L’Italia ha le accise più basse in Europa su superalcolici e sigarette e le più alte sui carburanti. È un paradosso assurdo.
Da fumatore penso che i consumi voluttuari e dannosi per il SSN debbano essere tassati più dei consumi indispensabili. Questo abbiamo proposto al governo. Diminuire le accise su carburanti e aumentare quelle su tabacchi e superalcolici. A parità di gettito e di pressione fiscale. Lobby permettendo…
La Ferrari Luce è un insulto estetico e tecnologico per chi ama la Ferrari o, come nel mio caso, ci ha lavorato. Complimenti a #Elkann che dopo aver semidistrutto o alienato Marelli, Comau, Iveco, Fiat, Alfa, Maserati, Lancia, Scuderia Ferrari, Juventus, Repubblica e Stampa ci prova ora con Ferrari. E non era facile.
Mamdani lo ha fatto. Meloni nemmeno ci prova.
Zohran Mamdani si è insediato a gennaio. A maggio ha chiuso un buco di dodici miliardi di dollari nel bilancio di New York. Lo ha fatto senza tagliare servizi, senza toccare le tasse sulla casa dei lavoratori, senza svuotare le riserve. Ha invece istituito una tassa sulle seconde case sopra i cinque milioni di dollari. Una tassa sui ricchi, detta con le sue parole: “abbiamo chiesto a chi ha di più di contribuire un po’ di più, per sostenere chi ha di meno”.
Qui invece abbiamo Giorgia Meloni. Il debito pubblico ha sfondato i tremila miliardi e continua a correre. La parola “patrimoniale” non si può nemmeno pronunciare. Sui ricchi non si tocca nulla, anzi: condoni, flat tax, rottamazioni. A pagare sono sempre gli stessi, lavoratori dipendenti e pensionati, gli unici che non possono nascondere un euro.
La differenza è tutta politica. Mamdani ha avuto il coraggio di dire una cosa semplice: i soldi ci sono, basta andare a prenderli dove stanno. Meloni il coraggio non ce l’ha, perché i ricchi sono i suoi azionisti. E voi l’avete votata. Imbecilli.
Sui dizionari di tutto il mondo, alla voce “rialzarsi”, dovrebbe esserci una sua immagine.
Dietro quella faccia che più emiliana non si può c’era un uomo capace di dare lezioni senza fare lezione.
Pochi lo sanno, ma il suo secondo nome non poteva che essere Leone.
(fine)
Ho sentito e letto più cattolici indignati per la statua di Gesù abbattuta da un soldato israeliano che per le migliaia di bambini a cui sparano per divertimento.
Bambini che evidentemente non sono figli di Gesù, per il buon cristiano.
Segnalo alla @poliziadistato la presenza di questo articolo a firma @camuso_angela pubblicato come se fosse un contributo scientifico, nel quale si afferma falsamente che i vaccini covid provocherebbero il cancro.
L’autrice presenta la notizia come un dato verificato, pur essendo consapevole della sua infondatezza. La diffusione di tale contenuto espone la collettività a rischi per la salute pubblica e può indurre comportamenti contrari alle indicazioni delle autorità sanitarie.
Ritengo che la condotta integri diverse possibili fattispecie di reato. L’articolo 656 c.p., per la diffusione di notizie false idonee a turbare l’ordine pubblico, appare direttamente rilevante poiché la notizia può compromettere la fiducia nei vaccini e nell’intero sistema sanitario. La presentazione del testo come studio scientifico configura una forma di inganno che può costituire frode informativa in ambito sanitario, con un impatto potenzialmente grave sulla sicurezza collettiva. La pubblicazione può integrare anche un profilo di truffa aggravata se finalizzata a orientare il pubblico verso prodotti o servizi alternativi privi di fondamento. Qualora la falsa informazione inducesse persone a rinunciare a trattamenti preventivi causando danni alla salute, si configurerebbe inoltre una responsabilità per lesioni personali colpose. Chiedo pertanto una verifica del contenuto, dell’autore e delle finalità di pubblicazione per accertare l’eventuale rilevanza penale della condotta.
⚠️ La verità definitiva sui no vax che nessuno ha il coraggio di gridare (leggila prima che la facciano sparire). ⚠️
Vi siete mai chiesti perché i no vax sono diventati così arroganti, così sfacciati, così convinti di essere i nuovi profeti della verità?
Dopo anni di pandemia, con ospedali al collasso e bare che si ammucchiavano, come hanno fatto a trasformarsi in questa armata grottesca di fanatici da bar, in questa parata surreale di analfabeti che sventolano la loro ignoranza come una medaglia? Ve lo dico io: perché una certa politica schifosa, senza scrupoli, ha deciso di prendere le vostre paure infantili, le vostre paranoie da quattro soldi, e trasformarle in un mucchio di voti facili.
