@6StringsUmarell@RiccardoTrezzi@unipv C’è sempre il giornalaio è il meccanico sotto casa con cui affrontare i temi dell’economia politica. Il buon senso dell’ignoranza si che ci salverà!
@marco_v_p Il popolo
ha sempre ragione? Falso,
paga sempre il conto? Vero
La strategia chiagne e fotte è la più stupida e costosa ma è una facile illusione.
I populisti lo sanno e sfruttano la credulità popolare.
La Ggente s’offrono assai!
@PandemicaMente@RiccardoTrezzi I benefici generati dal valore dell’innovazione tecnologica su misura in salute, in benessere che alza la soglia di povertà, in tutti quei servizi in più che ci rendono la vita migliore. Ciò che si misura chiaramente su tutti i parametri sociali globali.
@PandemicaMente@RiccardoTrezzi Sull’auspicio sono d’accordo meglio tutti ricchi che tutti poveri.
Poi c’è la realtà e qui diventa più difficile.
Generare valore per la società è l’unica strada che produce ricchezza.
La spesa pubblica, compresi i sussidi, non produce ricchezza ma perpetua povertà.
@PandemicaMente@RiccardoTrezzi Basta costruire l’ascensore sociale più popolare: la spesa pubblica in debito senza limiti.
Un ottimo strumento per scalare il grattacielo della povertà che fa diventare tutti milionari di una moneta sovrana che equivale a carta igienica.
@marattin Ma se la produttività non aumenta forse è il caso di dire che il governo ha una responsabilità limitata, sono le imprese che non innovano.
Se esiste una responsabilità sta nel peso dello Stato nelle imprese più grandi.
@LaSambruna Esatto!
Nazionalizziamo Luxottica!
Occhiali tutti uguali ad un decimo del prezzo!
Meno utili, meno tasse, meno lavoro, ma per fortuna meno ricchi!
Dobbiamo ridurre le diseguaglianze!
@Cartabellotta Il dato non è un asset dello Stato.
Se il servizio non mostra come migliora la vita del cittadino,
la condivisione dei dati resta solo un obbligo percepito.
La legittimazione va conquistata non va data per scontata.
E gli obblighi, nel digitale, non funzionano.
@marattin Cadono quando si combinano: pressione interna, fratture nelle élite, contesto internazionale, crisi economica, informazione.
Nel frattempo stiamo subendo una guerra comunicativa molto efficace, alimentata dalla propaganda russa, che vive proprio di polarizzazione e caricature.