferiori alla media del periodo. Il calo in quota potrebbe essere importante, nell’ordine di 8-10°C, ma andrà confermato nei prossimi aggiornamenti.
Il punto da seguire sarà anche un altro, l’arrivo di aria più fresca su un territorio ancora molto caldo e umido potrebbe favorire nuovi fenomeni intensi, soprattutto dove il contrasto termico sarà più marcato.
La tendenza c’è e comincia ad avere una discreta attendibilità. Ora va confermata, misurata e accompagnata passo dopo passo ma il segnale è chiaro, nel corso della prossima settimana usciremo progressivamente dalla morsa del caldo più intenso.
𝐁𝐔𝐎𝐍 𝐂𝐎𝐌𝐏𝐋𝐄𝐀𝐍𝐍𝐎, 𝐓𝐈𝐆𝐑𝐄 🐯🇮🇹
Oggi compie gli anni una delle atlete più vincenti e più iconiche della storia dello sport italiano. Tanti auguri di buon compleanno, @fedebrigne! 🎂💙
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Tomorrow has the potential for a higher-end severe weather outbreak featuring destructive hail and wind gusts in a belt from Massif Central to S Germany, Switzerland, N Italy, Slovenia, and N Croatia. Stay weather aware!
Il ritorno sulla neve sarà fondamentale per programmare poi eventualmente Ushuaia e la stagione 2026-2027. Fra poco sapremo. Intanto, auguri!
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Una possibile tregua dal caldo si intravede all’orizzonte.
Da 2-3 giorni, quando mi chiedete "il caldo quando mollerà un po’?", la risposta più onesta è questa: intorno all’inizio della terza decade di luglio, quindi indicativamente tra il 19 e il 21. Siamo ancora a circa una settimana di distanza, quindi non possiamo parlare di previsione certa. L’attendibilità, oggi, resta intorno al 50% abbastanza per seguire il segnale, non abbastanza per venderlo come garanzia, però una cosa va detta, i segnali di un possibile break dal caldo ci sono e sono concreti. Servono ancora 48-60 ore per capire se questo scenario verrà confermato dai modelli e diventerà più solido.
E per chi odia il caldo e aspetta l’autunno come un bambino aspetta un regalo di Natale, aggiungo una piccola consolazione astronomica. Tra meno di 40 giorni, dalla terza decade di agosto, il calo delle ore di luce inizierà progressivamente a farsi sentire, soprattutto sulle temperature minime. Il caldo non è infinito e tra 35-40 giorni comincerà inevitabilmente a perdere terreno, minuto dopo minuto.
Comincia l’ondata di caldo annunciata.
Da domani seguiremo l’evoluzione giorno per giorno, con la sola bussola della professionalità scientifica, senza titoli altisonanti, senza toni apocalittici e senza trasformare ogni aggiornamento in clickbait.
Nelle prossime ore aria molto calda di origine subtropicale continentale raggiungerà la Sardegna, con valori a 850 hPa davvero elevati, compresi tra +25 e +27°C. Ricordo che 850 hPa corrispondono indicativamente a circa 1500 metri di quota. Anche il versante tirrenico inizierà a essere interessato da correnti più calde, con isoterme sempre a 850 hPa comprese tra +21 e +24°C. Caldo meno intenso, invece, sulle aree orientali della Penisola.
Domani le temperature massime potranno raggiungere i 38°C nelle zone interne della Sardegna. Sulla Pianura Padana occidentale e al Nord-Est avremo valori in genere tra 32 e 34°C, fino a 36°C sull’Emilia-Romagna. Massime tra 34 e 37°C sulle regioni tirreniche e nelle zone interne della Sicilia, mentre lungo i versanti adriatici i valori resteranno più contenuti, generalmente tra 30 e 34°C. Ventilazione moderata al Nord-Est e al Centro-Sud, soprattutto sui versanti adriatici. Possibile instabilità pomeridiana sulle Alpi orientali.
