Il calo termico c’è, ma non avanza allo stesso modo su tutta l’Italia.
Questa sera il cambiamento si vede bene soprattutto dove sono arrivate precipitazioni e temporali, Trieste 21°C, Treviso 22°C, Venezia e Bologna 23°C, Verona 24°C. È il meccanismo che avevo spiegato nei giorni scorsi, dove i fenomeni riescono a svilupparsi, l’aria più fresca presente in quota viene trasferita più facilmente verso il suolo, rendendo il calo termico più netto. L’anticiclone subtropicale continentale, però, resta una struttura molto robusta. Lo dimostrano i 28°C ancora presenti tra Torino, Genova e Milano, ma anche la differenza evidente tra versante adriatico e versante tirrenico. Questa sera abbiamo valori intorno ai 24-25°C tra Rimini, Ancona e Pescara, mentre Firenze e Roma sono ancora vicine ai 30°C quasi alle dieci di sera.
Nel corso della giornata di domani, come potete vedere dall'immagine, l’aria meno calda farà ulteriori progressi, soprattutto lungo il versante adriatico, sulle zone interne del Centro-Sud e fino alla Piana di Metaponto. Su circa il 70% dell’Italia i valori a 850 hPa torneranno sotto i +20°C. La massa d’aria più calda resisterà soprattutto tra Sardegna, Sicilia e parte dell’estremo Sud. Caldo ancora intenso sulla Sardegna settentrionale e sulla Calabria, molto intenso su Sardegna meridionale e Sicilia. Il miglioramento termico si avvertirà soprattutto attraverso la diminuzione del punto di rugiada e dell’afa, quindi anche con notti progressivamente più respirabili.
Non parliamo di aria autunnale. Parliamo di un ritorno verso condizioni più normali per il periodo, valori in media sulle zone occidentali, anche 2-3°C sotto media su quelle orientali. Domani attesi rovesci sparsi e localizzati tra Marche, Abruzzo, Molise, Puglia settentrionale, Basilicata settentrionale e zone interne della Campania. Venti tesi o forti su gran parte del Centro-Sud, con raffiche più intense su Puglia e Stretto di Messina.
Il condizionatore non è un fallimento. Il fallimento è colpevolizzare i cittadini e cementificare le città.
Per anni in Europa si è discusso moltissimo di divieti, slogan, scelte "verdi" spesso vendute come soluzioni definitive, ma molto meno di una cosa concreta, come rendere vivibili le città in un clima che sta cambiando. L'adattamento climatico gioca un ruolo fondamentale nella situazione che stiamo vivendo.
Il punto non è dire sì o no al condizionatore. Per un anziano fragile, una persona malata, un bambino piccolo o una casa che di notte non scende mai sotto i 28-30°C, raffrescare un ambiente non è un capriccio, è salute. Colpevolizzare il condizionatore e poi urlare che ci sono centinaia di morti per il caldo è un'ipocrisia insopportabile. L'adattamento climatico è anche dotare di aria climatizzata soprattutto le persone piu' fragili ma non solo, servono anche più verde urbano, meno asfalto, una progettazione urbanistica completamente diversa nelle grandi città.
Questa è la parte che manca spesso nel dibattito europeo, meno moralismo sul cittadino che accende il climatizzatore e più coraggio nel ripensare quartieri, scuole, ospedali, piazze e periferie. E soprattutto servirebbe meno ipocrisia perché spesso arrivano messaggi completamente contrastanti, si incentiva l’auto elettrica, ma poi molte città non hanno infrastrutture adeguate per gestirla davvero, addirittura a Roma si è deciso di far pagare le auto elettriche entrano in ZTL. Si disegnano piste ciclabili che in alcuni casi restano scollegate, poco sicure o poco utilizzate, si chiedono raccolte differenziate sempre più scrupolose, con TARI spesso pesanti per famiglie e imprese, mentre poi si continua a consumare suolo, tagliare alberi, impermeabilizzare piazzali e trasformare spazi urbani in superfici di cemento rovente.
E allora il problema non è essere "green", il problema è fare un green di facciata, dove il cittadino viene educato, tassato e colpevolizzato, mentre le grandi scelte urbanistiche continuano spesso ad andare nella direzione opposta. Se davvero vuoi adattare le città al clima che cambia, non puoi parlare solo di emissioni, divieti e comportamenti individuali ma devi anche chiederti quanta ombra hai tolto, quanto suolo hai sigillato, quanti alberi hai abbattuto, quanti quartieri hai lasciato senza verde.
