Oggi, #11luglio, è la giornata della commemorazione del genocidio di #Srebrenica.
Quel numero inciso su pietra è un monito al mondo. Quando si compie un #genocidio c'è chi spara e chi si volta dall' altra parte.
E chi poteva schierarsi con una corporazione di avidi speculatori se non Lega e Fratelli d’Italia?
(Foto e testi @AUniversale)
Mattia Fiorini è il sindaco di Spotorno, un piccolo comune della Riviera ligure, in provincia di Savona. E ha fatto una cosa che in Italia riesce a sembrare rivoluzionaria: ha applicato la legge.
Spotorno aveva la percentuale di spiagge libere più bassa di tutta la Liguria: 3,5%. Il resto era ombrelloni, lettini, cancelli, tutto in mano ai soliti stabilimenti balneari.
Da qui, la sua decisione: portare la percentuale dal 3,5% al 40%, tra l’altro attrezzando una parte di quelle libere con bagnini, pulizia, docce, illuminazione serale.
Apriti cielo.
I balneari sono insorti. Il centrodestra si è accodato: Forza Italia, Lega e Fratelli d'Italia in fila a raccogliere firme, 2500 in pochi giorni. Consiglieri regionali arrivati fin lì per spiegare a un sindaco che aprire la spiaggia agli spotornesi rovina "il turismo di qualità".
L'ultima trovata è di questi giorni. Spotorno vince la Bandiera Blu, il premio per il mare pulito. Il giorno della cerimonia i gestori degli stabilimenti disertano in blocco, per protesta, contro il sindaco che vuole aprire la spiaggia anche a chi ci arriva con l'asciugamano e basta.
Fiorini ha tirato dritto. Ha chiamato la diserzione una mancanza di rispetto e ha tenuto il punto, come lo tiene da mesi: il 40% delle spiagge sarà libero. Fine.
E ai balneari ha risposto così: "Quando parliamo di litorale non stiamo parlando soltanto di ombrelloni, lettini o abitudini estive. Stiamo parlando del rapporto tra una comunità e il suo mare. Di un bene di tutti che, proprio per questo, non può essere trattato come se fosse disponibile solo per chi lo sfrutta economicamente".
Ci vuole coraggio, oggi, per fare semplicemente il proprio dovere. Mattia Fiorini ce l'ha avuto: ha restituito la spiaggia agli spotornesi e ha tenuto la schiena dritta mentre gli davano dell'eversore.
Il mare, a Spotorno, è tornato di tutti. Grazie a lui.
A Bologna a Palazzo d'Accursio, assaltato nel 1920 dagli squadristi fascisti (11 morti), La Russa, seconda carica dello Stato, celebra il "camerata Marcello" ovvero il missino Marcello Bignami, padre di Galeazzo, quello travestito da nazista. Siete la vergogna d'Italia.
In due giorni @Corriere e @repubblica non hanno pubblicato una riga, NON UNA RIGA sulla relazione Onu che accusa Israele di uccidere intenzionalmente i bambini di Gaza. Grazie @kritica, presidio di Resistenza contro #GazaScortamediatica
Oggi, a 80 anni dall’insediamento dell’Assemblea Costituente, il Presidente #Mattarella ha ricordato i martiri del #fascismo.
I parlamentari di #Vannacci sono usciti dall’Aula.
Nessuna correlazione
L’ONU ha certificato il Genocidio di Gaza, con oltre 20.000 bambini massacrati scientemente.
Le nostre armi vendute ad Israele, hanno contribuito in modo rilevante a questo massacro.
È tutto.
Israele sta prendendo di mira deliberatamente i bambini palestinesi, un fattore chiave in quello che è diventato un "genocidio" in corso a Gaza. Lo hanno affermato oggi gli investigatori delle Nazioni Unite. La Commissione internazionale indipendente d'inchiesta delle Nazioni Unite ha dichiarato di aver trovato prove che "bambini palestinesi sono stati deliberatamente presi di mira e uccisi dalle forze di sicurezza israeliane". Questo, ha affermato, è un fattore chiave per stabilire "l'intento genocida delle autorità e delle forze di sicurezza israeliane di distruggere la più ampia comunità palestinese a Gaza". #ANSA https://t.co/qWpCM2AJMX
Oggi gli italiani si dividono in due gruppi: quelli che hanno sempre pensato che Trump fosse un coglione, e quelli che l'hanno scoperto ieri. Poi c'è Borghi.
Uomo del servizio d’ordine di Vannacci oggi a Firenze. Tatuaggi con fascio littorio, Decima, croce celtica, teschio col pugnale, “M” grondante sangue. La scritta “schiavo mai”, no certo solo di nazisti prima e americani poi.
