La prima conseguenza delle dimissioni forzate di Starmer è che salta il summit del 22 luglio con la Ue che doveva siglare gli accordi per il rientro dell’Uk nel mercato unico.
Nulla succede a caso.
Starmer non è stato defenestrato per tutte le panzane a cui per ideologia la gente sceglie di credere, ma perché la Brexit era un’operazione di guerra ibrida. E chiunque tenti di riavvicinare il Regno Unito alla Ue paga il pegno.
Gli utili idioti laburisti perché Burnham, Streeting e Miliband non possono essere descritti in altro modo, vedranno presto cosa gli succederà quando penseranno di potersi spingere anche più oltre di Starmer verso l’’Europa.
E rifletterei anche sul fatto che solo 2 giorni fa, Johnson è rispuntato fuori dal nulla per proclamare di nuovo il “grande successo della Brexit” e intimando a non toccarla.
Per chi ancora difende questi genitori senza conoscere i fatti, ecco cosa è realmente successo. Cercate di leggere tutto prima di commentare.
Nel 2021 Nathan e Catherine, con tre figli piccoli, si trasferiscono in un casolare fatiscente a Palmoli: niente acqua corrente, niente energia elettrica, niente bagno interno, niente riscaldamento. I bambini crescono senza scuola, senza pediatra, senza vaccinazioni, senza parlare italiano, senza saper leggere né scrivere. Per quattro anni nessuno sa nulla.
Poi, nel settembre 2024, la famiglia si avvelena con funghi tossici raccolti dal padre, convinto di essere un esperto. Si ritrovano tutti privi di sensi fuori dal casolare. Non chiamano il 118. Li trova un vicino contadino per puro caso e dà l'allarme. Senza di lui probabilmente non staremmo qui a discutere. In ospedale i genitori rifiutano il sondino naso-gastrico per i figli perché fatto di silicone. Il bambino se lo strappa da solo e la madre impedisce che venga rimesso. Durante un avvelenamento. A dei bambini.
Da lì partono le segnalazioni. I carabinieri descrivono una situazione di "sostanziale abbandono". I servizi sociali propongono un percorso: ristrutturazione della casa, visite mediche, incontri educativi. I genitori accettano, poi si tirano indietro e dichiarano di non essere più interessati. Catherine fugge addirittura a Bologna con i figli, facendo perdere le proprie tracce per settimane.
Quando torna, il Comune di Palmoli — un paesino di 850 anime — offre gratuitamente una casa vera: tre camere, due bagni, riscaldamento, tutte le utenze. Rifiutata. Un imprenditore offre un'altra casa gratis. Rifiutata. Un geometra e una ditta edile si offrono di ristrutturare il casolare a costo zero. Il padre doveva solo firmare un foglio. Ha rifiutato perché i lavori sarebbero stati "troppo invasivi". Per le visite mediche dei figli hanno chiesto 150.000 euro, cinquantamila a bambino. La figlia più grande nel frattempo s'è beccata una bronchite acuta, non curata e non segnalata.
Il loro stesso avvocato a un certo punto ha rimesso il mandato, dichiarando di non poterli più difendere perché rifiutavano sistematicamente ogni proposta.
A novembre 2025 il tribunale sospende la responsabilità genitoriale e trasferisce i bambini in una casa famiglia con la madre. E qui si arriva all'ultimo capitolo. Catherine nella struttura si è comportata in modo "ostile e squalificante" verso le educatrici, ha preteso che i figli seguissero regole diverse dagli altri bambini, ha screditato il personale davanti ai figli chiamandole "cattive persone". I bambini, influenzati dalla madre, hanno iniziato a compiere atti aggressivi: HANNO ROTTO PERSIANE PER FABBRICARSI BASTONI CON CUI COLPIRE LE EDUCATRICI e hanno messo in pericolo una neonata ospite della struttura. Il padre, al contrario, è sempre stato descritto come collaborativo.
Risultato: pochi giorni fa il tribunale ha disposto la separazione della madre dai figli e il trasferimento dei bambini in un'altra struttura. A 18 mesi dall'inizio della vicenda, nessun progetto di ristrutturazione del casolare è mai stato depositato in Comune.
