Cinque milioni di individui vivono in condizioni di povertà assoluta, ha dichiarato la persona presente nelle Filippine per la registrazione di un programma televisivo incentrato sulla simulazione della fame. Tuttavia, essa risiede in un resort e si è fatta accompagnare dal proprio compagno. È importante sottolineare che selvaggina è parte integrante di questa soap opera legale. La giornalista, si è dimostrata patetica e, al solo scopo di ottenere visualizzazioni, denigra da mesi il caso relativo a #Garlasco.
La nota poetessa #PatriziaValduga parla sul caso dello scrittore #MicheleMari che ha rischiato di essere estromesso dal Premio #Strega: “una conversazione privata non può diventare pubblica. Lo avesse detto pubblicamente, che non trova gradevole l’aspetto della #Murgia, sarebbe stato di cattivo gusto e tuttavia nulla sarebbe cambiato perché nulla ha che fare, questo giudizio di Mari, con le sue doti di scrittore. Si può dire che un uomo è brutto? Si può dire e non succede niente. Si può dire che una donna è brutta? Non si può dire, ma perché, santo cielo!”
Cosa aveva detto Mari: la Murgia “era intransigente e violenta, perché era brutta e sfogava così la sua rabbia. Con i suoi atteggiamenti aggressivi faceva pagare agli altri la sua bruttezza. Tutte le donne insoddisfatte e che non piacciono diventano rabbiose”.
E ancora la Valduga: “ho settantatré anni, e sono settantatré anni che il plurale maschile comprende anche il femminile. La Murgia teneva a tutte queste cose, ma io non mi sono mai sentita offesa né umiliata né esclusa dalle regole della grammatica. Quel che conta è come si parla, cosa si legge, cosa si dice. Non l’asterisco. Ma lei lo sa che adesso dicono ‘la’ poeta? Io mi sento morire. Queste parole mi disgustano. E soprattutto mi rattrista che a tenerci siano le donne”.
#Valduga #Mari #PremioStrega
Quindi questa Dr.ssa Albani solo perché è la più grande genetista di questo sistema solare vorrebbe capirne di più di Bruzzone, Ingrosso Vagli e Lucarelli, Viero?
Ma lei l’ha mai fatto il giudice a Ballando con le stelle?
#Garlasco
Far entrare il proprio fidanzato in Rai come concorrente dove fai La giudice, come cuoco al day time della Clerici (ma non faceva il chitarrista?). La sottile differenza è che te lo mantenevamo noi(per foruna non più). Dai Selvy illuminaci sui conflitti d'interessi! #garlasco
Il problema non è che Selvaggia Lucarelli è profondamente cattiva, ma profondamente stupida. Alberto Stasi era nullatenente e poteva NON dare un euro ai Poggi, invece li ha risarciti. Però secondo lei doveva accettare l'eredità del padre e lasciare sua madre in mezzo di strada.
Lo sapete che da più di un secolo la Fornace Orsoni di Venezia realizza le tessere musive che rivestono la Sagrada Família di Barcellona?
Lo chiedo perché ogni tanto noi italiani abbiamo il vizio di dimenticarci le cose straordinarie che facciamo. Mentre milioni di persone alzano gli occhi verso il capolavoro di Gaudí, una parte di quella luce e di quei colori arriva da una fornace di Venezia che continua a lavorare come un tempo, tessera dopo tessera.
Per il suo tweet contro Stasi, Lucarelli si è beccata una nota dalla collettività (funzione che valuta la veridicità delle informazioni trasmesse dagli account). Bene, sopratutto per l’ultima frase.
Per il resto ognuno si descrive da sè.
#garlasco
L'algoritmo funziona un po' come mia mamma.
Una volta mia sorella le disse "buona questa nespola" e abbiamo passato gli anni 80 e 90 a mangiare nespole.
cuore pienissimo di amore!! michael potranno passare altri 50 anni rimarrai per sempre tanto amato e la tua musica accompagnerà tante altre generazioni 🫶🏻
Immagina che domani mattina il tuo datore di lavoro smetta di fare il sostituto d’imposta. Nessuno ti ha avvisato. Sul conto corrente arriva una cifra che non hai mai visto: 2.500 euro. Il tuo stipendio lordo. Intero.
Tutto tuo.
Per un momento ti senti ricco.
Poi cominciano ad arrivare le lettere.
La prima è dell’INPS. Contributi previdenziali a tuo carico: 230 euro. Ogni mese. Li conoscevi — una riga in busta paga, tra le altre. Ma adesso c’è un bollettino da compilare, un importo da digitare, un tasto “conferma pagamento” da premere guardando il saldo che scende. Il numero ha un peso diverso quando esce dal tuo conto.
La seconda lettera è ancora dell’INPS. Ma questa non l’avevi mai vista. Mai. In tutta la tua vita lavorativa.
Contributi a carico del datore di lavoro: 750 euro al mese.
Settecentocinquanta euro. Ogni mese. Da sempre.
