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@TIM_Official, e ancora non hanno risposto. Mi sa che non avrei dovuto selezionare l'opzione "ho un reclamo"
#22luglio
Caro @alesallusti, scrivo a te perché ti so persona diversa, almeno nel comportamento minuto, dalla spranga che dirigi. Anche per questo, perché ho la tendenza ad amare il dialogo e le persone, abbiamo periodicamente intrattenuto rapporti civili. Alla fine di queste righe ti chiederò un favore.
Dopo avermi fatto spiegare la meritocrazia in prima pagina da un articolo di tuo nipote – ne converrai: curioso – oggi mi onori di un nuovo pezzo in prima nel quale, attraverso il solito copincolla capzioso che è un po’ lo stile della casa, vengo dipinto come vittima di protagonismo per un post su Twitter in cui cito la biografia di Giorgio Almirante. Il senso è che invento presunte stragi del fondatore missino, il quale si limitò a fare da passacarte di ordini altrui. Anzi: manco quello. Era praticamente un usciere.
Ricapitoliamo: Giorgio Almirante fece affiggere in Maremma, nel maggio 1944, quello che i locali chiamavano “il manifesto della morte” in virtù del quale furono fucilati alcune centinaia di italiani che avevano rifiutato di andare a fare i camerieri di Hitler, tra cui 83 minatori nella sola notte tra il 13 e 14 giugno. A mio padre andò meglio: si fece solo due anni di vacanza in un lager tedesco. Tornò a casa che pesava 38 chili.
Inizialmente, Almirante disconobbe il manifesto che aveva firmato e sostenne fosse “vergognosamente falso”, “calunnioso”, stampato ad arte contro di lui, “un’infamia”, “una vergognosa campagna stampa” e querelò l’Unità che l’aveva definito “fucilatore di partigiani e “servo dei nazisti”.
Durante i sette anni di processo per la presunta diffamazione, funestato da una serie di tattiche dilatorie, improvvise sostituzioni della pubblica accusa, fandonie sbugiardate una via l’altra, emerse che il manifesto era autentico, come da copia notarile, ma soprattutto fu rinvenuto un telegramma di Almirante, datato 8 maggio 1944, che dava l’ordine di esporre la grida e applicarne le disposizioni.
Inoltre emerse che il fondatore del Movimento Sociale, il quale aveva esordito davanti ai giudici sostenendo di non aver mai subito alcun provvedimento per collaborazione con le forze occupanti, era stato oggetto di un confino di polizia di due anni per la sua attività filonazista. Il Pubblico Ministero che trasformò Almirante da accusatore ad accusato si chiamava Vittorio Occorsio: fu ucciso il 10 luglio 1976 dai terroristi neri di Ordine Nuovo.
Dopo la sua morte, l’Unità venne comunque assolta da ogni accusa di calunnia e oggi possiamo a buon titolo definire Giorgio Almirante “servo dei nazisti” e “fucilatore di partigiani”.
Quanto alla corresponsabilità morale degli italiani morti nei lager, poco mi cale che “la matrice” dell’attuale partito di maggioranza abbia balbettato qualche parola di scusa. La sua parabola politica testimonia una coerenza col passato nazifascista e con i suoi articoli antisemiti che innervarono la nostra servile partecipazione all'Olocausto. Per questo, a differenza di altri che scrissero su La Difesa della Razza, ogni tentativo di lavarsi la coscienza mi risulta falso e ipocrita.
Quindi sì: come ho scritto e ribadisco, Giorgio Almirante aveva sulle mani il sangue di più italiani rispetto a Jozip Tito. Quello vero, non l'imperatore che il tuo Giubilei voleva far cancellare per errore dalla toponomastica di Roma.
Questo significa forse giustificare i crimini di guerra jugoslavi? Certamente no. Come ho già scritto, gli italiani infoibati, come le decine di migliaia di civili sloveni massacrati da Mussolini prima delle foibe, sono vittime innocenti. Le prime, di una vendetta ingiustificabile dei partigiani comunisti. Le seconde, dell’imperialismo nazifascista.
Concludo: il tweet che hai dato ordine di attaccare non ambiva a rilanciare il pericolo fascista ma solo a significare che Galeazzo Bignami, invece di occuparsi delle onorificenze di Tito per gettare fumo negli occhi identitario, farebbe meglio a far sbloccare i fondi per la terra da cui proviene, magari anche per i Comuni non amministrati dalla Destra.
Quanto al protagonismo, ti chiederei una cortesia. Io non sono come te, non sono come voi. Non meglio, non peggio: sono altro. Del teatrino di opinionisti, botte, risposte, tra gente che se le dà di santa ragione e poi va a fare comunella coi denari incassati simulando guerre di carta, non mi frega nulla.
Anche perché quelle guerre di carta fanno danno, proprio come certi manifesti.
Io scrivo quando ne sento l’urgenza. Per passione. Per volontà. Talvolta addirittura per senso civico. Se un Bignami spara sciocchezze e intanto non fa nulla per la sua terra, lo rilevo. Se un fucilatore di partigiani passa per un turista del fascismo (dal quale fuggì passando per una porta secondaria di palazzo Marino, travestito da partigiano) sento la necessità di farlo notare. Perché rappresenta la base ideologica di un partito, e di un Paese, che mai hanno fatto i conti con le proprie responsabilità.
Mentre Tito, o Stalin, o addirittura Togliatti, che pure contribuirono a toglierci i nazisti dai coglioni, sono la nostalgia di quattro gatti che peraltro albergano nella galassia rossobruna. Quindi dalle tue parti.
Ma se davvero pensi che le mie posizioni nascano da una volontà di esibirmi, fa’ così: puniscimi. Ignorami. Avete già tanto odio da distribuire, sul tuo giornale: inutile perdere tempo con un pesce piccolo come me, che i tuoi lettori manco sanno chi sia.
Ah, Almirante era un fucilatore di partigiani e servo dei nazisti.
Un caro saluto.
Luca Bottura
SINTESI DELLA SETTIMANA #81 – 10 APRILE 2023
I SECOLI BOOMER
Sta settimana c’è il delirio boomer sulla “scuola che a miei tempi” e i giovani d’oggi fragili e signoramìa non va bene eccetera e io su questo vorrei partì da un proverbio che me pare perfetto:
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@LucaBizzarri Forse il punto è proprio che "si parlerà solo di quello". Parliamo di un partito che ambisce proprio a fare l'ago della bilancia: avere visibilità è un obiettivo politico in sé.
Come elettore di sinistra, metto le mani avanti: dopo l’ignobile pagliacciata di Conte, cada o non cada il governo Draghi non voterò mai per un partito che sia alleato, apparentato o collegato con i cinquestelle.
Mi riferiscono di Di battista da Floris:
- "io sono testimone oculare del fatto che letta, conte e salvini con la meloni avevano un accordo sulla belloni"
- Damilano: "in che senso oculare? C'era anche lei?"
- Dibba: "No, oculare nel senso che ho letto"
Un imbecille totale.
Durante un convegno, la senatrice #M5S Maria Laura Mantovani ha lamentato l'accesso di un tale che ha riprodotto un porno in computer grafica.
Ma come avrà fatto l'ignoto a introdursi nella videoconferenza #Zoom? L'immagine suggerisce un'ipotesi... https://t.co/L5IpzbTDAT
Sapete cosa succede a non vaccinarsi o a non farlo in tempo, come ho fatto io??
Succede che si prende il Covid, anche con tutte le precauzioni; distanziamento, mascherina al chiuso ed anche all'esterno, igienizzante per le mani.
Si prende il Covid perche, spesso, qualcuno...