Quindi, prima di gridare allo scandalo e allo Stato cattivo, chiedetevi: quante possibilità sono state offerte a questa famiglia? Quante case gratuite, quanti lavori dignitosi, quanti percorsi di aiuto? E quante volte hanno detto "NO"? Non si è arrivati a questo punto per cattiveria delle istituzioni, ma per l'intransigenza sistematica di due genitori che hanno anteposto la propria ideologia alla salute, alla sicurezza e al futuro dei propri figli. Lo Stato non ha tolto dei bambini a una famiglia. Lo Stato ha protetto tre bambini da chi avrebbe dovuto tutelarli e non l'ha fatto.
E sapete cosa mi fa davvero rabbia? Che in Italia ci sono migliaia di famiglie che vivono in condizioni di indigenza non per scelta, ma perché la vita le ha messe in ginocchio. Famiglie che dormono in case fatiscenti, che non riescono a pagare le bollette, che non hanno i soldi per curare i figli. Famiglie che darebbero qualsiasi cosa per avere anche solo una delle opportunità che questa coppia ha rifiutato con arroganza. A loro nessuno offre una casa gratis con tre camere e due bagni. A loro nessuno offre ristrutturazioni a costo zero. A loro nessun imprenditore consegna le chiavi di un B&B. A loro nessun programma televisivo dedica settimane di copertura. Vivono nell'invisibilità, e nessuno si indigna.
Ecco, se proprio volete indignarvi, indignatevi per loro. Per chi lotta ogni giorno senza che nessuno gli tenda la mano, non per chi quella mano l'ha avuta, più e più volte, e l'ha schiaffeggiata ogni singola volta.
PUTINISTI (DI SINISTRA) A BRUXELLES
Da qualche settimana tra i funzionari del gruppo @Left_EU in Europa – di cui fanno parte @Mov5Stelle e @SI_sinistra di Fratoianni – fa capolino Alessandro Bianchi. Membro dello staff, l’uomo, in passato consulente dell’ufficio legislativo M5s alla Camera, è un amico di Alessandro Di Battista. Ma soprattutto, oggi, pare il prescelto dall’eurodeputato pentastellato @Dani_DellaValle: abbastanza russofono e molto russofilo, con parentesi di studio alla Duma.
Bianchi è il fondatore del sito @Lantidiplomatic, un megafono della propaganda putiniana in Italia: per anni ha vergato analisi sul “maccartismo anti-russo” e sulle “fake news” a nocumento di Mosca. Secondo un report del 2022 di NewsGuard, che ha un Centro di monitoraggio della disinformazione sul conflitto Russia-Ucraina, L’Antidiplomatico di Bianchi è uno dei dieci siti più influenti nella disinformatija: “Un sito di estrema sinistra che si occupa di notizie internazionali che ha pubblicato spesso contenuti falsi e ha dato spazio alla disinformazione russa”.
Con queste credenziali, Bianchi è approdato in Europa. Nella commissione di Cooperazione parlamentare si occupa dei rapporti tra l’Unione europea e la Russia (rapporti tecnicamente congelati dal 2014, dopo l’annessione della Crimea), degli affari esteri e dei rapporti con le democrazie a rischio. Le commissioni nelle quali è coinvolto sono tre: Cooperation Commettee, Commettee of Foreign Affairs e Special committee on the European Democracy Shield.
Di tutte e tre è membro ossia filo rosso (anzi russo) proprio l’europarlamentare del partito di Giuseppe Conte. Della Valle, cinghia di trasmissione tra Bianchi e The Left, sarebb quindi l’albero di cotanto frutto. Radice e specchio del suo assistente. D’altra parte il deputato – laureato con una tesi sull’entrata della Russia nel Wto – prima di fare politica aveva una rubrica su L’Antidiplomatico. Lo scorso dicembre Della Valle chiedeva di fermare l’appoggio all’Ucraina: “Fermiamoci tutti, in particolare sull’uso degli asset russi”.
Il 16 febbraio 2022 Della Valle apriva un articolo sul blog di @beppe_grillo con una citazione di Maria Zakharova, la famigerata portavoce del ministero degli Esteri russo, per smontare la “propaganda” dell’Occidente che descriveva un Putin intenzionato a muovere guerra: “Sono settimane ormai che si sente parlare ininterrottamente di un’imminente invasione russa in Ucraina. La narrazione classica russofoba”. Il deputato del M5s non ha cambiato idea sull’Occidente “russofobo” neppure quando, una settimana dopo, Putin ha davvero invaso l'Ucraina.
