Che pero lo de Tini es re triste.
Cómo nena de papá, para una nena de papá como se nota que era ella, va más allá de la plata que le robaron. Es perder la confianza en el hombre más importante de tu vida. La plata la puede recuperar. A su papá, no.
tini se casa en 4 meses y en vez de estar feliz, organizando su boda, viendo vestidos, acompañada por su familiares, y amigos en los meses mas felices de su vida está triste, con todo el mundo viendo como su familia la arruinó,la cago por años, le robo millones de dólares, etc 😭
"The baby you abOrtEd could've cured cancer."
So could the women you kept in the kitchen, denied education, autonomy, and basic human rights. You didn't care about them either.
This woman and her husband received life sentences for killing a registered sex offender and his wife. When asked whether she felt any remorse, she replied:
“I have no regrets. Killing that pedophile was the best day of my life.”
Quella di Matilde Sorrentino è una storia che purtroppo conoscono in pochi. La storia di una “madre coraggio” indimenticabile.
Viveva a Torre Annunziata ed aveva 49 anni. Nel 1997 denunciò un giro di pedofilia nella scuola elementare di suo figlio, vittima anche lui di abusi. Una storia turpe, tragica, con vittime innocenti: i bambini indifesi.
Lei volle difenderli e le sue denunce portarono all’arresto e poi alla condanna per diciannove pedofili.
Sette anni dopo le sue denunce, al compimento delle condanne, arrivò la drammatica sera del 26 marzo, 22 anni oggi.
Matilde era in casa con il marito ed il figlio, sono da poco passate le 20. Suonano al campanello, lei va ad aprire: uno, due, quattro colpi di pistola: il primo la colpì alla testa, gli altri andarono diritti al torace.
Il figlio Salvatore corse immediatamente per soccorrere sua madre, giusto in tempo per vedere il killer scappare.
Per Matilde, però, non c’era più nulla fare. Morì così, sull’uscio di casa.
Di lei rimane tanto, tantissimo: innanzitutto il coraggio di aver denunciato uno tra i più gravi reati possibili ai danni di bambini indifesi.
увидела эту красивую фотографию и первая моя мысль что это красивая метафора вот красивая невеста и она вспоминает свою безмятежную легкую прекрасную юность которая представлена через этих прекрасных девушек а потом я увидела эту подпись
мда вот что значит тюрьма в башке
Imagine this life. Sold into slavery at 4. Escape from a factory at 10. Shot dead at 12. In the 2 years of freedom this little child had on earth his voice freed 3000 other children. What a bleak testament to humanity this story is.
Child labour has to be one of the worst evils on this earth.
io e lui siamo la stessa anima in due corpi diversi l’altro giorno eravamo al cinema io non ero riuscita a cenare lui si è presentato con un mega sacchetto del fornaio con focaccine e schiacciatine arriva una ragazza a fianco a noi e dice al suo amico “sto morendo di fame”
Qualche mese fa sono stato tra i primi a segnalare i disagi di Artem, l’amato “Pino o Pazzo” di Mare Fuori. All’inizio ho scelto di rendere pubblico il materiale che avevo. Poi, quando la situazione è peggiorata (la sera in cui Artem ha lanciato di punto in bianco un oggetto di ferro contro una macchina) ho deciso di mostrare il tutto, pensando che si fermasse. E invece la situazione è collassata.
Artem è volato in Sud America e i suoi video mostravano di tutto: senza dormire, soldi cash, ragazze nude, risse. Situazioni che mi hanno fatto pensare “Domani lo ritrovo in prima pagina, arrestato, o peggio”. Ho provato a parlare con lui direttamente: mi ha ringraziato, ha citato alcuni passi del Vangelo e mi ha detto che si sarebbe curato. Ho aspettato. Poi arriviamo a due giorni fa, quando minaccia il portiere di un hotel, gli sputa addosso, lo insulta chiamandolo mongoloide (con intorno persone che lo assecondano e lo fanno sentire “GRUOSS”). Repostare quel video e insultare il ragazzo non è la soluzione, sia chiaro e questo lo lascio fare a Borrelli, il giustiziere dei social, che prima dovrebbe guardare attentamente dentro casa propria, ma questa è un’altra vicenda.
Ho iniziato a dialogare con sua madre e ho scoperto la vera storia: in seguito a una storia d’amore finita male e a causa di una forte dipendenza, Artem era già stato ricoverato in comunità. Resiste un giorno, non ce la fa. La situazione peggiore, viene ricoverato, ma viene riempito di farmaci senza una diagnosi specifica: ecco che scatta una nuova dipendenza, quella dagli psicofarmaci. Il TSO. La fuga dall’ospedale e tutto quello che purtroppo vediamo sui social. Ma c’è un retroscena che nessuno conosce. E infatti, proprio nella Capitale abbiamo visto le nuove escandescenze dell’attore. Le riprese, come ci dice la Signora, sono finite ieri. E Artem, adesso, dovrebbe prendere la sua vita in mano e accettare di farsi curare. Perché questa vita può essere salvata, perché altre vite non devono essere in pericolo.
Forza Artem - ascolta tua madre - e vola in Israele dove la madre ha trovato una clinica all’avanguardia .
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Nella nuova serie @marefuori Artem è superlativo. Un vero peccato 🥺🫶 SALVATE QUESTO TALENTO #marefuori
Chissà perché non parlate mai di Olly, Achille Lauro o altri uomini che fanno canzoni con stesso sound, stessi testi e stesso concept, ma vi focalizzate su Annalisa che è una delle poche che ha avuto un vero percorso artistico e che ora ha una sua identità ben precisa e voluta