Substack mi piace molto, la qualità dei contributi è generalmente molto alta come è altrettanto rilevante la presenza di eccellenti personalità.
Rilevo anche che è altrettanto imponente l’uso dell’AI per la scrittura.
Fateci caso e leggete con attenzione.
@ClaudeDevs I'd prefer there to be a way to return to the developer the tokens Claude consumed for processes he himself messed up.
When he responds, "Sorry, you're right, I messed up," I think: now who pays for the tokens you consumed?
@andst7 Quando il design di scuola cinese prende il sopravvento su quello italiano, anche se pare ci abbia lavorato Jony Ive.
Credo che la Ferrari debba scusarsi.
Sono usuali missioni scientifiche di varia natura a quelle profondità, anche a 100mt.
E Si, si usa l’autorespiratore.
Ovviamente con preparazione tecnica adeguata, con opportune miscele d’aria, e con un supporto logistico adeguato.
Perché usare toni da criminalizzazione?
Nell’articolo viene riportata la traduzione “Subacquei con autorespiratore raccolsero una carota superficiale di sedimento a 82 metri di profondità …”
Quale sarebbe la notizia?
Avrebbero dovuto trattenere il fiato?
https://t.co/sxQ6SpNqEr
@roby_mazz@Giovannada46@pierpi13 Temo che non abbiano compreso in anticipo dove si stavano avventurando oppure probabilmente qualcuno ha semplificato troppo nella pianificazione dell’immersione.
@Giovannada46@pierpi13 Chi appartiene al mondo delle immersioni subacquee conosce benissimo quali sono i limiti da non oltrepassare. La Prof. era troppo esperta per non conoscerli. Qualcosa non torna.
Credo che abbia pienamente ragione.
L’audacia alcune volte premia, altre volte (forse la maggior parte di esse) no.
È un principio a cui è difficile rinunciare, va solo usato con estrema parsimonia e prudenza perché le conseguenze spesso le pagano anche gli altri.
E LUI, STRONZI CHE SIETE?
E’ il sub maldiviano professionista (militare) morto cercando di recuperare i corpi degli italiani rimasti intrappolati nella grotta. Di loro tutti a scrivere: se la sono cercata, hanno superato il limite, hanno scambiato l’esperienza per onnipotenza. E in parte, io, da sub e frequentatore di sport estremi, sono anche d’accordo.
Quindi il passo un po’ più lungo della gamba, quella cosa che, quando va bene, chiamiamo audacia, esperienza, sangue freddo, persino carattere. E quando va male diventa imprudenza, incoscienza, dilettantismo, presunzione. La differenza la fa il risultato.
Ma lui? Soccorritore, professionista, attrezzato, uomo che incarnava esattamente il contrario. Non ha sbagliato nulla. Malattia da decompressione. Poi magari diranno che anche il suo intervento non era organizzato a dovere.a dovete ficcarvi nel cranio che il mare, come la vita, anche la vostra seduti sul divano, non distingue tra turista imprudente e soccorritore esperto: al massimo concede margini diversi, non assoluzioni.
Il senno di poi non è una forma superiore di intelligenza. Nella vita il rischio zero non esiste. Esiste il rischio calcolato, il rischio sottovalutato, il rischio accettato, il rischio che non avevi visto. In montagna, in mare, in moto, in guerra, in un’immersione, in qualunque impresa umana: c’è sempre un pezzo di mondo che non obbedisce.
Probabilmente la maggior parte di voi ha fatto qualcosa che poteva finir male e non è finita male. Forse era accaduto anche a quei cinque italiani: altre volte avranno osato, sbagliato di poco, forzato appena, e saranno riemersi ridendo, raccontandosi la bravata la sera davanti a un drink.
La lezione resta: hanno sbagliato, non fate come loro. Ma spesso muoiono gli esperti, e non tanto perché siano incompetenti, ma perché sono quelli che si trovano più spesso dove il rischio esiste davvero. Senza gli incoscienti saremmo ancora sugli alberi o nerlle caverne, dov’era più prudente rimanere.
Si dice: ma non c’era niente da scoprire. Certo: non c’è mai niente da scoprire, finché qualcuno non scopre qualcosa. Se fossero usciti dalla grotta con la prova di una specie marina mai vista li avremmo chiamati pionieri, se avessero trovato un relitto portoghese, monete antiche, un passaggio sommerso verso un sistema di caverne sconosciuto, ecco, sarebbero diventati esploratori eroici: anche da morti. Se avessero individuato dei batteri capaci di produrre una molecola utile alla medicina, o una struttura geologica decisiva per capire il destino degli atolli… invece sono morti, e allora il racconto cambia: non più frontiera, ma azzardo; non più scoperta, ma colpa; non più uomini che hanno varcato un limite, ma incoscienti che non lo hanno rispettato.
Il successo battezza l’audacia, il fallimento la processa.
Elenco di pazzi imprudenti di successo
Marco Polo
Vasco da Gama
Ferdinando Magellano
Cristoforo Colombo
Amerigo Vespucci
James Cook
Roald Amundsen
Robert Falcon Scott
Ernest Shackleton
Edmund Hillary
Tenzing Norgay
Reinhold Messner
Yuri Gagarin
Neil Armstrong
Buzz Aldrin
Michael Collins
Charles Lindbergh
Amelia Earhart
Chuck Yeager
Jacques Piccard
Don Walsh
Jacques-Yves Cousteau
Thor Heyerdahl
David Livingstone
Richard Francis Burton
Alexander von Humboldt
Galileo Galilei
Charles Darwin
Marie Curie
Nikola Tesla
Alan Turing
Wernher von Braun
Sergej Korolëv
Howard Hughes
Steve Fossett
Felix Baumgartner
Bertrand Piccard
André Borschberg
Sono un Sub, da molti anni.
Sulla questione #Maldive ho molti dubbi e nessuna certezza.
Meno male che ci sono coloro che già virologi, già criminologi, già climatologi offrono gratis lezioni di speleosub e di immersione in alto-fondale.
Il silenzio non guasterebbe.
@repubblica Probabilmente è un approccio anti democratico per risolvere un problema (brexit) indotto da attività anti democratiche (Cambridge Analytica).