🔴 İsrailli orkestra şefi Ilan Volkov, Londra’da İsrail’in Gazze’ye yönelik saldırısını kınadı. Canlı yayın, BBC tarafından kesildi:
▪️Yüreğimde büyük bir acı yaşıyorum ve artık sessiz kalamam
▪️ Binlerce masum Filistinli öldürülüyor, hastanesiz, okulsuz, bir sonraki öğünün ne zaman olacağını bilmeden defalarca yerinden ediliyor
▪️Filistinlilerin hastaneleri ve okulları yok, bir sonraki öğünlerinin ne zaman olacağını bile bilmiyorlar
▪️Bunun daha fazla sürmesine izin veremeyiz, geçen her an milyonların güvenliğini tehlikeye atıyor
▪️Artık İsrail’de sahne almayacağım.
🚨 SON DAKİKA: Binlerce kişi, İngiltere'nin Manchester kentinde i₺r*ilin Gazze’ye yönelik yaptığı s@ykır*ma karşı tüm insanlığın ayağa kalkması için toplandı
Helâl olsun size...
Il voto sul ddl antisemitismo è stato rinviato. Il testo torna in commissione, con la sua definizione di antisemitismo.
Ma facciamo una prova: guardiamo chi quell'accusa la sta già prendendo in faccia, senza che nessuna legge sia passata.
Jonathan Glazer, premio Oscar per "La zona d'interesse", ebreo. Accusato di aver rinnegato la propria ebraicità perché ha criticato il governo israeliano.
Anna Foa, storica, ebrea. Definita antisemita per i suoi scritti: lo racconta lei stessa.
Gad Lerner, giornalista di origine ebraica. "Ebreo antisemita", per le sue critiche a Netanyahu.
E ieri Ed Miliband, ministro degli Esteri britannico, ebreo. Annuncia le sanzioni sugli insediamenti in Cisgiordania. L'ambasciata israeliana a Londra risponde accusandolo di creare "un'atmosfera di violenza contro gli ebrei". Lui replica: sono un ebreo britannico orgoglioso, e non sono d'accordo.
Quattro ebrei. Accusati di antisemitismo. Perché hanno criticato un governo.
Il governo guidato da Benjamin Netanyahu, che, secondo un’inchiesta del giornale israeliano Haaretz, dieci giorni prima del 7 ottobre era stato avvertito di un attacco imminente di Hamas.
Netanyahu ha taciuto lasciando che 1.200 israeliani venissero massacrati.
E poi ha scatenato il genocidio a Gaza a cui assistiamo da quasi tre anni.
Netanyahu nega e minaccia querele.
Ma a scriverlo sono i giornali israeliani.
A chiedere verità sono le famiglie degli ostaggi.
Per la definizione che si sarebbe dovuta votare oggi, tutti antisemiti? Israeliani antisemiti? Ebrei antisemiti?
Attenzione, la legge non vieta di criticare il governo israeliano. Sulla carta, no. Ma adotta una definizione così vaga che l'accusa la puoi appiccicare a chiunque.
E quando la rischi anche solo scrivendo un articolo, ci pensi due volte. E magari stai zitto.
Ottant'anni fa non avremmo taciuto di fronte allo sterminio nazista degli ebrei.
Non chiedeteci oggi di tacere questo nuovo e terribile sterminio attuato da un governo che “non si può criticare”.
Continua a seguirci. Stai con no
Sotto le macerie dove molto spesso ancora ci sono i corpi dilaniati dei loro padri, madri e fratelli, i sorrisi dei bambini di Gaza sono l'atto di resistenza più puro:piccoli frammenti di vita che, nonostante l'orrore, reclamano con forza il diritto alla normalità e alla speranza
THE BIBI FILES - DOCUFILM COMPLETO TRADOTTO IN ITALIANO
The #Bibi Files è il documentario di Alexis Bloom, prodotto dal premio Oscar Alex Gibney e dal giornalista investigativo #israeliano Raviv Drucker. Al centro ci sono oltre 1.000 ore di filmati degli interrogatori della polizia israeliana che coinvolgono Benjamin #Netanyahu, sua moglie Sara, il figlio Yair e persone vicine al suo sistema di potere.
Le registrazioni, realizzate tra il 2016 e il 2018 durante le indagini sui casi di corruzione che hanno portato all’incriminazione di Netanyahu, mostrano un lato del premier raramente visto dal pubblico. Il materiale è arrivato a Gibney nel 2023 attraverso una fuga di notizie.
Il film è vietato alla proiezione pubblica in Israele per le restrizioni sulla diffusione di questi interrogatori. Netanyahu ha anche tentato di impedirne la proiezione al Toronto International Film Festival, senza riuscirci.
Ma The Bibi Files va oltre le aule di tribunale. Il documentario mette in relazione le accuse, la lotta di Netanyahu per restare al potere e la guerra a #Gaza, sostenendo che la sua sopravvivenza politica possa aver influenzato alcune decisioni.
An Israeli soldier films himself blowing up a home in Lebanon. Then dedicates the destruction to his son. And his son's first-grade classmates. On the first day of school
This is what a genocidal society looks like.