Se non avessimo permesso a questi piccoli geni improvvisati di TikTok, con le loro “ricerche” fatte di video sgranati e post su Telegram, di urlare che le loro opinioni raffazzonate valgono più della scienza, della ricerca, delle vite salvate ogni giorno da medici e infermieri, quelli veri, quelli che vi guardano con un misto di pena e disgusto dietro le loro mascherine. Se non avessimo lasciato che la scelta di vaccinarsi, in piena pandemia, diventasse un capriccio personale, come decidere se mettere il parmigiano sulla pasta al pomodoro. Se non avessimo dato dignità ai vostri deliri, trattando il vostro analfabetismo funzionale come se fosse un punto di vista da rispettare, anziché una vergogna da correggere.
Ma no, la storia è andata diversamente. Una certa parte politica, quella che vi parla con la finta dolcezza riservata ai bambini ingenui, quella che si nutre della vostra rabbia e del vostro rancore, ha visto in voi la gallina dalle uova d’oro. Vi hanno dato una pacca sulla testa, vi hanno sussurrato “bravo, hai ragione tu, sei speciale, il mondo non capisce la tua grandezza”. E intanto ridevano alle vostre spalle, contando i voti che gli regalavate. Vi hanno convinto che il vostro dubbio paranoico, la vostra paura egoistica, valesse più di mille certezze scientifiche. Che un post virale su Facebook fosse più vero di un laboratorio. Che tutto fosse un complotto oscuro per controllare proprio voi, voi, che non contate nulla, che non sapete nulla, che vi lasciate fregare da chiunque vi faccia sentire importanti.
E voi ci siete cascati, come bambini disperati, felici di essere finalmente al centro della scena.
E quando quella destra che vi aveva illusi vi è sembrata troppo cauta, troppo morbida, cosa avete fatto? Non vi bastava più dubitare, non vi bastava più protestare: volevate distruggere tutto. Cancellare la scienza, processare i medici, abolire i vaccini come se fossero un insulto alla vostra esistenza.
Avete spinto la politica a mettere in piedi commissioni parlamentari che sembrano spettacoli di serie B, roba da talk show notturni, con terrapiattisti, negazionisti, sedicenti esperti da tastiera che non saprebbero nemmeno leggere le istruzioni su una scatola di aspirina. Un circo triste, un’armata di fanatici che sognano di essere illuminati, ma che in realtà sono solo patetici, persi, manipolati.
E quella politica che avrebbe dovuto proteggere l’Italia, che avrebbe dovuto alzare un muro contro questa follia, cos’ha fatto? Ha preso i vostri voti pieni di rabbia e ignoranza, li ha messi in tasca e ha tirato dritto. Ha trasformato la vostra stupidità in una miniera d’oro, la vostra paura in un mercato, il vostro rancore in un capitale politico. Hanno fatto di ogni scemo del villaggio un influencer, non perché credessero in voi, ma perché eravate facili da usare, facili da spremere, facili da buttare via quando non servivate più.
Voi, no vax, siete la prova vivente di come si possa prendere una folla confusa, paranoica, ignorante, e trasformarla in un’arma. Non per salvarla, non per educarla, ma per sfruttarla. Per mandarla al macello mentre qualcuno conta i voti e si strofina le mani. E sì, ridendo proprio di voi.
Guardatevi allo specchio, guardatevi davvero: non siete ribelli, non siete liberi pensatori, non siete i salvatori dell’umanità. Siete solo un branco di utili idioti, burattini nelle mani di una cultura fascista che non ha più bisogno di manganelli, perché ha i vostri post imbarazzanti, le vostre dirette su TikTok, la vostra rabbia malata. E mentre voi gridate contro i vaccini, contro i medici, contro il buonsenso, c’è chi vi guarda, vi applaude, e conta i vostri voti. E ride. Ride di voi.
Questa è la verità, no vax, e fa male, lo so. Vi brucia? Vi fa arrabbiare? Bene. Condividete questo post, commentatelo, insultatemi pure, fate vedere al mondo che non avete paura di affrontarla, questa verità. O forse, come sempre, avete solo paura di guardarvi davvero allo specchio e vedere cosa siete diventati.
#NoVax #Verità #ManipolazionePolitica
Sui 5 stelle
Giuseppe Conte ha fatto cadere il governo Draghi per un inceneritore. Un inceneritore. Non una riforma costituzionale, non una guerra, non una manovra economica. Un impianto per bruciare la spazzatura di Roma, una città che paga la TARI più alta d’Italia, dove la raccolta funziona male da anni e i rifiuti finiscono in Austria e in Olanda perché non c’è un posto dove trattarli.