Dal canto suo, l’Antidiplomatico Bianchi, a Bruxelles animerà la frangia pentastellata di The Left in linea con i contenuti del sito. Tra gli ultimi titoli: “Lavrov spiega perché gli Usa attaccano l’Iran” e “Frana di Niscemi: il prezzo della subalternità agli Usa e del Muos”. Il sito ha recentemente rafforzato la sua componente filo-Putin. Nel 2023 è infatti diventato socio di Bianchi @vitopetrocelli, l’ex presidente della Commissione Esteri del Senato che festeggiava la “festa della liberaZione” usando la “Z” simbolo dell’invasione russa. Ve espulso dal M5s per aver votato sin dall’inizio contro gli aiuti militari all’Ucraina (quella che ora è la linea del M5s).
Petrocelli è entrato nel capitale (comprand il 25%) della “L.a.d. Editore”, la società di Bianchi proprietaria del sito l’Antidiplomatico e della casa editrice Lad Edizioni. Attualmente è presidente dell’Istituto “Italia Brics”, che supporta l’agenda politica di Russia e Cina. Come l’Antidiplomatico di Bianchi, che fa parte del “Belt and Road News Network”, la rete mediatica globale lanciata da Xi Jinping per diffondere propaganda a favore di Pechino, sotto la supervisione del Quotidiano del Popolo, l’organo ufficiale del Partito comunista cinese... Dalla Duma a Bruxelles, passando per la Via della Seta.
Con @GinevraLeganza. 👇
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A Pratica di Mare (Roma), i leader di Russia e NATO si incontrarono per firmare un accordo di cooperazione. Alla domanda di un giornalista sull’eventuale adesione dell’Ucraina alla NATO, Putin rispose così:
“L’Ucraina è uno Stato sovrano ed è libera di scegliere la propria via per garantire la sicurezza nazionale. Non vedo nulla che possa offuscare le relazioni tra Russia e Ucraina.”
Anni dopo, lo stesso Putin ha invaso l’Ucraina.
La guerra a Gaza è finita come tutte le guerre: un accordo, reciproche concessioni, un cessare del fuoco e forse in futuro la pace. Poteva succedere due anni fa con il rilascio di tutti gli ostaggi. Non è successo prima perché Hamas credeva di stravincere, di infiammare il medio oriente, di spezzare gli accordi di Abramo e isolare Israele dal resto del mondo. Le cose sono andate diversamente. A essere isolata e sconfitta è Hamas che si trova contro più di 20 Stati arabi e musulmani e ha perso sia il suo sponsor militare, l’Iran, che quello finanziario e politico, il Qatar.
C’è voluto Trump e quella speciale miscela di interessi personali e ambizione planetaria per ribaltare il tavolo. Si pensava che senza risolvere la questione palestinese non si sarebbe potuto stabilizzare il medio oriente, invece era vero il contrario: bisognava stabilizzare il medio oriente per risolvere la questione palestinese. L’altra parte del lavoro, quella sporca, l’ha fatta Israele, l’ha fatta Netanyahu, il “criminale”. Si è accollato il peso di una guerra che si poteva vincere solo al prezzo di terribili perdite civili e di una violenta mostrificazione di Israele. In ogni guerra i civili muoiono, forse anche più che in quella di Gaza. Ma quasi sempre hanno alternative al restare sotto le bombe: hanno rifugi e hanno sistemi di allarme, e hanno paesi vicini disponibili ad accogliere i rifugiati. Esattamente come accade in Ucraina dove la gente si salva nei bunker o vive al sicuro in Polonia o in Germania. Niente di tutto questo era possibile per la gente di Gaza. Non c’erano tunnel per i civili, servivano solo per i terroristi e per torturare gli ostaggi. Nessuno Stato arabo confinante ha accettato di accogliere profughi palestinesi.
Uomini donne e bambini dovevano versare il loro sangue per rendere più forte nel mondo la causa palestinese. I leader di Hamas ce lo hanno detto in tutti modi ma non sono stati veramente ascoltati. Così l’antisemitismo che è il fondo limaccioso dell’animo occidentale è venuto a galla con tutta la sua pestilenza. Un coming out globale e liberatorio: “siamo tutti antisemiti, morte agli ebrei”. E giù applausi. Il piano Trump interrompe questo sabba di odio e di vendetta e lascia disoccupati i teorici del genocidio. In Egitto i “genocidari” e i “genocidati” erano nella stessa stanza, si sono stretti la mano e hanno celebrato l’accordo. La fine della guerra mette fine alle morti. Poteva succedere molto prima: non c’è mai stata la pianificazione lucida dell’eliminazione del popolo palestinese, la volontà di cancellarlo dalla storia. Quello che si voleva era impedire un altro 7 ottobre. Non si è mai visto un genocidio che finisce con una stretta di mano.
