Il Presidente del Governo spagnolo, Pedro Sánchez, ha risposto personalmente a un video di Luciana Littizzetto pubblicato sulla pagina Instagram di “Che tempo che fa”, declinando con ironia l'invito a trasferirsi in Italia per guidare il centrosinistra.
Dal suo account ufficiale, Sánchez ha raccolto l'ironia e ha risposto: «Grazie per le gentili parole, Luciana, ma devo rimanere in Spagna a cucinare paella per almeno altri quattro anni». Sánchez ha anche approfittato dello spazio per lanciare un messaggio politico chiarissimo sulle dinamiche di casa nostra: «Per l'Italia non riesco proprio a immaginare una persona migliore che Elly Schlein».
Ne parla Daniela Lanni su La Stampa
#LaStampa
"Meloni ha sempre dichiarato che uno dei suoi punti di riferimento era Pino Rauti sapete chi è Pino Rauti...
La Russa ha partecipato al funerale di Nicolazzi nel 2006 sapete chi era Nicolazzi...
Ascoltate Scarpinato fa nomi e cognomi delle brave persone al governo di ieri e oggi
la prof.ssa Fornero che assiste alla balle di Salvini sull'abolizione della legge e poi dice "a questo punto mi offro di fare un paio d'ore di lezione previdenziale al Ministro...vediamo"
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#DiMertedì#dimartedi#Fornero#7ottobre
Colpisce il grande entusiasmo per @mariomonti che ha vinto il confronto con Vannacci. Ci mancherebbe! Avevate dei dubbi? La competenza contro slogan vuoti. E colpisce che sia proprio Mario Monti , un uomo che non definirei un pericoloso comunista, a dare del fascista all'ex generale dicendosi disponibile a "combattere sino alla sua ultima energia il tentativo di Vannacci di ricostruire la retorica del fascismo" per raccogliere consensi tra gli scontenti d'Italia. Il problema è che se inviti #Vannacci e gli consenti di sparare le sue strampalate idee fasciste e razziste davanti al gotha dell'economia e della finanza, lo sdogani e lo rendi parte di un sistema democratico,cosa che l'ex generale non è. Il suo programma non è da paese democratico e va contro alcuni principi della Costituzione. Non andava invitato a #Cernobbio. Ci sono momenti, e quello attuale è uno di quei momenti, in cui si deve scegliere con coraggio e non con furbizia chi coinvolgere, senza pensare alla copertura mediatica @ValerioDeMolli
LA VERITÀ FINO AD UN CERTO PUNTO.
Nella baracconata chiamata “Commissione Covid” si segue un bizzarro concetto di trasparenza.
Il governo Meloni ha infatti secretato il documento sui 100 milioni di euro che ha pagato per le mascherine Covid mai fornite da JC Electronics.
La solita destra. Quella che vuole la verità ma se riguarda gli amichetti di partito non la vuole più.
Eh niente.... non le vogliono proprio cacciare fuori queste Chat. Ma cosa diavolo conterranno? Grande intervento del collega Ricciardi che chiama in causa anche Giorgia Meloni
"Voglio combattere la mafia!!!"
Giorgia #Meloni nel 2024, urlava con voce roca nel 2024.
Oggi nel 2026 la sua vergognosa maggioranza di Governo nega l'uso delle chat fra #Delmastro, e il prestanome dei Senese (clan mafioso di Roma).
A ciascuno le sue conclusioni.
Oggi cade la super scusa: “Non abbiamo i soldi per fare nulla”.
Oggi i soldi sono spuntati, ma per cosa? Quando Giorgetti parla dello 0,9% del PIL in armi, parliamo di 20 miliardi.
Galeazzo Bignami (FdI) scrive sui social: "La sinistra italiana parla di 'modello Sánchez'? Ecco i risultati: i confini spagnoli totalmente invasi da immigrati marocchini. Finché al governo c'è Giorgia Meloni tutto questo in Italia non accadrà".
