@pbecchi Quando leggo i commenti capisco perché l'Italia e i paesi europei sono finiti. Senza speranza.
Sono terra di conquista per musulmani.
Che tristezza e disgusto.
@aionpais@pbecchi Immagina che la NATO ti arriva al confine del tuo paese minacciandori di bombardare la capitale.
Ti fanno saltare il nord stream e quei coglionindi europei accettano blandamente di comperare il gas al triplo del prezzo dagli USA che pianificano attacco alla Russia dal 2001.
Putin appena al potere, ha fatto incriminare Khodorkovsky che stava cedendo la quota del 59% di controllo di Yukos a Jacob #Rothschild
Yukos aveva il gas metano che è passato a Rosneft, la società di stato. Parliamo di 100 mld l'anno di fatturato...
Khodorkovsky aveva un accordo segreto, tramite una rete di società offshore, che la sua quota di controllo passava a Jacob #Rothschild, che avrebbe avuto quindi il controllo della maggiore società del gas russo dell'epoca
Ma Putin ha cancellato tutto e messo in galera Khodorkovsky
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Prima dell’arresto (ottobre 2003), Khodorkovsky stava negoziando un grande deal per Yukos (dopo la fusione con Sibneft). Le trattative erano con le major occidentali, in particolare Chevron (ChevronTexaco) e ExxonMobil. Si parlava di una possibile vendita di una quota significativa o di una fusione che avrebbe creato una delle più grandi compagnie petrolifere private al mondo (valutazioni intorno ai 20-25 miliardi di dollari per una partecipazione importante). Lo stesso Khodorkovsky lo ha ricordato in interviste successive (per esempio a MarketWatch nel 2025): Exxon voleva comprare per mettere le riserve a bilancio, ma Yukos era più vicina a un accordo con Chevron. L’arresto ha bloccato tutto.
Il ruolo di Rothschild
Lord Jacob Rothschild non era un acquirente diretto di Yukos. Era coinvolto nella fondazione Open Russia di Khodorkovsky (insieme a Henry Kissinger). Esisteva un accordo di trust predisposto prima dell’arresto: se Khodorkovsky non avesse più potuto agire come beneficiario, i diritti di voto sulla sua grossa partecipazione (tramite Group Menatep, basata a Gibilterra) sarebbero passati a Rothschild. Lo riportò il Sunday Times subito dopo l’arresto, e lo cita anche Wikipedia. In pratica era una protezione degli asset in caso di arresto.
Khodorkovsky aveva messo in piedi (alcuni mesi prima dell’arresto del 25 ottobre 2003) un accordo fiduciario tipico delle strutture offshore usate dagli oligarchi dell’epoca. Prevedeva che, se lui non avesse più potuto “agire come beneficiario” (per carcerazione, costrizione, incapacità o morte), i diritti di voto sulla partecipazione detenuta tramite il trust sarebbero passati a un soggetto di fiducia.
Secondo il Sunday Times (che lo rivelò subito dopo l’arresto), quel soggetto era Lord Jacob Rothschild. I due si conoscevano da anni tramite la fondazione Open Russia (di cui Rothschild era coinvolto, insieme a Henry Kissinger). L’obiettivo era semplice: impedire che lo Stato russo, congelando o sequestrando le azioni, potesse prendere facilmente il controllo della compagnia.
In realtà i resoconti dell’epoca non sono del tutto uniformi: alcuni parlano di passaggio dei diritti di voto a Rothschild, altri ai partner (soprattutto Leonid Nevzlin, fuggito in Israele). Khodorkovsky stesso, in un’intervista successiva, ha smentito che Rothschild avesse ricevuto azioni, dicendo che il controllo era passato automaticamente ai partner come procedura standard di protezione.
Quanto era sul totale
Khodorkovsky controllava circa il 59,5% di Group Menatep (il 9,5% direttamente + il 50% tramite un trust di cui era l’unico beneficiario).
Group Menatep (registrata a Gibilterra) deteneva circa il 61% di Yukos (tramite società offshore: Hulley Enterprises e Yukos Universal). Dopo alcune emissioni di azioni la quota scese intorno al 44%.
Di conseguenza la sua partecipazione effettiva in Yukos era nell’ordine del 25-36% della società (i numeri esatti variano a seconda del momento e dei calcoli).