Il tuo datore li versava per te — non per generosità, per obbligo di legge. Fanno parte del costo del tuo lavoro. Se non esistessero, sarebbero nel tuo stipendio. Ma nessuno te li ha mai mostrati. Non compaiono nella tua busta paga. Non esistono nel tuo mondo. Fino a oggi.
Poi arrivano le altre:
— IRPEF, Agenzia delle Entrate: 280 euro
— Addizionale regionale: 34 euro
— Addizionale comunale: 18 euro
— INAIL, assicurazione infortuni: 25 euro
— TFR: 173 euro al mese — soldi tuoi, tecnicamente, che rivedrai tra venti o trent’anni.
Sette voci. Quattro enti diversi. Ogni mese.
Adesso devi pagarle. E scopri che ogni ente ha il suo mondo:
— L’INPS ha un portale
— L’Agenzia delle Entrate ne ha un altro
— La Regione un altro ancora
— Il Comune un altro
Quattro piattaforme. Quattro registrazioni. Quattro password. Quattro interfacce che non si sono mai parlate. Le scadenze:
— INPS: entro il 16 del mese
— IRPEF: entro il 16, stesso giorno, modello diverso, codice tributo diverso
— Addizionali: calendario proprio
— TFR: regole a parte
Sbagli un codice tributo? Tuo problema.
Sbagli il periodo di riferimento? Tuo problema.
Versi 10 euro in meno? Tuo problema.
Il sistema non ti manda un promemoria. Ti manda una sanzione.
— Ravvedimento operoso
— Interessi di mora
— Cartella esattoriale
— Iscrizione a ruolo
Ogni errore costa più dell’errore. E per scoprire che hai sbagliato devi saper leggere un F24 — un modulo che l’ottanta per cento dei dipendenti italiani non ha mai visto in vita sua. A quel punto ti serve un commercialista: altri 500-1.000 euro l’anno. Soldi che oggi non spendi, perché il tuo datore fa tutto gratis.
Per lo Stato, non per te.
Dodici mesi. Sette bollettini al mese. Ottantaquattro pagamenti l’anno. Quattro enti. Un pomeriggio al mese di portali, codici, ricevute, archivi. Due settimane l’anno della tua vita — non per lavorare, non per vivere — per pagare.
Adesso guarda i numeri.
L’azienda spendeva 3.400 euro al mese per averti. Tu ne vedevi 1.800. La differenza — 1.600 euro ogni mese, 19.000 euro ogni anno — non è mai passata per le tue mani. Non ha mai avuto il tuo nome sopra. Non ti è mai stata chiesta. Non l’hai mai vista.
Diciannove. Mila. Euro.
A Hong Kong il sostituto d’imposta non esiste. Il dipendente riceve il lordo e paga le tasse da solo. Aliquota massima: 15%. A Singapore lo stesso: 22%. Non è che quei governi si fidino di più. È che possono permetterselo. Quando il conto è ragionevole, il cittadino paga senza che nessuno debba nasconderglielo.
In Italia il cuneo fiscale è al 46%. La media OCSE è al 34%. E l’unico motivo per cui non lo sai è che qualcuno ha deciso, molto tempo fa, che era meglio se non lo sapevi.
Quel momento in cui ti sei sentito ricco — 2.500 euro sul conto, tutti tuoi? Dura esattamente fino alla prima lettera.
(Giovanni Affinita)
Michael Jackson is probably the last superstar we’ll ever have.
Not because nobody else is talented. The world that made him is gone, and the kind of person he was doesn’t really happen anymore.
And Taylor Swift doesn’t come close. Just calling it now.
He came up in the last real monoculture. When something hit, it hit everybody on the same night.
47 million Americans watched the moonwalk at Motown 25 and the next morning every kid in the country was trying it on their kitchen floor.
That’s not happening again.
Taylor Swift sells out stadiums and there are still millions of people who couldn’t pick her song out of a lineup.
Everybody now has a lane.
MJ never had one. He was loved everywhere at the same time, because there was nowhere else for the culture to go.
He shot the Beat It video with actual Crips and Bloods on set, from rival sets in LA, in the same room with him.
Nobody else was doing that. Nobody else COULD.
He was lonely and weird and broken, and he poured all of it into the music. There’s a reason you can still feel something in Billie Jean and She’s Out of My Life forty years later.
That’s a person bleeding into a microphone. Not a brand.
The biggest stars now are LLCs. They’re products.
Taylor Swift is about breakups within a target demo. Songs are two minutes long because that’s what TikTok pays for. There’s no soul.
MJ was a ridiculously talented person who actually moved people. Produced, wrote, danced, made short films it’s pretty insane.
Anyways just saw the movie and was reminiscing.
It’s like Hollywood.
The era of superstars is waning.
Don’t think we get another like him.
Mediaset non prende le distanze da Lucarelli a #Realpolitik ? Quando lo stupro viene ricondotto alla biologia evolutiva, non lo si spiega: lo si normalizza. E alle vittime arriva un messaggio devastante. Rete antiviolenza https://t.co/C5cDLtyL2T Telefono Rosa, silenzio? #Garlasco