L’analisi schmittiana del rapporto tra tecnica e diritto rivela come la neutralizzazione del conflitto provochi la trasformazione della guerra in un processo di annientamento che rende un guscio vuoto il concetto di legittimità.
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La tragica condanna del politico a non sbagliare mai, pena la rovina irreversibile, evidenzia la cruciale importanza di un robusto ordinamento giuridico che depotenzi gli eccessi del politico nella sua battaglia contro le insidie della sorte
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L'esperienza come relazione soggetto-oggetto e l'uomo come "esser-ci" instabile guidato dal desiderio sono concetti che sfidano il diritto a superare il puro meccanicismo nella valutazione delle azioni umane.
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Alla prova degli ordinamenti primitivi (società arcaiche e comunità internazionale) il normativismo di Hans Kelsen manifesta segni di fragilità, specialmente se posto di fronte alla durezza del potere effettivo e della violenza originaria.
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Il primato della relazione di Morin evidenzia l'importanza del superamento dell' "intelligenza cieca" della semplificazione. La realtà è un intreccio inscindibile di elementi eterogenei, e ciò ha effetti diretti sull'interpretazione giuridica
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L'esigenza della negatio negationis, chiave mistica per superare l'ego e il possesso, illumina il confine tra ente e Assoluto, suggerendo che la divisione e la pretesa del finito sono la fonte di radicale contraddizione.
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Il pensiero di Schmitt "accende" i concetti di stato di eccezione, autolegittimazione del Sovrano e sfida al nomos tradizionale, da cui ogni analisi giuridica della storia e del presente non può in alcun modo prescindere
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La sostituzione della verità fattuale con l'opinione, creando un misto di cinismo e credulità, mina l'autorità del giurista, rendendo cruciale la tutela dei "fatti testardi" come pilastri irrinunciabili della certezza del diritto.
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La riflessione filosofica sulla relatività di ogni affermazione – affermare un concetto giuridico è negare ciò che esclude – evidenzia i limiti intrinseci della definizione normativa e della certezza giudiziaria.
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Lo stato di eccezione di Schmitt è una costruzione giuridica vaga e inefficace per gestire le emergenze, e si dovrà concludere che il ruolo cruciale del diritto è quello di tradurre i flussi del politico in un compiuto ordine normativo
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Intendere la relazione come essenza fondante dell'Essere e verità come ἀλήθεια suggerisce che ogni diritto sorge necessariamente in un campo di apertura originaria
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L'articolo mette in guardia sui rischi legali dell'Intelligenza Artificiale, contrapponendo l'attenzione di Procuste, che distorce il contesto, all'attenzione di Arjuna, essenziale per accogliere la complessità e l'errore insiti nella verità giuridica.
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La tesi di Severino sull’eternità dell’essere e il rifiuto del nichilismo offre al giurista una prospettiva profonda per ripensare la stabilità dei sistemi giuridici e la condizione del "tempo” che è al centro di ogni norma.
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La riflessione consente di osservare come in ambito giuridico la ricerca della adaequatio rei et intellectus e di principi incondizionati sia strutturalmente limitata dalla relatività del linguaggio e del giudizio
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La contesa Cartesio (uomo-macchina) vs. Kant (causa sui) delinea i temi di autonomia, decisione e responsabilità giuridica dell'Intelligenza Artificiale.
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L'attuale dialogo tra fisica e metafisica rivela come l'idea di un "ordine generato" basato su un presente assoluto richiami la necessità per il diritto di evolvere costantemente affinché non si limiti alla mera rappresentazione formale del reale.
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L'orgoglio, inteso come l'ὕβρις di pretendere un "diritto su ogni cosa" senza limiti, perverta la ricerca di verità, rendendo fondamentale per ogni ordinamento giuridico il bisogno di salvezza attraverso la consapevolezza del limite.
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Si può allora dire che il diritto positivo, pur necessario, è insufficiente a sé stesso, necessitando una costante critica che, oltrepassando il limite del finito, ricerchi il fondamento ideale della giustizia.
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Il pensiero di Anders sulla tecnologia che domina l'uomo solleva pressanti interrogativi giuridici: come difendere le garanzie e la libertà della persona di fronte a un sistema che cerca la sua "totale utilizzabilità"?
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Il pensiero di Carl Schmitt ha, da sempre, messo in discussione le consuete categorie del diritto. Nell'attuale momento di crisi, siamo dunque lieti di sponsorizzare il XXII Ritiro Filosofico, che affronterà la complessità di quel pensiero.
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