Se fosse che la maggioranza dei votanti è consapevolmente a favore del no, pur non condividendo, sarebbe una buona notizia.
Temo però che non sappia di cosa trattino davvero i referendum. E questo, per una democrazia, è una malattia grave. #Referendum#referendum2025#astensione
I really hope you know what you're doing. I hope you already have the idea of how everything will end and the explanation for everything... 🙏🙏🙏 @FROMonMGM#FROM
Le destre hanno gioco facile laddove le forze politiche si concentrano sui diritti civili dimenticando quelli sociali.
E se sei un partito che punta tutto sui diritti civili dimenticando quelli sociali non sei di sinistra.
Questo quadro si è delineato in Europa, oggi anche in USA
La nuova vittoria di #Trump potrebbe significare una rottura profonda tra gli #USA e l’Europa, con l’America sempre più chiusa su se stessa.
Indebolimento della #NATO, dazi, amicizia con #Putin, guerra commerciale e allontanamento dai valori democratici.
Ma non solo questo: c'è chi in #Europa festeggia e si ispira al suo modello, pronto a diffondere politiche di divisione e chiusura. Se permettiamo che queste idee trovino terreno fertile, l’UE rischia di diventare sempre più frammentata, più isolata e meno preparata ad affrontare le sfide globali.
Difendiamo l’Europa e agiamo ora, prima che sia troppo tardi.
L’Europa, adesso.
L’elezione di #Trump conferma tante cose che purtroppo già sapevamo sulla politica di questo decennio: #paura e #rabbia come principale meccanismo di voto; noncuranza verso l’etica pubblica e trionfo dei conflitti di interesse; politica come capacità di intrattenere ed essere “star” prima che statisti; irrilevanza sostanziale dei risultati di governo.
Si vota sulla base della propria corrispondenza identitaria ed è spesso un’identità costruita contro “l’altro”.
Tutto ciò nasce da una crisi lunga dell’Occidente innescata da parole d’ordine come globalizzazione, innovazione, multiculturalismo, diventate politiche ideologiche mal gestite da liberali e progressisti.
Ora l’Occidente vive la sua ora più buia. Separato, indebolito e incapace di ricostruire una leadership fondata sui valori che ne avevano fatto il punto di riferimento di chi desiderava vivere in un sistema libero e giusto.
L’#Europa, se vuole esistere ancora nell’era Trump, deve fare un salto di qualità immediato. Trump proverà a danneggiarci non solo indebolendo la posizione verso la #Russia, scardinando la #NATO e imponendo i dazi, ma anche costruendo alleanze con le personalità - #Orban in primis - che non vogliono un’Europa più forte.
Siamo soli e siamo divisi. Per chi come noi ha sempre creduto nell’idea di un Occidente forte, persuasivo e capace di tutelare la democrazia liberale nel mondo, è davvero un brutto momento, indubbiamente il peggiore dal fine della seconda guerra mondiale.
L’unico rimedio a ciò che accade e accadrà è riportare le persone all’impegno politico, alla difesa dei valori democratici e occidentali. Siamo in una fase della storia dove nessuno si salva da solo. Vale per i paesi europei così come per i cittadini italiani.
Riaccendere la passione politica. Questo è l’unico antidoto alla caduta di tutto ciò che ritenevamo sicuro e stabile. Verranno tempi difficili che chiederanno coraggio, idee e ideali. Avanti.
Largamente probabile una vittoria di Trump. Harris debole e scelta per disperazione, ma non è questo il (solo) punto: si vota per contrapposizione e non contano neanche i risultati economici. Le democrazie scarseggiano di idee ed ideali.
Nell’era della post verità, gli elettori americani hanno scelto con una chiara maggioranza la post democrazia di Donald Trump ed Elon Musk. Vedremo se dopo una campagna di slogan, volgarità e promesse mirabolanti il ri-eletto Trump terrà fede al disegno di destrutturare la democrazia americana seguendo il Progetto 2025 oppure no. Vedremo se negli scenari internazionali più rilevanti, mischierà all’assertività retorica un sostanziale disimpegno dove non siano direttamente in gioco gli interessi statunitensi, in particolare sull’Ucraina, tornando ad accusare l’Europa di lucrare per la propria sicurezza sui contribuenti statunitensi. Vedremo anche se la propagandata politica dei dazi altissimi ci sarà davvero e colpirà indiscriminatamente le importazioni dall’avversario strategico cinese come quelle degli alleati storici europei. Vedremo questo ed altro, come la minaccia di deportare gli immigrati illegali e di usare il dipartimento di giustizia per perseguire gli avversari politici.
Ma un dato è evidente: l’Ue arriva in grave ritardo e debole a questo prevedibile appuntamento con una fase di incertezza globale. Dopo la pandemia e il Next Generation, le prospettive di una maggiore integrazione sono tornate ad essere affidate a discussioni senza conseguenze, anche quando si basano su documenti strategici puntuali e concreti come i rapporti Letta e Draghi. L’Ue disfunzionale, quella dei diritti di veto e senza budget proprio confermerà la propria irrilevanza globale e la propria inefficacia nel promuovere libertà, democrazia, sicurezza e prosperità per i proPRI cittadini e le proprie imprese. Bisogna muoversi immediatamente verso gli Stati Uniti d’Europa, la prospettiva giusta che avevamo indicato alle scorse elezioni europee, a partire da una politica estera e di difesa comune, che non sia un sottoposta ai veti degli Orban.
Se serviva una scossa, questa è arrivata stanotte dall’America. Fare finta di nulla, a partire dal Consiglio europeo informale di questa settimana, e sperare nel business ad usual, sarebbe irresponsabile.
I democratici avevano perso le elezioni USA 2024 già da tempo, per via di una crisi interna al partito e una scissione con il suo elettorato.
di Federica D’Alessio
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