I genocidi nella storia si contano per fortuna sulle dita di una mano e hanno sempre avuto poco a che fare con le guerre. Il genocidio degli ebrei correva parallelo alla guerra mondiale ma non la incontrava mai, semmai la privava di risorse. Lo stesso vale per il genocidio dell’holodomor contro i contadini ucraini o quello contro gli armeni in Turchia o dei Tutsi in Ruanda.
Eppure quanti professori, giuristi, avvocati, scrittori, artisti, intellettuali, sindacalisti hanno gridato “GENOCIDIO”, tutti convinti che la liberazione degli ostaggi fosse propaganda, o un noioso intralcio alle loro prediche e che lo sterminio sarebbe continuato comunque. Cosa hanno da dire ora davanti alle piazze di Gaza in festa, al senso di liberazione che vivono oggi i gazawi, ai sorrisi dei bambini in strada, gli abbracci, i cori! È improvvisamente finito il genocidio ? La carestia? No è finita la guerra scatenata da Hamas contro gli ebrei di Israele e del mondo e che poteva essere vinta dai terroristi per quanto stava alle piazze e a molti governi occidentali. Avevano tutti imparato a dire genocidio ogni volta che serviva a sentirsi “dalla parte giusta della storia”e oggi si ritrovano da quella sbagliata.
Trump applaude Putin.
Putin bombarda civili.
Due scene, un unico filo: la complicità travestita da diplomazia.
Una preghiera ai morti innocenti, mentre l'amministrazione Trump stringe mani sporche di sangue.
Zelensky: Russia is the aggressor - not Ukraine. We want the US not to search for balance in this words.
I understand that President Trump’s looking for an approach [to end the war].
But you shouldn't say that Ukraine started a war. It's painful for our people to hear. 1/
Per sminuire il mio lavoro e rovinarmi la reputazione le grandi società chimiche spesero 250.000 dollari. Decine di articoli mi descrissero come una pazza visionaria.
Interviste a presunti scienziati cercarono di distruggere tutti i miei articoli dove avvisavo di quel pericolo.
@daniel_cuello @VelocitaSmodata Di fatto quindi l’ha passata liscia. Per questo motivo probabilmente tra qualche tempo ci riproverà. Sicuramente non con la tua arte ma con quella di qualcun’altro/a magari. Tanto se gli è andata bene una volta…
@CarloCalenda Tutto giusto. Ma le opinioni diverse di gestiscono internamente discutendo nel gruppo. Al pubblico deve uscire una sola voce e una sola direzione.
Una volta da bambino passeggiavo con i miei nonni, scampati fortunosamente alla deportazione. Ad un certo punto un variopinto gruppo di rumorosi turisti tedeschi si affiancò a noi. Vidi mia nonna avere un'evidente reazione di fastidio. Mentre m'interrogavo sul perché di quel repentino cambiamento nell'espressione del viso, intervenne mio nonno che mi disse: "Vedi, per tua nonna, sentire parlare tedesco è ancora una cosa che le provoca ricordi di grande terrore e tristezza". Ecco, il motivo che non consente ai soliti "pacifisti" di comprendere il gesto della schermitrice ucraina è per me evidente: nei confronti degli ucraini non c'è alcuna pietà né empatia. Non viene loro riconosciuto lo status di vittime ma bensì di "rompiscatole", di attaccabrighe, di permalosi. Questo voler combattere, questo chiedere le armi, il rischio che ci trascinino in una guerra! Avrebbero preferito vederli consegnarsi al loro destino di vassalli di Mosca. Non ci può essere empatia se il sopruso neanche lo vedi.
“Un appello ai miei amici progressisti occidentali:smettete di aiutare Putin con le vostre dichiarazioni concilianti e ambigue!”scrive BORIS KAGARLITSKY sociologo russo imprigionato ieri a Mosca. Quindi un appello a tanti esperti, giornalisti, politici, ex-diplomatici italiani /1