Dato interessante, certo ma ricordo sommessamente che la temperatura meteorologica non si misura sull’asfalto, sulla pietra, su un tetto assolato o dentro un forno di una rosticceria.
Si misura all’aria, a circa 2 metri, all’ombra e con criteri standard. La temperatura al suolo è utile per studiare l'isola di calore urbana ma a cosa serve rimarcarla ogni volta se poi le amministrazioni locali tolgono il verde per favorire il cemento?
Non tutti sanno distinguere le temperature normali dalle temperature del suolo e certi titoli sono fuorvianti. Se non si fa corretta distinzione allora più che meteo stiamo facendo il bollettino per i rettili.
Dopo il freddo fuori stagione, arriva il primo respiro d’estate.
Nei prossimi giorni l’Italia passerà gradualmente da un clima quasi tardo-autunnale a una fase più mite, con il primo tentativo di risalita dell’anticiclone subtropicale verso il Mediterraneo. Attenzione però, "anticiclone subtropicale" non significa sempre e solo anticiclone subsahariano, quello piu' intenso. Può trattarsi anche di subtropicale marittimo, conosciuto anche come "Anticiclone delle Azzorre. E' una distinzione importante che ci accompagnerà nei mesi estivi. In questo caso il segnale nasce anche da una moderata risalita verso nord della zona di convergenza intertropicale sull’Africa occidentale, verso il Sahel.
La zona di convergenza intertropicale è una fascia mobile in cui convergono gli alisei dei due emisferi, favorendo nubi, temporali e moti ascendenti. Quando risale verso nord, può accompagnare una maggiore espansione delle alte pressioni subtropicali verso il Mediterraneo. La zona più coinvolta da questa prima risalita calda sarà soprattutto la Penisola Iberica, insieme alle Baleari. Sull’Italia la pressione aumenterà in modo più graduale e le temperature torneranno prima nella media del periodo, con massime tra 22 e 25°C.
Fino a metà della prossima settimana resterà ancora instabilità pomeridiana nelle zone interne, per l’azione residua dell’aria fredda in quota. Poi, tra il 20 e il 22 maggio, l’anticiclone dovrebbe farsi più presente soprattutto su Sardegna, Sicilia, Nord Italia, in particolare Nord-Ovest, e zone tirreniche. Massime fino a 27-28°C, con possibili punte di 29-30°C sulle due Isole maggiori.
Nulla di particolarmente estremo, l'umidità diurna resterà contenuta, i valori a 850 hPa saranno intorno a +12/+14°C, circa un paio di gradi sopra media, e le minime resteranno ancora ben sotto i 20°C. D'altronde ormai la primavera si avvia verso la fine. A differenza di quella astronomica che inizia il 21 giugno, il 1° giugno inizierà l’estate meteorologica. E dopo giorni quasi da novembre, sembra volersi congedare con i primi respiri della stagione in arrivo, l'estate.
Che organizzazione imbarazzante comunque
Sai che Sinner deve finire la partita il prima possibile perchè domani c'è la finale
QUINDI CHE CAZZO METTETE LA SEMIFINALE DI DOPPIO NEL CAMPO CENTRALE???????
Hanno messo il doppio nel campo centrale, ed è pure mezzo vuoto #Sinner
Ci stanno abituando a vivere con il fiato corto.
Un giorno l’hantavirus. Un giorno la guerra.
Un giorno il collasso climatico imminente. Un giorno l’ennesima emergenza raccontata come se il mondo dovesse finire entro sera. Informare è necessario. Terrorizzare è un’altra cosa.
La realtà è complessa, certo. Ci sono rischi, crisi, conflitti, problemi sanitari, climatici, economici. Nessuna persona seria li nega. Ma tra conoscere un problema e vivere prigionieri dell’allarme permanente c’è una differenza enorme. La calma non è superficialità,
è disciplina mentale. Si possono prendere sul serio virus, guerre, clima ed emergenze senza trasformare ogni notizia in una condanna psicologica collettiva.
Per questo oggi voglio dire una cosa semplice: respirate.
