@nelloscavo Grande dimostrazione di efficienza della nostra intelligence che non scondiglua al ministro di andare in quella zona. Segno che non avevano capito nulla di quello che stava per succedere
C’è una frase, in questa vicenda, che dovrebbe inchiodarci tutti alla vergogna: «Sono in imbarazzo, ma alcuni ospiti si sono detti infastiditi dalla presenza di suo figlio».
Un ragazzo non vedente, con una disabilità cognitiva, viene allontanato dalla sala ristorante di un hotel a quattro stelle. Separato. Invisibile dietro una vetrata ambrata. Come una cosa che non si deve vedere.
Tommaso ha 24 anni, la sindrome di Norrie e una famiglia che fa quello che ogni famiglia dovrebbe fare: avverte per tempo l’hotel, spiega, chiede attenzione, rispetto. La risposta? Una porta chiusa e un invito a “mettersi da un’altra parte”, lontano dai clienti turbati dal fatto che esista la disabilità.
“Mandati via come cani”, ha detto la mamma. Proprio così. Non c’è modo di edulcorare quella frase, perché è esattamente ciò che è accaduto.
Il giudice, due anni dopo, decide ciò che in un Paese civile sarebbe superfluo: obbligare i gestori a un corso di buone maniere. Letteralmente un corso di bon ton sul rispetto di persone con disabilità.
La famiglia rifiuta il risarcimento, chiede un euro simbolico: il gesto più potente possibile, perché racconta che qui non è in ballo il denaro, ma la dignità. La loro e quella di tutte le famiglie che vivono ogni giorno non la disabilità dei figli, ma quella degli sguardi altrui.
La sentenza è “riparativa”, non punitiva. Ma la ferita resta. Non è un caso isolato. È lo specchio di un’Italia che tollera l’inclusione finché non disturba, finché resta sul palco dei convegni, finché non costringe a fare i conti con la realtà. Poi, al primo imprevisto, si preferisce chiudere una porta.
Tommaso voleva solo mangiare con la sua famiglia. È incredibile doverlo ricordare. È indegno doverlo difendere. È vergognoso che sia ancora necessario.
Elon Musk says that no one has died because he slashed humanitarian aid. I went to South Sudan to check if that's true. It's not. Within an hour of starting interviews, I had the names of a 10-year-old boy and an 8-year-old girl who had died because of decisions by wealthy men in Washington.
The visit that moved me the most was to a remote area that used to have no health care, where women routinely died in childbirth. Then a US-funded maternity clinic opened through @UNFPA in December, and not one woman has died since. I showed up, and people mistakenly thought I was responsible for the clinic. One new mom wanted to name her baby for me, and the village elders thanked me and hailed America's generosity. What they didn't know was that Trump/Musk had cut all funding for UNFPA and that as a result the maternity clinic will close this month, and women will once again be bleeding to death in the dust.
Here's a giftlink to my report from ground level about what the shutdown of USAID means: https://t.co/tbgKk7ESqj
@PierluigiBattis Ricapitolando: rilascio di carta d'identità tempi infiniti, rilascio di passaporti, tempi infiniti, conteggio schede elettorali in tilt. Forse bisogna la macchina amministrativa e l'informatizzazione di Campidoglio e Viminale è da rivedere?
@ilfoglio_it Ricapitolando: rilascio di carta d'identità tempi infiniti, rilascio di passaporti, tempi infiniti, conteggio schede elettorali in tilt. Forse bisogna rivedere la macchina amministrativa e l'informatizzazione di Campidoglio e Viminale è da rivedere?
@A_Musil Hanno entrambi una responsabilità politica per quello che non sono riusciti a realizzare di cui la storia potrebbe chiamare a rispondere pesantemente.
“Il lavoro fatto dal progetto #Dama per le persone con #disabilità in ospedale va portato in tutte le Regioni. Dal punto di vista legislativo faremo tutto il possibile”, @Ale_Locatelli_
Anche #Anffas al Convegno “#Progettodivita e presa in carico della persona nel contesto di cura ospedaliera: modello #DAMA e territorio” con Barbara Bentivogli, componente della Giunta Esecutiva di Anffas Nazionale e Presidente di Anffas Emilia Romagna.
L’incompetenza e l’#abilismo degli operatori sanitari determinano la prima barriera sanitaria per le persone con #disabilità: ne discutono nel convegno in corso sul progetto Dama alla Camera dei Deputati
Domani a Roma verranno presentate le linee guida #DAMA per abbattere le barriere sanitarie che impediscono alle persone con disabilità l’accesso alle cure su base di equità e di non discriminazione.
https://t.co/uykQ364X3e
Otto millimetri di possibilità: la storia coraggiosa di Paola Tricomi è la vittoria dei protocolli su misura per le persone con disabilità https://t.co/BgjTuXv5IN
Quanto c'è da fare per realizzare la carta dei diritti delle persone con disabilità in ospedale adottata dalla regione Lazio! Intanto formazione del personale sanitario sulla disabilità e creazione di percorsi #DAMA@Spescontraspem@AGMalafarina@philmanofredda@FondazioneFmc
I miei incisivi non escono: mamma per 5 anni è stata convinta che si fossero rotti, per una caduta dalla sedia a rotelle.
Il Bambin Gesù si è rifiutato di farmi un’ortopanoramica “un bambino COSÌ non potrà mai farla”, o una lastra “deve chiudere la bocca e stare fermo,signora!”