Mettetevi comodi e guardate i verdetti del campo, perché il tempo è sempre galantuomo. Due squadre inglesi si portano a casa Conference ed Europa League, e l'Arsenal si gioca la finale di Champions. Chi aveva ragione, quindi?
La risposta è una sola ed è scritta nella storia: Andrea Agnelli.
Mentre in Italia i media di regime e i finti moralisti da tastiera si indignavano e gridavano allo scandalo per il progetto Superlega, la Premier League completava indisturbata la sua trasformazione nell'unica, vera Superlega di fatto. Un monopolio economico e tecnico assoluto, dove anche i club inglesi di seconda fascia hanno budget e fatturati superiori alle nostre big, cannibalizzando qualsiasi competizione europea.
Agnelli lo aveva capito con dieci anni d'anticipo: senza una riforma strutturale del calcio europeo, i club degli altri paesi sarebbero diventati i vasi di coccio in mezzo a vasi di ferro, destinati a raccogliere le briciole. Ma lo hanno voluto fermare, preferendo consegnare le chiavi del giocattolo a Ceferin e al sistema feudale della UEFA. Adesso godetevi la mediocrità del calcio italiano e il dominio assoluto d'oltremanica. Avevi ragione tu, Presidente! 👑⚪️⚫️ @andagn #AndreaAgnelli #Superlega #PremierLeague #UEFA #FinoAllaFine #Juve
“un coro, per il Mister, che ha appena rinnovato. per le belle parole che ha speso per questa Società, per questa maglia, e per questa squadra, che significa tutto per noi.”
il tuo popolo ti è debitore, Mister.
🫶 Decepción. Dolor. También alegrías. Un camino hasta la París-Roubaix con un final que es 𝐏𝐔𝐑𝐀 𝐑𝐄𝐃𝐄𝐍𝐂𝐈𝐎́𝐍.
🇧🇪 Preparad pañuelos, porque lo de Wout van Aert es historia del deporte.
#ParisRoubaix | #LaCasadelCiclismo
Vi diranno che non si può piangere per lo sport. Si sbagliano.
Non hanno mai visto Wout Van Aert vincere la Roubaix contro Pogacar 💛🥺
#ParisRoubaix#EurosportCiclismo
L'avvocato Giancarlo Viglione, responsabile dell'Ufficio Legislativo della Federcalcio, nonché inseparabile braccio destro del presidente Gabriele Gravina, alla festa dell'Inter sul campo, nel giorno della seconda stella di Cartone.
Prima di parlare di Alessandro Del Piero, ricordatevi chi state nominando. Perché la correttezza non è un dettaglio, è la misura dei grandi. E Alex, in campo e fuori, lo è sempre stato.
Nelle vittorie, nelle sconfitte, quando una espulsione loro diventa una espulsione nostra, quando esultano per l'inganno e alla fine l'allenatore ammonito per proteste arbitrali è il loro e non il nostro, anche in anni grotteschi come questi noi siamo la Juve e loro sono l'Inter