Non serve spegnere il cervello. Serve non consegnarlo alla paura. Guardate anche ciò che funziona. La primavera che fa la primavera. La pioggia che nutre i suoli. L’aria che cambia. La natura che, nonostante tutto, continua a seguire i suoi ritmi. La scienza, quando è comunicata bene, non serve ad aumentare l’ansia. Serve a dare misura.
Un popolo informato ragiona. Un popolo terrorizzato reagisce soltanto. E noi abbiamo bisogno di lucidità, non di panico.
L’Italia perde un grande campione e un uomo straordinario, capace di trasformare ogni prova della vita in una lezione di coraggio, forza e dignità. Alex Zanardi ha saputo rimettersi in gioco ogni volta, affrontando anche le sfide più dure con determinazione, lucidità e una forza d’animo fuori dal comune. Con i suoi risultati sportivi, con il suo esempio e con la sua umanità, ha dato a tutti noi molto più di una vittoria: ha dato speranza, orgoglio e la forza di non arrendersi mai.
A nome mio e del Governo rivolgo un pensiero commosso e la più sincera vicinanza alla sua famiglia e a tutti coloro che gli hanno voluto bene.
Grazie di tutto, Alex.
Il weekend riporta il tepore. Ma prima ci sarà ancora una notte fredda, soprattutto al Centro-Sud.
Tra domani, sabato 2 maggio, e domenica 3 maggio le temperature torneranno progressivamente ad aumentare, con valori massimi generalmente compresi tra 19 e 25 °C, a seconda delle zone. I valori più alti sono attesi al Nord-Est, soprattutto nell’area del Delta del Po, tra Veneto ed Emilia-Romagna, sulla Sardegna occidentale e settentrionale, e poi su Toscana, Lazio e Campania centro-settentrionale.
Sarà quindi un fine settimana più mite, gradevole e decisamente più primaverile rispetto alle ultime ore. Ma attenzione: da lunedì arriverà un nuovo colpo di scena nel dinamismo primaverile. Più tardi pubblicherò un focus dedicato su quello che potrà accadere nel corso della prossima settimana.
La primavera fa esattamente questo: raffredda le notti, scalda i pomeriggi, cambia volto in pochi giorni e non procede mai in linea retta.
L’Europa può anche spegnere l’ultima ciminiera. Ma il clima europeo non si governa con uno slogan.
Com’è possibile che l’Europa sia il continente che si riscalda più rapidamente, mentre le sue emissioni di CO₂ sono diminuite del 50% dagli anni ’80 e quelle di Cina e India invece sono aumentate fortemente e sono in costante aumento?
Questa domanda non serve a negare il ruolo della CO₂.
Serve a ricordare una cosa più seria: anche portare l’Europa a zero emissioni con politiche green molto aggressive non basterebbe, da solo, a “risolvere” il problema climatico europeo. Perché il clima non riconosce i confini politici. Non si ferma alla dogana. Non guarda decreti, target o conferenze stampa.
Sul riscaldamento europeo pesano anche amplificazione artica, alterazioni della corrente a getto, ciclicità storica, possibile rallentamento dell’AMOC (ben visibile dall'azzurro chiaro presente in pieno Atlantico), consumo di suolo, perdita di spazi verdi, urbanizzazione aggressiva e isole di calore urbane.
Se riduciamo tutto alla sola CO₂ europea, stiamo raccontando mezza verità. E le mezze verità, nella scienza, sono spesso il modo più elegante per sbagliare.
Non sarà maltempo per tutti. Ma dove colpirà, potrà farlo anche con temporali improvvisi.
Oggi e domani l’Italia vivrà una fase di instabilità pomeridiana nelle zone interne della Penisola, da Nord a Sud, con le due isole maggiori più ai margini. Dalla prossima notte, però, cambia qualcosa al Nord. Infiltrazioni di aria più fredda in quota attiveranno rovesci e locali temporali sulle zone alpine e prealpine, anche fuori dal classico orario pomeridiano.