Ora, posto che dietro la crisi migratoria di Ceuta c'è un'evidente regìa del Marocco e i suoi rapporti non proprio semplici con la Spagna e i vicini del nordafrica, i dati ufficiali del 2025 - offerti dal Viminale - dicono l'esatto contrario: in Italia sono sbarcate irregolarmente 66.296 persone, quasi il doppio delle 36.775 arrivate in Spagna nello stesso anno, secondo i dati del Ministero dell'Interno iberico.
E mentre Madrid ha ridotto gli arrivi irregolari del 42,6% rispetto al 2024 - e regolarizzando circa 500mila migranti che già lavorano e vivono sul suolo iberico - l'Italia è rimasta sostanzialmente ferma.
La crisi di Ceuta di queste ore è reale e drammatica, ma usarla per sostenere che "in Italia questo non accade" è quantomeno azzardato: il nostro Paese resta, nei numeri assoluti, quello con più ingressi irregolari dei due e non solo.
Tre anni di proclami sul "blocco navale" e sulla "difesa dei confini", e i risultati concreti restano lontani dalla propaganda.
Chi grida al fallimento del modello altrui dovrebbe prima guardare i numeri di casa propria.
(Caty Latorre)
Quattro ore. Tanto ci hanno messo Meloni, Tajani e Salvini a trasformare la crisi di Ceuta in un comizio elettorale.
Uno dietro l'altro, stessa identica richiesta: sospendere Schengen con la Spagna.
Hanno visto migliaia di persone e ci hanno visto dentro un sondaggio. Sciacallaggio puro.
E dentro quelle dichiarazioni, dalla prima riga all'ultima, una montagna di bugie e porcherie.
Mettiamole in fila, una per una.
Primo.
Ceuta è fisicamente in Africa. Si tratta di un fazzoletto di terra spagnola di 18 chilometri quadrati, dall'altra parte dello Stretto di Gibilterra. Sta più vicina a Rabat che a Madrid. Si esce di lì con un traghetto o con un aereo.
Chi ha attraversato quella frontiera, per arrivare in Italia, dovrebbe imbarcarsi verso la penisola iberica passando i controlli d'identità, attraversare tutta la Spagna, valicare i Pirenei, attraversare tutta la Francia e presentarsi a Ventimiglia.
Effetto della sospensione di Schengen con la Spagna sulla situazione di Ceuta: zero.
Il loro elettore però, che fino a martedì ignorava perfino l'esistenza di Ceuta e non saprebbe indicarla sulla cartina nemmeno se la ritrovasse scritta, adesso è convinto che stia dietro i Pirenei e che quella gente giovedì prossimo sia sotto casa sua.
Su quella convinzione ci costruiscono una campagna elettorale intera. Che bello essere un politico destra e avere davanti tanti destropitechi a cui puoi raccontare letteralmente la qualunque.
Secondo.
La porta che vogliono sbarrare è sbarrata da 35 anni.
Codice Frontiere Schengen, norme speciali per Ceuta e Melilla: chi parte da lì verso la Spagna peninsulare o verso qualunque altro Paese dell'area viene fermato e identificato, documenti alla mano, come se uscisse da fuori Schengen.
Ceuta e Melilla hanno infatti un regime speciale, proprio per via della loro posizione, che prevede doppi controlli al confine esterno: uno all'ingresso dal Marocco e un altro ancora quando si viaggia verso il continente europeo.
Il ministro degli Esteri della Repubblica Italiana chiede di chiudere una frontiera nei fatti già chiusa.
Terzo.
Testuale, dal profilo di Tajani: "Le immagini che arrivano da Ceuta dimostrano che scelta del Governo di Madrid di dare la cittadinanza spagnola, quindi europea, ad oltre 500mila immigrati irregolari è stata profondamente sbagliata".
Falso.
La Spagna ha approvato per decreto una regolarizzazione: permessi di soggiorno e di lavoro, di durata annuale, per gente che vive e lavora lì da anni, senza precedenti penali, già presente prima del 31 dicembre 2025. Documenti per firmare un contratto, pagare le tasse, uscire dal nero.
