Sono un rompicapo difettoso. Una soluzione sbagliata di un semplice problema. Una frase nascosta tra le righe. Un cassetto colmo di sogni irrealizzabili.
Ci ho creduto, sono caduta, mi sono rialzata, mi sono perdonata.
Ci ho creduto di nuovo, sono caduta, mi sono rialzata, mi sono perdonata.
Ci ho creduto ancora, sono caduta, mi sono rialzata, mi sono mandata a fanculo perché dopo un po’ dai su.
Certe volte mi manchi e penso che forse non volevi trattarmi così male, che forse è stata anche colpa mia, che forse parlando si risolverebbe, che forse dovrei scriverti ed è in quel preciso momento che un’amica è un’amica se prende un’ascia e ti taglia le mani.
Oggi sono i cinque euro che sbucano dalle tasche dei jeans prima di lavarli, l’appuntamento indesiderato spostato di un giorno, il parcheggio con una sola manovra, la canzone giusta in modalità shuffle, solo un numero davanti in coda alle Poste, un secondo senza consapevolezza.
Io sono felice che tu sia andato avanti, che io ti trattenga nella mia testa non è un problema tuo, la mia tristezza non lo è, io non lo sono. Questo finché non ti volti indietro a vedere se hai lasciato segni, lì diventa un problema tuo e se non succede, lì diventi uno stronzo.
Tutti abbiamo bisogno di qualcuno che abbia braccia forti, non tanto per farci stringere, quanto per lasciarci andare quando tutto il resto sembra crollarci addosso.
Auguri agli innamorati, in particolare a quelli che la vita per un motivo o per l’altro ha diviso e che non possono aversi. Perché l’amore a volte è così: dolcemente bastardo.
#SanValentino
Dovevo andarmene quando andarsene avrebbe significato andarsene e non andarsene restando che poi io non ho più capito dov’ero io, dove eri tu, dov’era tutto, fammi stare immobile qui prima o poi qualcuno mi troverà.
Sempre in bilico tra vorrei conoscere gente nuova e oddio devo raccontare tutto di me di nuovo da capo ma siamo pazzi no guarda sto benissimo da sola così.