STATI NON ANCORA MINACCIATI DA TRUMP
-Narnia
-L'isola che non c'è
-Lo Stato Sociale
-Lo Stato di famiglia
-Lo stato whatsapp
-l'impero ottomano(perché non c'è più)
-Liechtenstein(perché non lo sa pronunciare)
-Kiribati(perchè non sa dove cazzo sia)
-Buthan(gli piace il nomeheh)
Quell'odore fresco dopo la pioggia si chiama petrichor. Quando le gocce di pioggia colpiscono il terreno secco, rilasciano oli vegetali e geosmina dai batteri, creando quel profumo ricco e terroso.
X: “vorrei sapere perché non hai vinto”
Elettra: “Amore vorrei saperlo anche io… come mai.. ADESSO FACCIO COME L A U R A A A A A A A🎤😮”
VI PREGO FATELA TORNARE A SANREMO L’ANNO PROSSIMO NON POSSIAMO STATE SENZA LEI, È UN ICONA #SanremoTop#Sanremo2026
Ogni anno coi concorrenti esclusi in balconata appare sempre qualcuno di cui avevo completamente rimosso l'esistenza e in questa edizione questa quota è inevitabilmente rappresentata da Piponzio #MasterChefIt
Questo è un commento sulla finale di #MasterChefIt quindi, prima di augurarmi i carboni ardenti accusandomi di avervi rovinato la sorpresa qualora non l’aveste ancora vista, facciamo che smettete di leggere adesso anziché accusarmi di spoiler da qui fino a Pasqua. Siete ancora qui? Allora forse possiamo unirci al giubilo sul fatto che questa edizione di «MasterChef» clamorosamente orfana di talenti purissimi come Matteo Lee e Alessandro l’abbia vinta un concorrente preparatissimo che non ha mai peccato di presunzione nonostante nei suoi piatti affumicasse, cuocesse a bassa temperatura, pastorizzasse, emulsionasse e facesse altre duecento cose per complicarsi la vita. Sto naturalmente parlando di Teo, dato per favorito fin dalla primissima puntata e riuscito a crescere di puntata in puntata e di Pressure in Pressure facendo tesoro degli insegnamenti dei giudici e degli errori in cui è scivolato. Secondo posto per una concorrente che aveva la stessa sicumera di Luisa - ve la ricordate Luisa? Quella che è arrivata seconda alla prima edizione di «MasterChef» dietro a Spyros - senza tuttavia averne davvero le capacità: Carlotta, quella che prima dice di essere la migliore e poi, al primo sbaglio, crolla, piange e si dispera aspettando che qualcuno le si avvicini per dirle che in realtà lei vale tanto. Sarà per questo che mi ha fatto particolarmente innervosire sentirla dopo la proclamazione di Teo dire che aveva fallito, con tutti i giudici pronti a consolarla quando, fossi stato in Cannavacciuolo, io le avrei dato una pacca delle sue. Perché se arrivi alla finale di «MasterChef» pur avendo rischiato un’infinità di volte di deporre il grembiule bianco e dici di aver fallito è evidente che quella finale forse non te la meritavi. Teo ha vinto perché ha cercato di mantenere il sangue freddo congelando l’emotività e impegnandosi a fare dei grandi piatti. Carlotta ha perso perché ha lasciato che la tracotanza avesse la meglio sulla sostanza. Contentissimo per come sia finita anche se, diciamolo pure, questa edizione è stata un’ecatombe perché non si sono mai visti così tanti talenti brillare e uscire clamorosamente prima della finale.