Il caldo va preso sul serio e proprio per questo non va trasformato in spettacolo. I dati informano, il terrore vende ed io scelgo i dati.
Este martes es un excelente día para contemplar en los cielos diferentes tipos de #nubesdeevolución.
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Iniziamo questa seconda settimana di luglio andando a vedere cosa ci attende sul fronte temperature in questi 7-10 giorni.
Sul Nord temperature superiori alla norma con picco di caldo tra martedì e mercoledì. Sarà un caldo contraddistinto da valori di temperatura più bassi rispetto a quanto visto a giugno e soprattutto con notti con minime più basse, soprattutto fuori dalle città.
In questo periodo inizierà a farsi sentire, invece, il caldo lungo le coste: il gran caldo di giugno ha favorito un rapido riscaldamento dei nostri mari che adesso favoriranno un mantenimento di valori elevati anche nelle ore notturne con brezze limitate.
Verso il weekend aumenterà il rischio di temporali un po’ ovunque con le temperature che si avvicineranno di nuovo alla media mantenendosi comunque superiori ad essa. Massime generalmente comprese tra 31 e 35 °C con locali picchi superiori. Anche questa volta più caldo ad ovest, meno ad est.
Sul Centro e Sud caldo più costante rispetto al Nord, con valori superiori alla norma ma lontani dall’eccezionalità per il periodo. Anche qui più caldo ad ovest e meno ad est, con le temperature prossime alla media andando verso l’estremo sud-est del paese. Temporali nelle aree interne appenniniche, anche meridionali a inizio settimana, solo settentrionali verso la fine.
Da segnalare un possibile caldo molto più intenso a partire da sabato-domenica verso la prossima settimana tra le Isole Maggiori e il Sud, con il Nord ai margini questa volta; tendenza da confermare.
Temperature che quindi risulteranno diffusamente sopra alla media anche in questa seconda settimana di luglio, con anomalie ben più contenute di quanto visto a giugno.
Il caldo può tornare, ma non sempre con la stessa cattiveria.
Nei prossimi giorni l’evoluzione sembra abbastanza progressiva, prima una fase estiva più normale, con caldo presente ma senza gli eccessi dell’ultima ondata poi, verso la seconda parte della prossima settimana, una possibile nuova risalita termica nei bassi strati. L’aria calda potrebbe tornare ad aumentare, ma questo non significa automaticamente nuova cupola rovente e caldo estremo.
Una mappa a 850 hPa ci dice quanto è calda la massa d’aria intorno ai 1400-1600 metri. È un dato importante, certo, una +20°C in luglio non è poca cosa e può portare caldo anche marcato al suolo però va letta insieme al resto della colonna atmosferica. Se in quota i geopotenziali non sono particolarmente alti, vuol dire che non siamo necessariamente davanti a una struttura anticiclonica fortissima, compatta e blindata. Può esserci aria calda nei bassi strati, ma senza quella cupola robusta in quota che schiaccia l’atmosfera, blocca tutto e rende il caldo più persistente e pesante. È la differenza tra una fase calda estiva, anche vivace, e una vera ondata estrema.
Nei prossimi giorni quindi attenzione alle semplificazioni, non basta vedere una +20°C a 850 hPa per gridare subito all’inferno. Bisogna guardare geopotenziali, ventilazione, umidità, pressione al suolo, nubi, rimescolamento e posizione dell’asse anticiclonico tenendo conto però anche della persistenza che alla lunga può diventare oggettivamente un problema.
Il caldo può aumentare ma non tutte le risalite calde hanno la stessa forza, la stessa durata e lo stesso impatto.
“Sono condizioni eccezionali”. Così il direttore di #Copernicus al Tg1. Siamo davanti a un’ondata di calore forte e lunga. In Europa si rischia di superare la barriera dei cinquanta gradi da qui ai prossimi anni.
#Tg1 Elena Biggioggero