Il padre lo bacia e vuole togliergli lo zainetto come se fosse tornato da scuola, forse per fare ancora quello che non potrà fare mai più.
Israele continua a uccidere bambini ogni giorno.
Israele non si può fermare.
Israele non si può sanzionare.
Israele non si può criticare.
31enne di Luino falcia 5 studenti con la macchina ad alta velocità: 4 feriti gravi in ospedale ma Sara muore. Il padre le si straia al fianco sull'asfalto per oltre un'ora.
Cosa facciamo dell'investitore italiano, lo remigriamo?
Forza fasciorazzisti, scatenatevi!
Era il 7 giugno 1984. A Padova, Enrico Berlinguer stava tenendo uno degli ultimi comizi in vista delle elezioni europee.
A un certo punto, dalla folla, qualcuno iniziò a urlare: “Basta, Enrico! Basta!”.
No, non lo stavano contestando. Era paura.
Perché alcune di quelle diecimila persone, ammassate in piazza della Frutta sotto un cielo attraversato dai lampi, si erano accorte che qualcosa non andava: la voce che si impastava, le parole che inciampavano, le mani che avevano cominciato a tremare sul leggio.
Enrico Berlinguer stava male. E loro lo supplicavano di smettere.
Lui scosse la testa e tirò dritto. In quel discorso c’erano cose che voleva dire fino in fondo. E le disse.
Trascinò per dieci minuti ancora la voce e le mani che non gli rispondevano più, fino alla chiusura:
“Lavorate tutti, casa per casa, azienda per azienda, strada per strada, dialogando con i cittadini, con la fiducia per le battaglie che abbiamo fatto, per le proposte che presentiamo, per quello che siamo stati e siamo, è possibile conquistare nuovi e più vasti consensi alle nostre liste, alla nostra causa, che è la causa della pace, della libertà, del lavoro, del progresso della nostra civiltà”.
Furono le sue ultime parole pubbliche.
Lo accompagnarono in albergo, dove poche ore dopo entrò in coma. Lo trasferirono d’urgenza all’ospedale Giustinianeo, dove i medici diagnosticarono un’emorragia cerebrale massiva e capirono subito che non c’era più niente da fare.
Quella sera, a Padova, c’era anche Sandro Pertini, presidente della Repubblica, in città per un impegno di Stato.
Quando gli arrivò la notizia mollò tutto e corse in ospedale, si chinò sul letto di Enrico e gli baciò la fronte. Ai cronisti che gli chiedevano se sarebbe rientrato a Roma rispose con una frase sola, che bastò a far capire al Paese che legame li tenesse insieme: “Qua c’è un mio figlio”. E in quella stanza restò, accanto a lui, per quattro giorni.
L’Italia intanto si era fermata. In molte fabbriche gli operai sospendevano i turni. Davanti all’ospedale di Padova cresceva, ora dopo ora, una piccola montagna di fiori, biglietti e bandiere rosse.
Lunedì 11 giugno l’Unità uscì con quattro parole in prima pagina: “Ti vogliamo bene Enrico”. E quel lunedì stesso, alle 12.45, Enrico Berlinguer morì.
Pertini decise che la salma sarebbe tornata a Roma sul suo aereo presidenziale, accompagnata da lui in persona.
Quando Bettino Craxi e Claudio Martelli protestarono per quella che consideravano una forzatura istituzionale, Pertini rispose con una frase che sarebbe entrata nella leggenda: “Voi due fate una cosa, tornate a Verona, suicidatevi sulla tomba di Giulietta, e io vi porto in aereo a Roma. Vediamo se il PSI prende voti”.
Il 13 giugno, in piazza San Giovanni, si tennero i funerali. Scesero in strade un milione e mezzo di persone: il funerale più grande della storia della Repubblica italiana.
Verso la fine, Sandro Pertini si alzò in piedi. Aveva ottantotto anni, era pallido e sfinito da quattro giorni di veglia. Camminò a fatica fino al feretro, si chinò e lo baciò.
Quattro giorni dopo, il 17 giugno, l’Italia andò a votare per le europee. Il Partito Comunista Italiano prese il 33,3 per cento dei voti e per la prima e unica volta nella sua storia superò la Democrazia Cristiana.
Aveva chiesto di lavorare casa per casa, strada per strada. E gli italiani lo avevano ascoltato: erano andati casa per casa, strada per strada, a portarlo in trionfo un’ultima volta.
Enrico Berlinguer era morto come aveva vissuto: in piedi, su un palco, a parlare alla sua gente. Non chiese mai niente per sé. Lasciò, invece, un’idea di politica come servizio, di onestà come dovere, di coerenza come unica misura di un uomo.
Per questo, oggi, 42 anni dopo, gli vogliamo ancora bene.
Solidarietà totale a Marco Travaglio e alla redazione de Il Fatto Quotidiano
Attaccano Travaglio con una violenza inaudita solo perché è uno dei pochissimi giornalisti liberi rimasti in Italia: uno che non si fa comprare e che non si mette in ginocchio davanti al potere.
🇮🇱🇺🇳 Zionista ataca brutalmente a dos recaudadores de UNICEF en Italia
Mientras recolectaban dinero para ayudar a los niños de Gaza, un sionista los agredió violentamente gritando:
“¡Los voy a matar, hijos de puta! ¡Digan Palestina una vez más!”
Esto es el verdadero rostro del sionismo: no toleran ni la palabra “Palestina”, ni que se ayude a los niños masacrados en Gaza.
Atacan a gente pacífica que solo intenta salvar vidas. En plena Italia, en la calle, con total odio.
El mundo ya ve claramente quiénes son los violentos y quiénes los pacíficos.
Ieri Israele ha giustiziato il piccolo Sam Fahed Abu Haikal con un colpo di pistola in piena faccia nella Cisgiordania occupata, mentre andava in auto con i genitori dalla nonna. Sam aveva solo 7 mesi. Israele è la metastasi dell'umanità. Chi li difende un complice.
Posso farvi una richiesta? Per favore, non smettete di parlare della Palestina. Lasciate un punto per influenzare l'algoritmo. 💔🇵🇸 Mi seguireste per sostenere?
Posso farvi una richiesta? Per favore, non smettete di parlare della Palestina. Lasciate un punto per influenzare l'algoritmo. 💔🇵🇸 Mi seguireste per sostenere?
#Picierno aderisce a Renew e ufficializza il nuovo asse con #Macron: il partito di #Gozi e il piano per indebolire il #Pd di Elly
https://t.co/bdFijMYW38
"Tenemos miles de millones de dólares para perseguir a quién critique a Israel, esas mentiras de niños hambrientos de Gaza son más peligrosas que los misiles. Debemos usar al Mossad para ir a por todo aquel que publique estas mentiras, nadie debe quedar a salvo".
Ronald Lauder, presidente del Congreso Judío Mundial y magnate multimillonario, abiertamente pide perseguir a todo aquel que critique a "Israel" usando su riqueza, incluso pide que el Mossad vaya a por todos los que denuncien sus crímenes.
Estos dementes nazis van de víctimas y de perseguidos a la misma vez que admiten que tienen miles de millones de dólares que usan para perseguir a todo el que los critique, es delirante.