@Gianl1974 Posso consigliare anche United 24, la piattaforma lanciata dal Presidente Zelenskyy? È sotto il suo diretto controllo ed è trasparente ed efficientissima. https://t.co/YZsL5O81tS
@Andrea59242659@a_libutti Terribile! E per mettere un grillino alla presidenza della Regione si sono alleati perfino con Mastella! Il giorno delle elezioni ero davvero con le mani nei capelli.
@IAPonomarenko@IAPonomarenko you will remember this post when you will understand what’s really happening and why Fedorov was fired. Did you ever consider a certain Schmidt and why Fire Point (aka Ukraine’s own military production) was so attacked by Fedorov and his friends?
"Mom is gone... We don't have a mom anymore. I wish this were just a nightmare..."
Last night, a Russian missile strike on Odesa killed the mom of three boys as they were rushing to a shelter. Her sons survived but were injured.
One more person was killed.
Deepest condolences.
Russia must be stopped.
📹: Patrol Police
A volte la politica si riassume in un'immagine, in un abbraccio.
Il 28 febbraio 2025 il mondo guardava incredulo Volodymyr Zelensky umiliato e poi cacciato dalla Casa Bianca da Donald Trump e J.D. Vance.
Mentre quelle immagini facevano il giro del mondo, Keir Starmer era già al telefono con il presidente ucraino, invitandolo immediatamente a Downing Street.
Il giorno seguente, quell'abbraccio davanti al numero 10 diventava il simbolo di un altro Occidente.
Non fu soltanto un gesto di umanità. Fu un messaggio al mondo: se Washington prendeva le distanze da Kyiv, l'Europa non lo avrebbe fatto.
Da quell'abbraccio prese forma una nuova fase del sostegno europeo all'Ucraina, culminata nella Coalition of the Willing e in una leadership britannica che oggi, con l'uscita di scena di Starmer, lascia un vuoto difficile da colmare.
Nel mio ultimo articolo ricostruisco perché quell'immagine è diventata il simbolo della sua eredità politica.
Today, it seems impossible that anyone would believe Russia’s claim that Ukraine has never existed. But Russia has done this to Circassia — a whole country present on every world map until Russia’s genocidal conquest — has been erased and forgotten, as if it never existed. That is why Ukraine has no other future than winning this war.
E naturalmente arriva Goffredo Bettini a puntellare il Campo Lavrov: non solo la Russia non è una minaccia, e non si capisce proprio da cosa vogliamo difenderci signoramia (le notizie degli arrestati per spionaggio su territorio italiano evidentemente non arrivano ai Parioli) ma i socialisti e il Pd dovrebbero anche prendere le distanze dalla Commissione Ue e diventare direttamente forze antieuropeiste e antisistema.
Signore, aiutali.
Di quanto accaduto a Napoli non ci sorprende la menzogna filorussa di Giuseppe Conte, ormai uno dei massimi esponenti della propaganda putiniana in Italia. Ciò che ci sorprende, ma a dire il vero neanche troppo, è l’assenza di prese di posizione, in primis da parte della candidata leader del campo largo in pectore, @ellyesse.
Le frasi di Conte, però, non rientrano nella ormai normale propaganda, ma segnano una vera e proprio linea rossa (o russa, se preferite).
Nei giorni in cui Mosca avanza gli attacchi più feroci verso Kyiv, nei giorni in cui si conferma la presenza di spie russe che operano nel nostro Paese e si insediano nelle crepe del nostro sistema di sicurezza, Conte decide di ribaltare la narrazione e parlare di una “apposita costruzione della minaccia russa”.
La direzione è chiara ed è chiaro allo stesso modo che chiunque collabori per portare Schlein, Conte, Fratoianni e Bonelli al potere, sta di fatto creando le premesse per uno spostamento dalla linea di politica estera verso la Russia, in favore della disgregazione dell’Europa. Per altro, la stessa identica direzione in cui va il neopartito del Generale traditore della patria costellato per il 99% da filorussi.
Chiunque passerà questa linea rossa (o russa), per convenienza, per sopravvivenza o per desiderio di governo, non è e non può definirsi riformista né liberaldemocratico né tantomeno europeista.
Per questo ci vediamo martedì 21, proprio in Campania.
Se siete stanchi di ambiguità, propaganda, falsità su Europa e Ucraina, vi aspettiamo.
Se credete che un’Europa forte e indipendente sia l’unica risposta agli attacchi di Putin, Trump e Xi, combattete insieme a noi.
Se volete difendere libertà e democrazia, unitevi a noi e facciamolo insieme.
Caserta, ore 18:00. Ercolano, ore 20:30.
Vi aspettiamo.
@pinapic@s_pubblico@Azione_it
Mentre in Italia si discute delle cretinate di Conte e Vannacci, i russi continuano a uccidere ragazzini nelle città ucraine.
Possibile che in Italia non si riesca a capire chi sono i russi e cosa stanno facendo? Possibile che non percepiate la minaccia russa?
Immensa tristezza
Il portavoce del Cremlino, Dmitrij Peskov: «La Russia viene dipinta come il male assoluto. Per gli europei esiste qualcosa di più terribile della Russia? Si tratta di un'operazione di manipolazione nei confronti dei contribuenti europei. La teoria secondo cui tutti sono in pericolo viene promossa in modo incessante».
In Italia chi dice le stesse cose?
More and more unprecedented finger-pointing at Putin in Russia, from former propagandists like Remeslo, to members of the oligarchy like Melnichenko, to an editorial in an intelligence magazine ridiculing his recent speech at Valdai. While these may be organic and uncoordinated outbursts of frustration, the mild or no repression against such outspokenness is indicative of the FSB tolerating it. Which begs the question: how long is left?
Grazie al lavoro della Procura di Roma, del comparto intelligence e dei Ros oggi lo Stato Italiano rende evidente a tutti quale sia il reale atteggiamento della Russia nei nostri confronti.
Quello che emerge con l’evidenza dei fatti è un conflitto ibrido quotidiano, una guerra latente costante, per indebolire le nostre istituzioni, le nostre alleanze e la nostra sicurezza.
É la punta di un iceberg gigantesco, la guerra ibrida, fatto di nemici esterni e traditori interni che sono pronti a vendere la loro Nazione per soldi o per potere o per interesse personale.
Oggi lo Stato ne colpisce alcuni ma lo scontro è continuo ed incessante.
Grazie a chi lavora per contrastarlo.
Mattoncino dopo mattoncino, senza clamore, nel silenzio generale, lo schifo è servito: il CIO reintegra "temporanemente" il comitato olimpico russo nelle stanze che contano dello sport mondiale.