Immigrati non lasciateci soli con questi italiani
È arrivata a fare un minuto di silenzio i. Parlamento per Charlie Kirk di cui ovviamente ora non ricorda neanche il nome. A proposito dì servilismo 🤦🏼♀️🤦🏼♀️🤦🏼♀️
Se condividi un credo politico che include la sopraffazione del più debole, se il più debole diventi tu puoi venire sopraffatto. Giusto ribellarsi ma non sorprendersi. Il villano capo ti schiaccia, e con te la nazione che rappresenti: richiama il suo ambasciatore
#Meloni#Trump
COSE COMUNQUE PIÙ STABILI DI TRUMP
-I tavolini dei bar
-Occhiali da sole in testa
-la pallina gelato in cima al cono
-il telecomando sul bracciolo del divano
-Il cucchiaino sul bordo della tazzina di caffè
-il pomodorino sulla bruschetta
-i miei coglioni quando lo sento parlare
Je m’appelle Luca, j’ai 29 ans.
À 25 ans, je suis diplômé en ingénierie mécanique. Mention très bien, félicitations académiques, tape dans le dos des proches pendant la fête de diplôme. J’étais persuadé que j’allais conquérir le monde.
Je commence à envoyer des CV. Après trois semaines, une entreprise locale de taille moyenne me contacte. Entretien avec le patron. Il me fait tout son discours sur “l’excellence italienne”, sur le fait qu’ils sont une famille, qu’on travaille dur mais qu’on progresse.
On me propose un stage extra-curriculaire de six mois. 600 euros par mois de “remboursement de frais”. J’accepte. Je me dis : ok, je serre les dents six mois, j’apprends le métier, puis ils m’embauchent.
Ces six mois ont été un enfer. J’arrivais à huit heures du matin, je partais à sept heures du soir. Je faisais des plans sur CAD, je gérais les contacts avec les fournisseurs, je résolvais des problèmes en production. Je faisais, en tout point, le travail d’un ingénieur junior. Mais interdiction de se plaindre : j’étais là “pour apprendre”.
Un jour, je dois aller chez le dentiste, je pars à 18h pile (l’horaire officiel de mon contrat). Le chef d’atelier me voit passer avec ma veste, regarde l’heure et lâche une petite pique devant tout le monde : “Aujourd’hui demi-journée, hein, ingénieur ?”
Arrive la fin des six mois. On me convoque au bureau. Le patron s’assoit derrière son bureau en acajou, pousse un soupir théâtral et me regarde avec un air paternel.
“Luca, tu es un bon garçon, tu es appliqué. Mais tu sais, le marché est difficile, les coûts de l’énergie explosent, on n’a pas le budget pour te mettre en CDI. Mais on croit en toi. On te propose encore six mois de stage à 800 euros, comme ça tu continues ta formation, et ensuite on verra pour un apprentissage.”
Je suis rentré chez moi avec un nœud à la gorge indescriptible. À 26 ans, avec un master en ingénierie, je devais encore demander de l’argent à mon père pour changer les pneus de ma voiture. On me volait littéralement mon temps et ma dignité.
Ce soir-là, je m’enferme dans ma chambre. J’ouvre LinkedIn. J’envoie trois CV en Allemagne. Au hasard, par pure détresse, avec un anglais scolaire.
Une semaine plus tard exactement, je reçois un email d’une multinationale à Stuttgart. Entretien sur Teams.
Je me retrouve devant la caméra en sueur froide. En face, un manager allemand. Il ne me demande pas quel est mon “animal totem”, il ne me parle pas de famille d’entreprise. Il me fait un entretien technique. Il me demande comment je résoudrais un problème de tolérances sur un arbre moteur. Je réponds. Il acquiesce.
Trois jours après, je reçois l’offre officielle par email. Je dois la relire quatre fois, pensant à une erreur.
Pas de stage. Pas de faux apprentissage. Contrat à durée indéterminée. 48 000 euros bruts par an comme salaire de départ. Plus 2 500 euros de prime de relocation non remboursable pour m’aider avec le déménagement et les premières dépenses. Et la responsable RH qui s’excuse en me demandant si un mois de préavis est suffisant ou si j’ai besoin de plus de temps.
Le lendemain, je vais au bureau en Italie. J’annonce au patron que je ne signerai pas le renouvellement du stage car je pars en Allemagne.
Il devient rouge de colère. Il me regarde comme si je venais de lui voler son argenterie. Et il ose me dire : “Les jeunes d’aujourd’hui sont comme ça. Ils fuient à la première difficulté. Ils ne veulent pas faire d’efforts, ils veulent tout tout de suite.”
Aujourd’hui, je vis à Stuttgart depuis trois ans. Je travaille dans un bureau moderne. À 17h, j’éteins mon ordinateur, mon chef passe derrière moi, me salue et me souhaite une bonne soirée. Si je fais des heures supplémentaires, elles sont payées le mois suivant, jusqu’au dernier centime.
Je ne suis pas parti parce que je fuyais les difficultés, comme il le disait. Je suis parti parce que je fuyais les abus.
Ma perché continuate a chiamarlo generale? È in pensione, si è candidato, è stato eletto, è europarlamentare. È Onorevole. Il linguaggio militare, da camerati e caserme, lasciamolo ai suoi.
È diventato normale fermare dei neri che mangiano in serenità e dirgli che sono delle scimmie da remigrare.
È diventato normale fermare una madre velata col passeggino per dirle che assomiglia a un sacco della spazzatura.
Diretti verso il precipizio, senza rendercene conto.