La mia riflessione della domenica: il segreto della felicità per George
Curare il proprio corpo come se fosse la cosa più preziosa al mondo.
Perché lo è. Lui è lì, un tempio silenzioso che lavora instancabilmente per noi ogni singolo secondo, anche quando dormiamo.
Combatte guerre invisibili contro nemici che cercano di colonizzarci, sacrifica i propri soldati biologici per distruggere virus, batteri e parassiti.
Non lo fa per ricevere un grazie, lo fa per fame di vita.
Ci dona i sensi per assaporare il mondo, e non cerca mai la malattia: il suo unico scopo, la sua missione sacra, è la guarigione.
Tutta la bellezza, l'estasi e il godimento dell'esistenza risiedono in questa nostra meravigliosa macchina biologica.
Eppure, la maggior parte delle persone la tratta come una prostituta.
La violenta giorno dopo giorno – spesso nell'inconsapevolezza più totale – e poi, quando crolla, si rivolge ai "mestieranti" della salute cercando un miracolo rapido.
È comodo credere che la malattia sia solo sfortuna, una lotteria sfigata o una disgrazia caduta dal cielo a caso, piuttosto che l'effetto delle nostre stesse ferite inflitte al corpo.
Ma il vero segreto, la chiave di volta per essere felici, è una legge universale:
Per ricevere felicità, bisogna dispensare felicità.
Bisogna arricchire l'esistenza di chi ci cammina a fianco.
Invece, ci muoviamo in un mondo di zombie, una massa distratta alla ricerca ossessiva di piacere, potere e ricchezza materiale.
Corriamo dietro a queste illusioni solo per anestetizzare quella rabbia sorda che urla dal nostro inconscio, un vuoto che ci ricorda quanto siamo diventati schiavi nel nutrire esclusivamente il nostro ego.
Provate a fare un esperimento:
Guardate un vecchio filmato ad esempio degli inizi del 1900 su internet.
Osservate quei volti in bianco e nero.
La fragilità della vita è tutta lì, racchiusa in pochi fotogrammi.
Tutto passa: il bello, il brutto, le gioie e i drammi. Tutta quella gente che vedete camminare – i bambini che ridono, i giovani pieni di sogni, i vecchi stanchi – oggi è polvere.
E tra cento anni, la stessa identica sorte toccherà agli 8 miliardi di persone che oggi affollano il pianeta.
Spariremo noi, e spariranno i potenti della terra, i Trump, i Netanyahu, i conduttori televisivi che gridano nei talk show e le "virus star" che hanno colonizzato le menti.
Il tempo cancellerà persino i loro nomi.
Ed allora, se siamo tutti passeggeri sullo stesso treno, tutti condannati a morte fin dal primo vagito, perché continuiamo a farci del male?
Perché sprechiamo il pochissimo tempo concesso nell'odio, nell'invidia e nell'autodistruzione?
Questo è il mistero più oscuro e tragico della natura umana.
Avere tra le mani il miracolo dell'esistenza e scegliere, ogni giorno, di vivere senza vivere.
@netmail2001@itsmeback_ Troppo orgogliosi per dire che hanno sbagliato.
Fare il tifo invece di dare fiducia ad un candidato indipendentemente dalla sua appartenenza politica sarebbe già un grande passo avanti.
@Nuovo1319056 Ero piccolo..primi anni 80.... la fortuna di essere nato e cresciuto al mare ....papà portava dopo mezzanotte tutta la famiglia a fare il bagno al mare per rinfrescarci. Avevamo solo un ventilatore in camera e c'erano 38 gradi di giorno e 30 di notte
Ma nessuno rompeva le ⚽⚽