Il caldo non colpisce tutti allo stesso modo, chi vive in una casa fresca, in un quartiere alberato e può permettersi bollette alte vivrà un’estate mentre chi abita in un appartamento vecchio, in mezzo al cemento, senza ombra e senza possibilità di raffrescare, ne vivrà un’altra e questa non è più solo una questione climatica.
Sta diventando una disuguaglianza sociale inaccettabile, dentro un’enorme ipocrisia collettiva.
Buonasera a tutti. In queste e nelle prossime ore subirete un bombardamento mediatico di notizie con toni apocalittici sul tempo atmosferico della prossima settimana. Ho già letto qualcosa del tipo "Caldo rovente fino a 40 °C", "Estate No Stop per tutto il mese di settembre". Vorrei spiegarvi come stanno realmente le cose e ricordare a tutti perchè il caldo di settembre è diverso da quello che viviamo tra la terza decade di giugno e la seconda decade di agosto. Tra l'8 e l'11 settembre, al Centro-Sud, ci sarà effettivamente una rimonta anticiclonica subtropicale ed i valori termici potranno salire di circa 4-5 °C sopra la media del periodo. Tra i due modelli matematici previsionali c'è ancora incertezza sulle termiche previste per la prima metà della prossima settimana perciò sarebbe prudente attendere ancora 24 ore ma è comunque ormai probabile che, a partire da sabato, vivremo 4-5 giorni dal clima semi-estivo utili anche per fare gli ultimi giorni di mare. Ovviamente i siti che vivono di clickbait vi faranno credere che sta per arrivare l'inferno dantesco ma ormai ci avviciniamo quasi alla seconda decade di settembre ed è bene ricordare alcuni concetti scientifici fondamentali. Il fenomeno dell'Inerzia termica estiva è ormai pressochè terminato, l'intensità della radiazione solare è in diminuzione cosi come le ore di luce giornaliere. Tutto questo contribuisce ad un disagio fisiologico generale minore rispetto a quello che una persona può vivere nelle settimane piu' calde dell'estate, fermo restando che la percezione del calore resta un fattore soggettivo. Se l'evoluzione verrà confermata avremo massime tra i 25°C ed i 28 °C al Nord Italia, tra i 28 ed i 32°C sulle regioni centrali e meridionali con possibili picchi fino a 33-35 °C sulle due isole maggiori e su alcune zone particolari come il Tavoliere delle Puglie. Questo breve intermezzo semi-estivo verrebbe interrotto almeno al Nord Italia e sulla Toscana tra martedì 9 settembre e mercoledì 10 settembre da un'ondulazione atlantica che porterebbe maltempo con piogge e temporali. Tra domani e sabato mattina darò ulteriori dettagli perchè, come ho già scritto prima, c'è ancora incertezza tra i due modelli matematici previsionali anche sull'intensità del caldo in arrivo. I valori massimi che vi ho scritto prima sono quelli previsti dal modello americano che vede un maggiore afflusso di aria calda, il modello europeo vede valori mediamente piu' bassi di 2-4 °C rispetto a quelli che vi ho scritto. Per questo è bene e prudente attendere. Detto questo godetevi queste giornate senza ansie, paure o terrore. Andate al mare, fatevi una bella passeggiata, uscite con i bambini, con il vostro animale domestico, andate a vedere una mostra, fate quello che vi piace fare serenamente perchè si tratterà solo di belle giornate e non dei 9 cerchi dell'inferno di Dante.
Da quest’anno fino al 2036 il ministero delle Infrastrutture di Salvini ha tagliato 1,7 miliardi di euro già stanziati per la manutenzione e la messa in sicurezza delle strade. Nel biennio 2025-26 il taglio è del 70%. I soldi andranno al Ponte sullo Stretto di Messina. (La Stampa)
Cinque studenti indisciplinati di un liceo americano vengono messi in punizione dal preside, che li costringe a passare insieme l’intera giornata in biblioteca per scrivere un tema partendo dalla più classica delle domande filosofiche: «chi sono?» https://t.co/MCxJgE5tF3