Il capo della nostra diplomazia ha scambiato un permesso di soggiorno per una cittadinanza e un passaporto europeo.
Il decreto spagnolo riguarda persone che stanno in Spagna da anni, entrate in larghissima parte in aereo con un visto turistico, dall'America Latina.
Chi lega le due cose sta raccontando una balla e la racconta sapendo perfettamente di raccontarla.
E se il problema sono le sanatorie (cioè le regolarizzazioni), qualcuno gli ricordi la più grande della storia repubblicana: 2002, legge Bossi-Fini, oltre 647mila persone regolarizzate.
Quarto.
Ingressi irregolari registrati nel 2025: 66mila in Italia, 36mila in Spagna.
Quasi il doppio da noi. Applicando alla lettera il principio di Tajani, il primo Paese da buttare fuori da Schengen è l'Italia. Con Tajani che firma il decreto contro sé stesso e Piantedosi che gli regge la penna.
Quinto.
Per quattro anni ci hanno raccontato sempre la stessa favola: "Non possiamo essere lasciati soli", "nessuno può affrontare la migrazione da solo", Cooperazione, solidarietà europea, redistribuzione.
Il 4 maggio scorso Meloni parlava ancora di crisi globale da affrontare insieme.
Poi la pressione si sposta di 1500 chilometri, tocca a qualcun altro e in quattro ore la solidarietà europea diventa una minaccia contro un governo alleato.
Sesto.
Il Marocco ha capito da tempo qual è la sua unica arma diplomatica: i corpi dei propri giovani. Apre il rubinetto quando le serve qualcosa sul Sahara Occidentale o per punire decisioni che non condivide (come gli accordi tra Sanchez e l'Algeria della scorsa settimana), lo richiude quando l'ha ottenuto. Era già accaduto, per esempio, nel 2014 e nel 2021, non c'entra nulla la politica migratoria della Spagna.
Davanti a un ricatto costruito sulle persone, il governo italiano ha puntato il dito contro chi quel ricatto lo subisce.
Il motivo di tanta delicatezza con il Marocco lo sappiamo tutti: i memorandum italiani con la Libia e con la Tunisia camminano sullo stesso identico meccanismo. Soldi e legittimazione in cambio di frontiere presidiate.
Chi ha appaltato i propri confini alla guardia costiera libica si guarda bene dallo spiegare al mondo come funziona il ricatto migratorio, perché il primo a restarci sotto sarebbe lui.
Settimo. E qui arriviamo al fondo del barile.
Il 19 giugno 2026, Donald Trump aveva appena raccontato al mondo intero che Giorgia Meloni lo aveva implorato per una foto al G7 di Évian e che lui gliel'aveva concessa perché gli faceva pena.
E in quel momento, tra 27 capi di governo, sapete chi ha preso la parola per difenderla? Pedro Sánchez.
Sono passati 41 giorni. Quarantuno.
Alla prima giornata di caos e di morti sulle coste spagnole in Africa, la prima a saltargli addosso è stata lei. Su una vicenda che si decide sulla frontiera marocchina, dove la Spagna è il bersaglio del ricatto.
Chi ti tende una mano quando sei a terra, gentaglia così se lo segna. E aspetta il momento buono per azzannare.
Ottavo.
Sapevano dove sta Ceuta. Sapevano che quella frontiera è controllata da 35 anni. Sapevano che a Ceuta gli sbarchi via mare erano stati zero fino a metà luglio. Sapevano che da noi gli ingressi irregolari sono il doppio dei loro. Sapevano che la mano che ha aperto quel confine sta in Marocco.
Hanno parlato lo stesso. Perché una bugia arriva a milioni di persone in tre ore e la smentita arriva a diecimila in tre giorni. E perché una crisi umanitaria, per loro, vale un punto nei sondaggi.
Che miseria senza fondo.