And they're documenting it. Celebrating it. Teaching it.
Le accuse shock:
“Netanyahu fu avvertito dagli Emirati prima del 7 ottobre. Ma NON informò l’intelligence”.
2 settimane prima del 7 ottobre 2023, il presidente degli Emirati Arabi Uniti, Mohamed bin Zayed, ha chiamato da Abu Dhabi il primo ministro israeliano Netanyahu e ha parlato con lui per 45 minuti.
Durante quella conversazione, Ben Zayed avvertì il PM israeliano che il leader di Hamas a Gaza, Yahya Sinwar, stava pianificando un’operazione di grande portata contro Israele.
Bin Zayed esortò Netanyahu a prendere sul serio la situazione. Con sua grande sorpresa, tuttavia, il PM reagì con relativa calma. Netanyahu affermò che, secondo la sua valutazione, Hamas intendeva operare nella zona della Cisgiordania occupata e rassicurò bin Zayed che Israele era pronta ad affrontare qualsiasi scenario…
L’attacco del 7 ottobre fu il più grande fallimento di sicurezza israeliana, due unità militari furono tolte da Gaza e spostate in Cisgiordania occupata per proteggere i coloni e gli insediamenti illegali.
Per anni Netanyahu ha facilitato il finanziamento ad Hamas, e li considerava un valore strategico…per indebolire l’autorità nazionale palestinese e prevenire la creazione di un Stato palestinese.
Tutt’ora il governo israeliano rifiuta di aprire una commissione d’inchiesta per indagare l’accaduto, hanno preferito sfruttare i crimini di Gaza per commettere un genocidio coloniale.
“La convalida dal parlamento di una cosa che è contro la Costituzione.
Non si può etichettare come antisemitismo la richiesta di conformità al diritto internazionale.
E sarò lì in prima persona a rischiare di essere punita per aver violato quel DDL, ma mi aspetto che lo facciate
Regno Unito, Francia, Canada, Danimarca, Finlandia, Islanda, Irlanda, Norvegia, Polonia, Portogallo, Spagna e Svezia annunciano che vieteranno nei loro Paesi le importazioni dei prodotti provenienti dagli insediamenti illegali dei coloni israeliani in Cisgiordania. Mentre il governo Meloni dà la scorta ai soldati israeliani in vacanza in Italia per riposarsi dallo sterminio dei bambini a Gaza e l’Italia continua a vendere armi a Israele,
La Germania e l'Italia – coautori del genocidio europeo– continuano a impedire all'UE di rispettare la Convenzione sul genocidio in Palestina.
L’Italia della Meloni e la Germania sono complici tanto quanto Israele del primo genocidio in mondovisione.
Un'inchiesta del giornale israeliano Haaretz rivela che Netanyahu ricevette un avvertimento esplicito su un imminente attacco di Hamas dieci giorni prima del 7 ottobre 2023.
E non ne informò i vertici della sicurezza.
A rivelarlo sono Shlomi Eldar e Ruth Yuval, autori dell'inchiesta condotta per il libro "Ostaggi: 843 giorni di abbandono", basata su decine di fonti israeliane e internazionali, oltre a registrazioni e documenti interni.
Secondo la ricostruzione, a fine settembre 2023 il presidente degli Emirati Arabi Uniti Mohammed bin Zayed telefonò a Netanyahu per 45 minuti da Abu Dhabi, avvertendolo che il leader di Hamas a Gaza Yahya Sinwar stava pianificando un'operazione su larga scala.
Netanyahu rassicurò l'emiro: a suo giudizio Hamas puntava sulla Cisgiordania e Israele era pronto a ogni scenario.
Quell'avvertimento non arrivò mai ai vertici della difesa.
L'ex capo dello Shin Bet Ronen Bar e l'ex capo di stato maggiore Herzl Halevi hanno confermato di non essere mai stati informati.
Nello stesso periodo un allarme simile giunse anche dal capo dell'intelligence egiziana Abbas Kamel che avvertì Netanyahu di "qualcosa di insolito, un'operazione terrificante" che Hamas stava per lanciare.
L'inchiesta di Haaretz si aggiunge ad altri elementi già emersi sui segnali ignorati prima del 7 ottobre.
Come ha ricordato a InsideOver il ricercatore Roberto Iannuzzi, l'intelligence militare israeliana (Unità 8200) deteneva da un anno il piano dettagliato "Mura di Gerico", mentre il 19 settembre 2023 un documento interno della Divisione Gaza aveva stimato tra i 200 e i 250 possibili ostaggi in caso di attacco, cifra che si sarebbe rivelata vicina alla realtà.
"Se avessimo saputo degli avvertimenti, la nostra valutazione sarebbe potuta cambiare completamente", ha detto ad Haaretz un alto funzionario dello Shin Bet.
L'ufficio di Netanyahu respinge tutto: “Una menzogna assoluta. Il primo ministro non ha parlato con il presidente degli Emirati Arabi Uniti nel periodo in questione e non ha ricevuto alcun avvertimento."
Fonte cover foto: Haaretz
#7october #netanyahu #Israel