Le aree più esposte saranno soprattutto Lombardia, Trentino-Alto Adige e Veneto settentrionale, con fenomeni in possibile estensione da domani anche al Piemonte. Attenzione: parliamo soprattutto di zone alpine e prealpine. Ma qualche rovescio o temporale potrebbe spingersi anche verso città come Milano, Bergamo, Brescia, Verona e Vicenza.
Più coinvolte province come Trento, Belluno, Monza e Brianza, Sondrio, Como e Lecco. Domani fenomeni possibili anche sulle aree alpine e prealpine di Torino, Cuneo, Vercelli e Verbano-Cussio-Ossola.
Sul Primo Maggio tornerò nel tardo pomeriggio con un aggiornamento dedicato. Primavera significa anche questo: sole al mattino, cielo che cambia all’improvviso e temporali dove l’atmosfera trova il suo innesco.
Il 25 aprile sembrerà quasi giugno. Ma non fatevi ingannare: è ancora primavera.
Nel weekend l’anticiclone porterà sole diffuso e temperature localmente vicine ai 25-26 °C, soprattutto al Centro-Nord e nelle aree interne.
È il classico momento in cui molti pensano: “ormai è estate”. No. La primavera mediterranea funziona così. Accelera, illude, poi cambia passo di nuovo. Godiamoci il bel tempo, ma senza confondere pochi giorni miti con una stagione già chiusa.
Godiamoci il sole, ma senza proclamare l’estate in anticipo. È proprio questa alternanza a rendere la primavera una stagione bellissima, ma meteorologicamente instabile.
Desidero complimentarmi con @mattiafeltri perché -da giornalista illuminato- ha colto nel segno sui veri “assassini invisibili”, che sono oggi virus e batteri. Avere più di 10000 morti all’anno per infezioni prevenibili da vaccino, non è degno di un paese civile ed evoluto. Oltretutto sarebbe davvero semplice ridurre questi “assassinii”. Basterebbe essere dalla parte dei #vaccini. Anche politicamente
All’alba di domani in molte zone d’Italia sembrerà di essere tornati indietro di qualche settimana.
Questi sono i valori minimi previsti per giovedì 23 aprile. Nelle zone montane alpine e appenniniche si potrà scendere sotto zero.
Sulle zone collinari delle regioni adriatiche e nelle valli interne del Centro Italia le minime si porteranno in genere tra 3 e 6 °C. Città come Arezzo, Firenze, Perugia, Rieti, Terni, Urbino, Macerata e Ascoli Piceno potranno registrare valori intorno ai 4-5 °C. Farà ancora più freddo a L’Aquila, Campobasso e Potenza, dove le minime sono previste di poco sopra lo 0 °C.
Sulla Pianura Padana e sulle regioni tirreniche i valori minimi si manterranno in genere tra 7 e 10 °C. Più alte invece le temperature minime sulle due Isole Maggiori, sulla Calabria meridionale e sul Salento, dove si resterà generalmente sopra i 10 °C, con valori per lo più compresi tra 11 e 13 °C. E non è finita qui.
La notte successiva, quella tra giovedì 23 e venerdì 24 aprile, le minime scenderanno ulteriormente al Sud Italia e sulle due Isole Maggiori: ne parlerò in un prossimo post.
Visto che è uscito un articolo sul Corriere della Sera e in tanti me lo stanno chiedendo, torno su El Niño.
Attenzione a una cosa: non basta leggere “Super El Niño” per sapere che estate avremo in Italia.
Al momento lo scenario più corretto è questo: nei prossimi mesi potrebbe svilupparsi una fase di El Niño, ma parlare già di evento estremo e di conseguenze dirette sul Mediterraneo è un salto troppo lungo. Il clima non funziona con un interruttore acceso/spento.
El Niño nasce nel Pacifico tropicale. L’estate italiana, invece, dipende da un intreccio molto più complesso: Atlantico, anticicloni, correnti in quota, Mediterraneo, umidità del suolo e configurazioni bariche sull’Europa.
Tradotto: El Niño conta. Ma non comanda da solo. La climatologia è una scienza. Non un titolo a effetto.