Nel decreto Aiuti c’era una norma che dava poteri speciali al sindaco Gualtieri per costruire un termovalorizzatore in vista del Giubileo. Una cosa concreta, necessaria, persino banale. Conte ha deciso che quello era il suo Rubicone. I ministri cinque stelle non hanno votato il decreto in Consiglio dei ministri, poi il Movimento non ha votato la fiducia al Senato. Draghi è salito al Quirinale e si è dimesso. Fine della storia. Anzi no: inizio dell’altra storia, quella che ci ha regalato la Meloni e ci sta mangiando vivi adesso.
Il punto non è solo luglio 2022. Il punto è la natura dell’uomo, quella che non cambia. Conte è fatto così: rompe le cose. Le rompe con quella faccia composta, quella voce morbida, quel tono da professore che ti spiega perché era inevitabile, perché la colpa è sempre di qualcun altro. Ha fatto saltare il suo stesso governo per non cedere una delega a Renzi, salvo poi perdere tutto. Ha fatto saltare Draghi per un inceneritore, regalandoci Giorgia Meloni. Sempre lo stesso copione: il calcolo meschino, la mossa che sembra furba, le macerie che restano agli altri. Sempre quella faccia pulita sopra le rovine.
Chi oggi parla di campo largo e immagina i Cinque Stelle come alleati affidabili non ha memoria, o forse non vuole averla. Perché ricordare fa male, costringe a guardare in faccia la propria debolezza. Conte non è un alleato. È quello che ti giura fedeltà guardandoti negli occhi e poi ti pianta il coltello nella schiena perché ha trovato un motivo, uno qualsiasi, per convincersi che era giusto così. Lo conosci quel tipo di persona. Lo riconosci subito, nella vita. Solo che in politica continui a credergli perché hai bisogno dei suoi voti, perché da solo non ce la fai, perché l’alternativa è il deserto.
Oggi dentro i Cinque Stelle c’è una fronda apertamente filorussa che vuole tagliare gli aiuti all’Ucraina. Non è un dettaglio. È il prossimo inceneritore, solo più grande, solo più pericoloso. Immaginate la scena, perché è facilissimo immaginarla, perché l’abbiamo già vissuta: governo di campo largo, Schlein premier, programma condiviso, strette di mano, sorrisi per le telecamere. Sei mesi dopo Conte che torna in televisione con quella faccia da professore offeso a spiegare il suo “profondo disagio politico” perché il suo partito non vuole votare le armi a Kiev. Sei mesi, forse meno. L’inceneritore almeno era una stupidaggine circoscritta. La collocazione atlantica, il rapporto con un’Europa in guerra: questa roba ti fa saltare tutto in una settimana. Chi ha fatto cadere un governo per la spazzatura di Roma, cosa pensate che farà quando sul tavolo ci sarà la pace in Europa?
Il problema è che non c’è uscita, non c’è porta sul retro. Senza i Cinque Stelle il campo largo non esiste, è un campo vuoto, una distesa dove la Meloni cammina sola e tranquilla per i prossimi vent’anni. Con i Cinque Stelle dentro ti porti in casa uno che alla prima impuntatura ribalta il tavolo, ti guarda tra le schegge e ti dice che dovevi ascoltarlo prima. Lo ha già fatto. Lo rifarà. Non è una previsione, è la ripetizione di un gesto che quest’uomo ha nei muscoli.
Schlein e il PD si trovano davanti a una scelta che fa venire il mal di stomaco. Allearsi con Conte sapendo che ti tradirà, o restare soli sapendo che perderai. È la trappola perfetta, quella che la sinistra italiana si è costruita da sola in vent’anni di incapacità di parlare a chi sta fuori dal proprio recinto. Vent’anni a perdere pezzi di popolo, quartiere dopo quartiere, periferia dopo periferia, fino a ritrovarsi col venti per cento e la necessità di mendicare voti da un partito allergico alla responsabilità di governo. Se il PD avesse il trenta per cento non avrebbe bisogno di Conte. Se avesse una classe dirigente capace di guardare in faccia un operaio, un pendolare, una partita IVA senza farli sentire invisibili, non staremmo qui.
La risposta onesta è che da questo vicolo non si esce con un’alleanza. Si esce diventando più grandi, più veri, più vicini alle persone. Si esce smettendo di pensare che la politica sia un gioco di incastri e ricominciando a fare quello che la sinistra ha smesso di fare da tempo: convincere le persone, una per una, porta a porta, ascoltandole. Fino a quel giorno il campo largo resterà quello che è: una scommessa disperata con un uomo di cui non ti puoi fidare. E Giorgia Meloni continuerà a guardare lo spettacolo con quel sorriso che conosciamo tutti. Quel sorriso che ci meritiamo.
Invito gli sconfitti dal referendum a rallegrarsi che almeno abbia perso un ministro la cui comprensione della lingua è questa: “non è nostra intenzione attribuire o meno a questo voto un significato politico”.
#attribuireomeno