Noi del @Partito_Libdem siamo, in fondo, gente semplice.
Quando entriamo in liste civiche, lo diciamo, senza truffare la gente sulla presunta grandezza delle nostre “case” (o casupole).
E quando andiamo da soli col nostro simbolo, pure.
In attesa dei ballottaggi, ecco i nostri nuovi consiglieri comunali eletti già al primo turno nelle elezioni amministrative di ieri.
Vanno a fare compagnia a circa 100 altri sindaci, consiglieri e assessori nella nostra Consulta degli Amministratori Locali del @Partito_Libdem.
Congratulazioni e buon lavoro!
Queste sono le nostra scelte, domani.
A #Milano con la #BrigataEbraica per dire basta all'antisemitismo.
A #Torino per celebrare anche la resistenza di oggi, quella del coraggioso popolo #ucraino che difende la propria democrazia.
#25aprile 🇮🇹🇺🇦🇮🇱
@Partito_Libdem
Si è detto che l’informativa della Meloni di ieri in Parlamento è stata l’inizio della campagna elettorale.
Benissimo. Noi la campagna elettorale la faremo così: con proposte chiare e senza giocare alle curve ultra.
Vediamone alcune.
1/n
A Venezia ci sono solo due candidature.
Quella di centrosinistra e quella di centrodestra.
Dopo settimane di interlocuzione, e avendo accettato - e inserito nel programma - le nostre priorità programmatiche, abbiamo deciso di sostenere il candidato di centrodestra, Simone Venturini.
Altrove abbiamo fatto altre scelte: a Viareggio ad esempio, nessun candidato ci offriva le garanzie di un programma amministrativo serio e liberale, e allora ci collochiamo in una posizione terza.
Noi le amministrative le affronteremo così, senza timori e senza paure.
In Italia abbiamo il ceto medio più tartassato del mondo occidentale.
Chi guadagna 2.500 euro viene considerato “ricco”: non ha più diritto a detrazioni ne’ agevolazioni ISEE, e ha un’aliquota marginale - il 43 % - che in altri paesi scatta quando di euro al mese ne guadagni 10.000.
Destra e sinistra sono prigionieri della narrazione demagogica e populista secondo cui - se proprio le tasse devono essere abbassate - deve essere solo a vantaggio dei redditi bassi.
Il cui problema però non sono le tasse (non ne pagano praticamente più), ma semplicemente che ad essere basso è il lordo.
Una narrazione demagogica in cui è cascato lo stesso governo Meloni, nell’ultima legge di bilancio.
1/n
Continuiamo a capire come fare una delle cose più difficili di tutte: andare oltre gli slogan quando si tratta di migliorare la pubblica amministrazione, usando come riferimento le soluzioni adottate all’estero.
Oggi il nostro Mattia Fantinati ci parla di come cambiare completamente l’organizzazione del lavoro nella PA.
Su questo tema l’attuale ministro Zangrillo sta portando avanti qualche novità, ma se vogliamo incidere realmente dobbiamo avere molta meno paura dei sindacati e molto più coraggio nel promuovere meritocrazia e dinamismo.
Nell’Italia di oggi - appesantita da una pressione fiscale record e da un settore pubblico debordante - essere rivoluzionari significa dire solo una cosa:
e’ ora che lo Stato faccia un passo indietro, dedicandosi a fare in maniera eccellente le cose che è preposto a fare, e lasciando spazio alle libertà economiche in un contesto di concorrenza, innovazione, dinamismo e pari opportunità.
In un paese statalista come il nostro, dire queste cose non significa sognare la “giungla”, ma semplicemente lasciare un po’ più di soldi nelle tasche degli italiani e un po’ più di libertà nei loro cuori e nelle loro anime.
Quando si parla di questa area politica, si usa sempre la parola “moderati”.
Ma la verità è che in quello che serve oggi all’Italia per evitare il declino non c’è assolutamente nulla di moderato.
Ci sono riforme radicali, da condurre cercando il consenso (e non imponendole dall’alto di una “sapienza processuale”) e spiegando bene i vantaggi per tutti.
1/n
Se non ti vuoi arrendere ad una politica da circo, vieni a darci una mano. Troverai una comunità politica che non urla né aggredisce, ma ragiona e costruisce insieme.
Per un paese che consenta ad ogni persona di essere nelle condizioni di “ricercare la propria felicità” (cit) con libertà e autonomia.
Iscriviti al @Partito_Libdem a questo link: https://t.co/Vzly4Qpe3R
Uno Stato che faccia (molte) meno cose, ma fatte (molto) meglio.
Piu spazio per la libertà: economica, sociale e civile. Ad ogni persona non deve essere data la felicità, ma essere messa nelle migliori condizioni di cercarla.
Il mercato non è il demonio, ma uno strumento di libertà, di redistribuzione di opportunità, di crescita e di innovazione.
E un paese che ha bisogno di riformare tutto quello che è rimasto al secolo scorso: pubblica amministrazione, scuola, giustizia, fisco, welfare, istituzioni.
Per fare tutto questo non serve la politica delle curve ultra: ma una politica seria che abbia il coraggio di dire la verità agli italiani, e non trattarli come bambini viziati.
Se condividi tutto questo, vieni a darci una mano nel Partito Liberaldemocratico.
Da noi ci si iscrive solo online, a questo link (https://t.co/DEX3RUHRQu): così tutto è più trasparente!
C’è chi urla.
C’è chi promette.
E poi c’è chi costruisce.
Noi stiamo da questa parte.
Respira libertà.
👉 Iscriviti, a questo link, al Partito Liberaldemocratico
https://t.co/rpEYVg5n80
Con @Azione_it abbiamo una proposta semplice: giovedì la presidente Meloni viene in Parlamento per una importante informativa sulla prospettiva politica del governo.
Ma perché deve farlo due volte, prima la mattina alla Camera e poi nel pomeriggio al Senato? Per una volta, facciamo una cosa semplice: venga a Camere riunite, facciamo un solo dibattito, tutti insieme.
.@Azione_it e @Partito_Libdem fanno una proposta semplice.
Giovedì la presidente Meloni viene in Parlamento per una importante informativa sulla prospettiva politica del governo.
Ma perché deve farlo due volte, prima la mattina alla Camera e poi nel pomeriggio al Senato?
Quale azienda italiana funzionerebbe così?
Per una volta, facciamo una cosa semplice: venga a Camere riunite, facciamo un solo dibattito, tutti insieme.
Avete mai sentito qualche politico NON dire “miglioriamo la pubblica amministrazione”?
Lo dicono tutti, da decenni. Quando va bene, aggiungono qualche slogan (“più efficiente, più veloce”) che non significano niente.
Noi facciamo un’altra cosa: da oggi, con dei brevissimi video, elenchiamo quale “best practice” adottata all’estero vogliamo adottare, e come.
A farlo è il coordinatore del nostro tavolo di lavoro, Mattia Fantinati.
Si, un ex-grillino.
Perché tutti in gioventù facciamo errori (anche gravissimi, come in questo caso).
L’importante è guarire.
@MFantinati